giovedì 30 agosto 2012

Manipolare il clima: ecco la super-bomba del futuro!



Estati torride di terra secca e assetata, primavere scosse da nubifragi e alluvioni. Che il clima stia cambiando sotto ai nostri occhi è ormai accettato da tutti. E’ solo frutto del nostro stile di vita o dipende anche da altri fattori, che non siamo in grado di controllare? Ovvero: quanto influiscono sul meteo i sempre più numerosi esperimenti di manipolazione climatica? E a che scopo vengono effettuati? Per combattere il surriscaldamento globale oppure per accelerarlo? L’allarme è rilanciato dagli ambientalisti, concentrati sulla riduzione delle emissioni nocive, ma anche dai “complottisti”, convinti dell’esistenza di un vero e proprio “crimine climatico”, una manipolazione planetaria per colpire a comando la popolazione e l’economia di svariate aree del pianeta: molti esperimenti studiano come modificare artificiosamente il clima, causare pioggia o siccità, innescare tornado e nubifragi.
Tempo fa, racconta Andrea Degl’Innocenti sul “Cambiamento”, è stato lo stesso “Guardian” a pubblicare una mappa mondiale della geoingegneria prodotta dall’Etc Group, un’organizzazione internazionale che si batte per la sostenibilità e i diritti umani. Geoingegneria: tecniche artificiali di intervento umano sull’ambiente fisico, dall’atmosfera agli oceani, dalle acque alle rocce. Sempre il quotidiano inglese mostra anche un elenco di istituzioni, enti e multinazionali coinvolte negli esperimenti sul clima. Secondo il dossier, i primi test risalgono addirittura agli anni ’40, quando la United Fruit Company, oggi Chiquita, tentò di condizionare il clima dell’Honduras. In tutto 115 pagine piene di dati certificati, che attestano un proliferare di esperimenti su come modificare il clima terrestre, per vari scopi. I più frequenti sono quelli riguardanti l’aumento o la diminuzione delle piogge; solo l’Italia ne conta ben 7, dagli anni Settanta fino ai giorni nostri. Gli ultimi sono quelli del progetto “Climagri”, con test per la riduzione della pioggia.
«Il documento – scrive “Il Cambiamento” – dimostra in maniera inequivocabile che sono in corso, da ormai più di sessant’anni, studi ed esperimenti su come manipolare il clima terrestre, condotti dai governi di tutto il mondo con il contributo di imprese private, istituti, multinazionali». Ma fin dove si può spingere la manipolazione climatica, e per quali obiettivi? Qui non ci sono ancora certezze vere e proprie, ammette Degl’Innocenti, per una serie di motivi: «Mancanza di documentazioni, reticenza da parte dei media e della classe politica ad affrontare apertamente queste tematiche, oscurantismo e tentativi di nascondere i veri scopi delle operazioni in questione». Restano solo le ipotesi, suffragate dalle più disparate teorie. Per la scienza ufficiale, la capacità umana di influire sul clima è minima. Esperimenti a porte chiuse, protetti dai servizi di intelligence? «Alcuni dati – 
Khalifa bin Zayed Al Nahyan
sostiene “Il Cambiamento” – sembrano dimostrare che la capacità di manipolazione climatica va molto oltre la posizione ufficiale della comunità scientifica».

Un recente articolo del “Daily Mail” svela il lavoro di un’équipe di scienziati assoldati segretamente dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan. Missione compiuta: quei ricercatori sono stati in grado di generare 50 potenti temporali ad Abu Dhabi. Poi la Cina: già nel 2007, il governo di Pechino ha annunciato di aver provocato la prima nevicata artificiale sulla città di Nagqu. Inoltre, «è dimostrato che si possono generare artificialmente tornado anche di grandi dimensioni, di cui si sta persino provando a trarre energia pulita». Spettacolari le dimostrazioni di un pioniere italiano, il professor Pierluigi Ighina, esibitosi anche davanti alle (esterrefatte) telecamere di “Report”: già allievo di Guglielmo Marconi, Ighina mostrava come addensare o disperdere le nuvole tramite uno strumento da lui realizzato, un’elica coperta di polvere di alluminio che – a seconda del senso di rotazione – si caricava positivamente o negativamente, con effetti opposti sulle nubi: le poteva attirarle fino scatenare un temporale o, al contrario, 
Pierluigi Ighina
disperderle al punto da far tornare il sereno.

Ighina, le cui teorie non sono mai state riconosciute dalla comunità scientifica, sosteneva anche di aver inventato un macchinario capace evitare i terremoti: una sorta di grande valvola attraverso la quale trova sfogo l’energia racchiusa nel sottosuolo. «In fatto di condizionamento atmosferico – continua “Il Cambiamento” – Ighina non è certo l’unico esempio di scienziato fuori dal coro: ancor prima di lui furono in molti a studiare i comportamenti dell’energia e della sua trasmissione». Nikola Tesla, nell’ultimo periodo della sua vita, stava lavorando ad un metodo di trasmissione dell’energia senza fili detto “teleforce”, ribattezzato dai media statunitensi “raggio della pace” o “raggio della morte” per via delle sue potenzialità distruttrici. Scomparso Tesla, molti dei suoi documenti furono sequestrati dalle autorità governative statunitensi e bollate come “top secret”.
Riprendendo gli studi di Tesla, negli anni Ottanta il fisico texano Bernard Eastlund, del Mit di Boston, registrò una serie di brevetti, di cui il primo chiamato “Metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell’atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre”. Anche i suoi brevetti furono “secretati” e infine utilizzati per lo sviluppo del progetto Haarp, “High Frequency Active Auroral Research Program”. Scopo dichiarato di Haarp: studiare l’effetto delle onde elettromagnetiche sulle comunicazioni. Molti però i sospetti: Haarp potrebbe servire per testare interventi di manipolazione climatica. Non lo affermano solo i “complottisti” ma anche la Duma, il Parlamento russo: «Sotto il programma Haarp, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza». Secondo Mosca, «il 
Haarp
significato di questo salto è comparabile al passaggio dall’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari».

E’ verosimile che lo sviluppo della tecnica sia giunto al punto di poter condizionare in maniera sensibile il clima, fino a poter provocare catastrofi a comando? Le notizie ufficiali restano frammentarie. Nel gennaio 2002, Roma e Washington firmarono un accordo chiamato “Cooperazione Italia-Usa su scienza e tecnologia dei cambiamenti climatici”. Obiettivo dichiarato: sviluppare tecnologie per le energie rinnovabili. Ma già all’interno del rapporto, rileva Andrea Degli’Innocenti, si leggeva che fra gli scopi vi era la “esecuzione di attività di ricerca eco-fisiologica su diversi siti sperimentali italiani dove vengono modificate artificialmente le condizioni ambientali a cui è esposta la vegetazione”. Tra gli obiettivi della cooperazione italo-americana, anche la “progettazione di tecnologie per la manipolazione delle condizioni ambientali con particolare riferimento al controllo della temperatura e della concentrazione atmosferica di CO2”.
Più di recente, due ingegneri dell’università di Harvard hanno annunciato l’intenzione di immettere solfati nell’atmosfera attraverso palloni aerostatici: una sorta di spray, che sarebbe in grado di riflettere parte dei raggi solari, diminuendo così la temperatura del pianeta. «L’esperimento si svolgerebbe per adesso soltanto su aree ristrette, ma i due non negano l’ipotesi di un futuro uso più esteso del metodo», precisa “Il Cambiamento”. D’altronde c’è chi sostiene che sostanze in grado di modificare il clima vengano già comunemente immesse nell’atmosfera: «Secondo una teoria molto diffusa in rete, miliardi di nanoparticelle verrebbero quotidianamente 
scie chimiche
diffuse attraverso le cosiddette “scie chimiche”, scie di pulviscoli bianche e persistenti rilasciate in cielo da aerei non segnalati». Una recente scoperta, proveniente ancora da Harvard, sembrerebbe confermare alcune intuizioni dei teorici delle “chemtrails”.

Secondo il “Daily Mail”, l’atmosfera sarebbe cosparsa in quantità diversa di «particelle atmosferiche della dimensione di una frazione di capello umano», che «potrebbero influire sul cambiamento climatico». E da dove provengono, queste particelle? Gas di scarico delle auto? Inceneritori? «Non si può escludere l’eventualità che siano state rilasciate appositamente nell’atmosfera per manipolare artificialmente il clima». A quale scopo? Fondazioni, multinazionali e governi che investono nella ricerca sulla manipolazione del clima sostengono che l’obiettivo è uno solo: combattere il surriscaldamento globale e studiare i possibili scenari futuri. Ma i test militari sono ormai 
Naomi Klein
storia: con l’Operazione Popeye, durante la guerra del Vietnam, è noto che gli Usa tentarono di prolungare la stagione monsonica sul Laos caricando le nuvole di ioduro d’argento.

Mettere le mani sul clima, conclude “Il Cambiamento”, è di per sé un gioco rischioso e dalle conseguenze imprevedibili. Secondo un team internazionale di scienziati coordinato dalla European Geosciences Union, «una soluzione geoingegneristica ai cambiamenti climatici potrebbe causare una notevole riduzione delle piogge e avere effetti indesiderati per la Terra ed il genere umano». Esperimenti per nuove armi invisibili e sogni di dominio? O anche, più semplicemente, una cinica motivazione economica. Lo spiega Naomi Klein nel suo “Shock Economy”: le multinazionali più potenti del pianeta traggono enormi profitti dai cataclismi e dal surriscaldamento globale. «I futuri disastri – scrive la giornalista canadese – non avranno bisogno di cospirazioni segrete». Secondo la Klein, tutto lascia pensare che i disastri continueranno a succedersi con intensità sempre più feroce. «La generazione dei disastri, dunque, può essere lasciata alla mano invisibile del mercato: questa è un’area in cui il mercato funziona davvero».

http://www.byoblu.com - MATRICOLA 811874

Mela Eva Conoscenza

Bisogna impadronirsi delle competenze, delle strategie, delle tecniche, bisogna diventare bravi, più bravi. L'uomo onesto deve acquisire gli strumenti intellettuali per battere l'uomo disonesto sul suo stesso terreno. Deve entrare nella sua testa, comprenderlo, rivoltarlo come un calzino e poi fregarlo, superandolo in autorevolezza, capacità di visione, cultura e dunque credibilità, perché la credibilità si traduce in consenso, e il consenso è il motore, la forza che, applicata alle buone idee, produce il cambiamento.

 Vi hanno tolto il diritto allo studio, offendendo e mortificando l'istruzione pubblica. Mentre i loro figli continuano a frequentare i college più esclusivi, le università più prestigiose in classi da 10, 12 studenti al massimo, seguiti personalmente dai docenti in un rapporto di uno a uno, i vostri sono stipati in aule a centinaia, dove il professore che spiega è un ologramma lontano, alto pochi centimetri, sepolto dal rumore di fondo, costretto a preparare 300 ore di lezione all'anno e dunque ad abbassare la qualità del suo insegnamento. Ci vogliono ignoranti, ma noi non molleremo. Se la strategia è "meno università", noi risponderemo con "più studio". Uno studio matto e disperato, al quale integreremo le conoscenze esclusive che la rete ci mette a disposizione, ma con una nuova capacità di elaborarle e contestualizzarle.

 Quelli di voi che sono già laureati e lavorano possono ampliare i loro titoli di studio sfruttando le possibilità offerte dai corsi di laurea telematici. Gli altri devono immatricolarsi (siete ancora in tempo per l'anno accademico 2012/13). Chi si è appena diplomato deve provarci senza esitazione. Chi ha già abbandonato da un po', deve riprovarci. Il tempo non è un problema, tanto nessuno di voi lo perde con i reality o con i talk-show di calcio. Bisogna essere motivati. Ma oggi tutto manca, tranne la motivazione: questa classe dirigente va sostituita. Dobbiamo formare una nuova generazione di economisti, di ingegneri, di giornalisti, di professori, di avvocati, di manager, magistrati, esperti di diritto internazionale, perfino storici, filosofi. Dobbiamo recuperare la cultura in via di smantellamento, tenerla viva, esserne custodi e rinnovarla, veicolarla, farne calce e mattoni, energia pulita, leggi e trattati, intrattenimento e arte. Dobbiamo riprendere in mano questo mondo.

 Io ho già cominciato. Oggi mi sono iscritto a Scienze Politiche, al'Università Statale di Milano. Matricola 811874. Chi viene con me? Studieremo insieme.

Intervista col morto di Marco Travaglio

Le prossime elezioni rischiano di costare la
pelle non solo ai grandi partiti, ma anche agli
editori e ai prenditori che ingrassano alle loro
spalle. Dunque prepariamoci a dosi
quotidiane di olio di ricino (quando B. era il nemico,
qualcuno avrebbe detto “metodo Boffo”) per i
nemici della strana maggioranza Pdl-Udc-Pd, che poi
tanto strana non è: Di Pietro, Grillo, alcuni pm che
insidiano il nuovo regime tripartito, già bollati di
“fa s c i s t i ” e “populisti”, diverranno prossimamente
nazisti, poi magari pedofili. Nessun mezzo o
mezzuccio verrà risparmiato. L’antipasto lo fornisce
La Stampa, che inaugura contro Di Pietro un nuovo
genere giornalistico: l’intervista col morto. Il
trapassato di turno è l’ex ambasciatore Usa in Italia
Reginald Bartholomew, deceduto domenica. Ieri, a
cadavere caldo, Maurizio Molinari ha pubblicato
parte di un colloquio avuto con lui “il mese scorso”
in un ristorante di Manhattan. Così il defunto non
può smentire, né essere querelato. Titolo in prima:
“Rivelazione: ‘Così fermai lo strano flirt fra l’Amer ica
e Di Pietro’”. Dunque nel '93 (quando Bartholomew
divenne ambasciatore a Roma) Di Pietro aveva uno
“strano flirt con l’Amer ica”. Senonché nell’ar ticolo
Di Pietro è nominato una sola volta, e per dire che
l’ambasciatore non incontrò né lui né alcun pm di
Mani Pulite. Di chi e di quale flirt stiamo parlando?
“Bartholomew si accorge che qualcosa nel
Consolato a Milano ‘non quadrava’”. Cosa? Mistero.
Bartholomew aveva una tal “urgenza di lasciare una
testimonianza” a Molinari che non gliel’ha detto. “Se
– scrive Molinari – fino ad allora il predecessore
Secchia aveva consentito al Consolato di Milano di
gestire un legame diretto con il pool di Mani Pulite,
‘d’ora in avanti tutto ciò con me cessò’, riportando
le decisioni in Via Veneto”. “Tutto ciò” cosa? Quali
“decisioni”? Mistero: il pover’uomo è spirato fra le
braccia del cronista con le risposte sulla punta della
lingua. Le sue uniche affermazioni su Mani Pulite
(mai su Di Pietro) sono suoi personalissimi giudizi
sul pool che “violava sistematicamente i diritti di
difesa degli imputati in maniera inaccettabile in una
democrazia come l’Italia, a cui ogni americano si
sente legato”. Ma guarda un po’: il cuoricino
candido dell’ambasciatore di un paese che ha ancora
la pena di morte sanguinava per quei poveri
tangentari arrestati. Così convocò “il giudice Scalia
della Corte Suprema per fargli incontrare sette
importanti giudici italiani (quali ovviamente non lo
dice, così nessuno può smentire, ndr) e spingerli a
confrontarsi sulla violazione dei diritti di difesa da
parte di Mani Pulite” alla luce del “dir itto
anglosassone”. Infatti negli Usa i processi per i
“fe l o ny ” (i nostri delitti) partono con l’ar resto
automatico dell’imputato che poi, se ha i soldi, esce
su cauzione. Nei due anni di Mani Pulite invece, su
5mila indagati, solo 900 furono arrestati. Non dai
pm, come vaneggiano Bartholomew e Molinari, ma
da un gip, di solito confermato da 3 giudici di
Riesame e 5 di Cassazione, a riprova del fatto che
non vi furono abusi. Ultima rivelazione: “Nel luglio
'94 il presidente Clinton arriva in Italia al G7 che il
governo Berlusconi ospita a Napoli” e proprio in
quel mentre “Mani Pulite recapita al premier un
avviso di garanzia. La reazione di Bartholomew è
molto aspra: ‘Si trattò di un’offesa al presidente Usa
perché era al vertice e il pool Mani Pulite aveva
deciso di sfruttarlo per aumentare l’impatto della sua
iniziativa giudiziaria contro Berlusconi”. Però, che
notiziona. C’è solo un piccolo dettaglio, sfuggito
all’anziano infermo e anche all’infor matissimo
intervistatore: il primo “avviso di garanzia” (che poi
era un invito a comparire), fu recapitato a B. non nel
luglio '94 durante il G7 di Napoli, ma il 21 novembre
durante un incontro internazionale anti-crimine,
dove non c’era ombra di Clinton. Ora però Molinari
annuncia altre “puntate” con nuove mirabolanti
“r ivelazioni”. Nella prossima, Di Pietro pedofilo e i
pm cannibali. L’ha detto il morto

mercoledì 29 agosto 2012

L'araba Fenice



Tanker Enemy - STOP CHEMTRAILS!

Si avvicendano le aberrazioni climatiche dovute alle incessanti manipolazioni dell’atmosfera. In Italia, ma non solo (si pensi a quanto sta accadendo negli Stati Uniti), ormai la sequenza classica comprende lunghi o lunghissimi periodi di siccità, intercalati a brevi interludi contraddistinti da nubifragi, trombe d’aria, tempeste elettriche… Come si è giunti a questi rovinosi risultati? La perversa tecnologia delle modificazioni climatiche ha compiuto un salto “qualitativo”, mediante il pressoché totale controllo delle correnti a getto.[1] 

Soggiogare la natura significa gestire il clima ed il tempo in modo da provocare il maggior nocumento possibile agli ecosistemi ed alle attività produttive, segnatamente il settore primario. Dallo scenario meteorologico sono quasi del tutto scomparse le piogge dalla cadenza più o meno regolare ed i temporali estivi, sostituiti da fenomeni violenti ed effimeri con cui l’energia, accumulatasi nel corso di protratti cicli di aridità indotta, si scarica in modo subitaneo e con formidabile irruenza. Ecco allora le tempeste elettriche con fulmini che si susseguono rapidi, i temporali che in pochi minuti rovesciano decine di millimetri di pioggia con il consueto corollario di danni e purtroppo talora di vittime. Le condizioni dell’atmosfera, satura di particolato elettroconduttivo ed igroscopico, favoriscono le electric storms e concentrano in un lasso di tempo circoscritto le precipitazioni. 

Infatti una strategia recentemente adottata dagli avvelenatori prevede che le perturbazioni non siano aggredite per essere distrutte o indebolite, quando si sono già in gran parte formate, ma che siano prevenute, diffondendo, nei giorni che precedono l’arrivo di un fronte umido, tonnellate di composti che prosciugano l’aria, spesso a formare barriere chimiche. In questo modo, le celle temporalesche, via via che si generano, come per magia, dopo essere entrate a contatto con ilmedium igroscopico, si dissolvono. In altri casi, le aree di bassa pressione, cui si accompagnano solitamente le piogge, perdono la loro naturale configurazione ed il normale sviluppo, manifestandosi o con acquerugiole insignificanti o con “bombe d’acqua” e grandinate, a seconda delle energie che entrano in gioco. 

Morale: le precipitazioni, quelle benefiche per l’agricoltura, le riserve idriche, né troppo veementi né troppo deboli e che costellavano i mesi tradizionalmente piovosi nell’ambito del clima mediterraneo, sono quasi del tutto scomparse, insieme con la rugiada ed i rinfrescanti acquazzoni estivi. Nel contempo i centri meteorologici militarizzati inculcano nell’opinione pubblica il convincimento secondo cui le piogge sono pericolose tout court. Allora sono preferibili – conclude il popolino - temperature alte e condizioni secche tutto l’anno: così si risparmia sulle spese di riscaldamento (sic), mentre il razionamento dell'acqua ed il crollo della produzione agricola, nonostante la gravità della situazione, sono considerati innocui spaventapasseri. 

Spesso, persuasi dai menzogneri bollettini delle fonti ufficiali, alcuni cittadini, preoccupati per la penuria d’acqua, indulgono a favoleggiare di copiosi rovesci che, in realtà, non sono mai caduti o che si sono infiacchiti in patetici piovaschi. La pioggia, quella vera, quella di un tempo è come l’araba Fenice: “Che vi sia ciascun lo dice, ove sia nessun lo sa”. 

[1] Sulle caratteristiche di questi “fiumi atmosferici” e circa i sistemi con cui sono dirottati o spezzati, si leggano i fondamentali e documentati studi Correnti a getto deviate e siccità La deviazione della corrente a getto: un approfondimento, 2012. 

La Grecia verso un punto di non ritorno!

TERRA REAL TIME: La Grecia verso un punto di non ritorno!: PERCHE' IL PAESE PUO' TEMERE UNA RIVOLTA POPOLARE O UN AMMUTINAMENTO CIVICO DI JOE WEISENTHAL businessinsider.com Un trader greco ha espre...

400 metri sotto terra


Nuraxi Figus Sulcis fracking

di Maria Ferdinanda Piva

 Quanta ipocrisia! Quanta sporca ipocrisia può nascondersi dietro le parole “intervento che va a sanare l'ambiente”. Ugo Cappellacci, presidente della Sardegna, ha definito in questo modo il progetto per la miniera di Nuraxi Figusnel Sulcis. La miniera è ora occupata da centinaia di minatori: sono barricati a circa400 metri di profondità, sollecitano il vialibera nazionale al piano benedetto da Cappellacci che salverebbe i loro posti di lavoro. Il però punto è cosa vogliono farci, nella miniera di Nuraxi Figus. Mica un “intervento che va a sanare l'ambiente” macose turche. Turche davvero.

A sentire Cappellacci, sembra un progetto pulito e assolutamente indolore: una centrale elettrica alimentata dal carbone della miniera. Siccome il carbone, bruciando, emette anidride carbonica (il principale gas dell'effetto serra e dei cambiamenti climatici), perché dunque non catturarne una parte e spedirla sottototerra? E’ il cosiddetto “CCS, Carbon capture and storage”, che in Italia va di moda chiamare “carbone pulito”. Si cercherà anche di applicare la tecnicaECBM, che sta per “Enhanced coal bed methane”.
 I dolori cominciano quando si guarda dietro a queste due sigle. Secondo l'Accademia delle Scienze americana il CCS è più pericoloso del fracking, la famigerata tecnica di estrazione del gas ottenuta fratturando le rocce attraverso iniezioni in profondità di acqua ad alta pressione. E' noto che il fracking può innescare terremoti. L' ECMB, poi, è una tecnica così pionieristica che non se ne conoscono i possibili effetti collaterali. E' la versione “enhanced”, cioè potenziata, del CBM, che è stato definito “il gemello malefico del fracking” e che è in sostanza una tecnica per estrarre gas metano dai giacimenti di carbone.
 Cerchiamo di riassumere brevemente i documenti di approfondimento che trovate in fondo all’articolo. Cominciamo dal CCS, cioè spedire l'anidride carbonica sottoterra. In primo luogo è indispensabile un sito geologicamente stabile per secoli, possibilmente millenni, altrimenti l'anidride carbonica esce e torna nell'atmosfera. Se questo dovesse accadere, non si tratterebbe solo di incidere sull’ormai noto effetto serra: a determinate concentrazioni la CO2 è un gas letale. Trovare un sito che dia garanzia di stabilità per scale geologiche così lunghe è impossibile. Un esempio da manuale? Il sito individuato quarant'anni fa dalla Germania come ultra stabile e ultra sicuro, e che invece si è già destabilizzato. E' l'ex miniera di salgemma di Asse: fu giudicata addirittura adatta per seppellirci dentro scorie nucleari. Ora i tedeschi si stanno scervellando per trovare il modo di portarle via di lì il più presto possibile.
 Ma la peggiore controindicazione al CCS emerge da uno studio dell'Accademia delle scienze americana. Pochi mesi fa ha prodotto un tomo di 300 pagineindagando la relazione fra i terremoti e le tecniche che riguardano energia e sottosuolo: fracking, estrazione di petrolio con metodi convenzionali, geotermia, CCS e così via. Tecniche che, secondo lo studio, hanno davvero innescato terremoti. E se è impossibile dire dove si verificheranno, è invece possibile stimarne il grado di rischio in relazione alla singola tecnica utilizzata. Il rischio è più basso quando il volume dei fluidi estratti dal sottosuolo viene “compensato” con l'immissione nel sottosuolo di un analogo volume di fluidi. Il rischio è più alto in caso di estrazioni (o immissioni) “scompensate”. Le due tecniche con il massimo “scompenso” sono l'iniezione di acque di scarto in pozzi profondi e il CCS. Appunto, quello che vogliono fare nel Sulcis.
 Prima di parlare dell’ECBM è utile parlare del CBM, la sua versione base. Per estrarre metano dai deposito di carbone con il CMB si trivellano molti pozzi: di solito il metano esce da sé, accompagnato da acqua, ma a volte è necessario stimolarne la fuoriuscita iniettando nel sottosuolo acqua o altre sostanze. E' stato definito ilgemello malefico del fracking perchè le operazioni avvengono a profondità ridotta – di solito un migliaio di metri – e questo aumenta il rischio (tipico del fracking) che l'acqua della falda sotterranea venga contaminata dal metano forzato ad uscire dalla roccia. Sul versante del fracking puro e semplice, il film Gasland ha fatto per esempio diventare famosa l' “acqua che brucia” mentre esce dal rubinetto.

 Ma veniamo alla versione “enhanced”, potenziata: l'ECBM. Il potenziamento in questione consiste nello stimolare la fuoriuscita del metano iniettando nel sottosuolo anidride carbonica portata allo stato supercritico: trasformata cioè in una sorta di fluido. A temperatura ambiente l'anidride carbonica è allo stato di gas. Per portarla allo stato supercritico bisogna sottoporla ad una pressione di circa 7 atmosfere. Nel progetto che ruota attorno alla miniera di Nuraxi Figus si vorrebbe arrivare almeno ad uno studio di pre-fattibilità in questo senso. Infatti l'ECBM è più teoria che pratica: esiste pochissimo materiale in proposito, si conosce poco o niente sugli effetti collaterali, di solito viene citato uno studio del 2006 del Swis Federal Institute of Technology di Zurigo che si è limitato a costruirne un modello.
 Ecco, Cappellacci “vende” tutte queste cose come “un intervento per sanare l'ambiente”. Le “vende” in cambio di un pezzo di pane, quel pezzo di pane per il quale i minatori stanno lottando asserragliati sottoterra. Un pezzo di pane che somiglia ad una polpetta avvelenata per il Sulcis e per l'ambiente.

Tutto si trasforma.....


Se io metto una tonnellata di materiali in un inceneritore, dall'altra parte è inevitabile che mi esca una tonnellata di altra roba. In realtà in quegli inceneritori, che poi vengono chiamati termovalorizzatori (anche se questa nome viene vietato dalla Comunità Europea, ma noi in maniera molto arrogante continuiamo ad usarlo, per imbrogliare la gente, per far credere alla gente che dal thermòs, cioè dal calore si acquisisca qualche valore) se noi mettiamo una tonnellata di rifiuti dentro, per bruciarla abbiamo bisogno di ossigeno. Questo ossigeno lo sottraiamo all'atmosfera e questo ossigeno ha una massa. In più dobbiamo aggiungere bicarbonato, dobbiamo aggiungere calce, dobbiamo aggiungere ammoniaca, dobbiamo aggiungere acqua e raggiungiamo una massa che è doppia di quella iniziale. Cioè, io ho una tonnellata di immondizia da bruciare, ma in realtà brucio due tonnellate di un qualche cosa. Queste due tonnellate mi escono dall'inceneritore, perché c'è una legge, scoperta dal 1786 da un signore che si chiamava Antoine Lavoisier, che dice proprio questo, che non si può distruggere la massa in nulla. Dall'altra parte mi escono dunque due tonnellate di qualche cosa e quel qualche cosa è molto più tossico di quel che io avevo immesso nell'inceneritore

Stefano Montanari (1949 – vivente), politico, scrittore e ricercatore italiano.

India, case farmaceutiche uccisero "cavie umane" con test clinici segreti


L’India, finalmente, ammette le morti causate dalla sperimentazione di nuovi farmaci e promette regole più rigide per salvaguardare le “cavie umane” delle multinazionali farmaceutiche.

Tutto inizia nel novembre 2011 quando due giornali, il berlinese Der Tagesspiegel e l’inglese The Indipendent, denunciano il maltrattamento e la morte di troppi indiani a causa dei test farmaceutici. Il sito India Times citò le fonti del ministero della Sanità indiano e riportò un numero allarmante. Ben 668 persone erano morte nel 2010 a seguito di test farmaceutici (mentre nel 2007 la cifra era solo di 137 persone). A farne le spese sono soprattutto i poveri che non godono di assistenza sanitaria.

Accuse ancora più gravi venivano lanciate dal quotidiano inglese. Stando ad alcuni rapporti segreti, test clinici venivano effettuati negli ospedali indiani sui sopravvissuti al disastro di Bhopal, violando così regole internazionali e mettendo seriamente a rischio i pazienti. Furono 14 le vittime durante questi test, nessuno di loro venne pagato, e forse nemmeno informato.

Le ragioni che spingono case farmaceutiche come Pfizer, PPD, Bristol-Myers Squibb, Amgen, Bayer e molte altre a sperimentare in India sono principalmente economiche, medici e pazienti si accontentano di cifre esigue, la conoscenza dell’inglese è buona e le strutture ospedaliere sono accettabili.

Nonostante tutti i test siano registrati obbligatoriamente al Consiglio indiano della ricerca medica e da sempre fosse previsto un rimborso per i volontari in caso di danni connessi ai medicinali, molto spesso questi compensi venivano erogati una tantum ed in base alla buona volontà delle aziende farmaceutiche.

Nonostante sia stata proposta una formula di risarcimento obbligatoria (da 1.500 a 15 mila euro), raramente le case farmaceutiche accettano di elargirli.

Il ministro della Sanità, Ghulam Nabi Azad ha però finalmente ammesso che un gran numero di decessi, oltre un migliaio, registrati negli ultimi anni sono stati causati da una serie di patologie, alcune anche gravi, collegate agli effetti collaterali dei farmaci somministrati in via sperimentale.

Fare pubblica ammenda farà sì che questi studi vengano osservati più da vicino e che le famiglie non solo vengano risarcite ma anche che i pazienti vengano informati prima di sottoporsi a trial sperimentali.

fonte:http://frontierenews.it/2012/08/india-case-farmaceutiche-uccisero-cavie-umane-con-test-clinici-segreti/

Microonde: cottura contronatura


Nicholas Bawtree – tratto da AAM Terranuova nr. 209 settembre 2006
Nonostante i numerosi studi, si parla troppo poco dei rischi legati alla cottura con il forno a microonde. Intervista al dottor Hans U. Hertel, uno dei pochi scienziati che ha avuto il coraggio di indagare fino in fondo.«Cucinare col forno a microonde è veloce, semplice e conveniente»: questo l'irresistibile slogan che ha fatto in modo che un nuovo elettrodomestico entrasse nelle case di tutto il mondo. E’ possibile però che questo oggetto miracoloso si riveli un moderno cavallo di Troia, dal momento che fino ad oggi poco si è detto sul possibili rischi legati ad una tecnologia assai controversa.
In queste pagine cercheremo di capire meglio come funziona il forno a microonde, ripercorrendo la storia delle varie ricerche condotte e dando voce ad uno dei pochi scienziati che ha avuto il coraggio di indagare fino in fondo.
Cotti per scuotimentoIl meccanismo di funzionamento del forno in questione è abbastanza semplice: un dispositivo, chiamato magnetron, genera un campo di corrente elettrica alternata. Il ribaltamento del campo elettrico, che si ripete per più di 2 miliardi di volte al secondo, produce un effetto di «scuotimento» delle molecole, specialmente quelle dell'acqua, ma anche di lipidi e proteine. Questa frizione intermolecolare genera un calore che riscalda il cibo in modo completamente diverso rispetto al metodo convenzionale: dall'interno verso l'esterno.
I possibili danni delle microonde sul sistemi biologici sono conosciuti sin dalla loro prima applicazione nel radar, durante la seconda guerra mondiale: chi lavorava con questi apparecchi era infatti più soggetto allo sviluppo di leucemie. Scienziati tedeschi avevano già fatto della ricerca negli anni '30 sugli effetti delle microonde sul sistema nervoso umano e degli animali. Questi studi portarono alla definizione di limiti di sicurezza molto severi che però non furono mai presi sul serio dagli scienziati statunitensi, tant'è vero che quando negli anni '60 iniziò a diffondersi il forno a microonde, vennero utilizzati limiti 1000 volte più alti. I forni a microonde furono invece vietati in Germania a partire dal '41 e in Unione Sovietica a partire dal 1976; divieto successivamente abolito dopo la Perestroika.
Negli stessi anni '70 iniziarono a comparire anche in Europa e Stati Uniti le prime ricerche che mettevano in dubbio la sicurezza dei cibi cotti a microonde. Studi istologici su broccoli e carote cotti con microonde rilevarono che la struttura molecolare dei nutrienti veniva deformata a tal punto da distruggere le pareti cellulari. Da allora fino al nostri giorni gli studi condotti sono stati diversi (vedi box) e gli aspetti più controversi che sono stati evidenziati riguardano:
- l'emissione di microonde dagli apparecchi;
- i rischi igienici dovuti ad una cottura non omogenea;
- la migrazione di sostanze tossiche contenute negli involucri all'interno dei cibi;
- un'alterazione anormale delle sostanze nutritive degli alimenti; - un'alterazione cancerosa del sangue in seguito al consumo di questi alimenti.
Nonostante il fatto che nei vari paesi siano stati stabiliti dei valori limite di esposizione alle microonde, nulla è stato fatto invece per ammonire l'utilizzatore sui possibili rischi evidenziati da questi studi. Questi valori limite infatti si riferiscono esclusivamente alle emissioni di microonde verso l'esterno del forno e non alla quantità di radiazioni cui sono sottoposti i cibi all'interno dei forni.
Gli effetti sul sangueLo studio più significativo sui rischi legati all'assunzione di cibi cotti a microonde rimane quello del professor Bernard Blanc dell'Università di Losanna e del dottor Hans U. Hertel, uno scienziato indipendente con una lunga esperienza nell'industria alimentare e farmaceutica. Nel 1989 Blanc e Hertel proposero alla Swiss Natural Fund, insieme all'Università di Losanna, una ricerca riguardante gli effetti sull’uomo del cibo cotto con microonde, ma fu rifiutata. La ricerca fu per questo ridimensionata e condotta con fondi privati.
Furono testati otto volontari, che per alcuni mesi seguirono una dieta macrobiotica e ai quali ogni 15 giorni vennero somministrati a stomaco vuoto, alimenti crudi, cotti con metodi convenzionali, scongelati o cotti in un forno a microonde.
Immediatamente prima dei pasti e poi 15 e 120 minuti dopo, avveniva prelevi di sangue.
E’ importante sottolineare che i volontari non erano a conoscenza del metodo di cottura del loro cibo e quindi è da escludere un condizionamento psicosomatico.
Come si può osservare nel grafici, le analisi rilevarono differenze significative tra gli effetti sul sangue del cibo cotto a microonde e quelli del cibo cotto con metodi convenzionale
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In particolare venne riscontrata una riduzione significativa dell’emoglobina e una e un aumento dell’ematocrito, dei leucociti e del colesterolo. Inoltre, furono evidenziati alterazioni della membrana cellulare.«I cibi cotti con microonde – si legge nello studio – paragonati a quelli non irradiati, causano cambiamenti nel sangue delle persone testate, tali da indicare l'inizio di un processo patologico, proprio come nel caso di un iniziale processo canceroso». Ricorrendo alla bioluminescenza è stato inoltre registrato il «passaggio per induzione dall’energia delle microonde dai cibi trattati al corpo umano»
Raramente una ricerca ha scatenato una simile bufera: il professor Blanc si dissociò quasi subito dalle conclusioni dello studio, temendo per la sicurezza della propria famiglia oltre che del suo posto di lavoro. Poco dopo la FEA , associazione dei rivenditori di elettrodomestici a Zurigo, denunciò il dottor Hertel, e il 19 marzo 1993 la Corte Cantonale di Berna gli vietò di divulgare le sue conclusioni, pena una sanzione di 5000 franchi svizzeri; verdetto successivamente ribadito dalla Corte federale a Losanna. Nel 1998, la Corte europea per i diritti umani di Strasburgo riconobbe in questo verdetto una grave violazione della libertà di espressione e condannò la Svizzera a un risarcimento di 40.000 franchi (un riconoscimento irrisorio rispetto alle spese processuali e ai danni economici e professionali subiti da Hertel)Da quel momento la Corte federale stabilì che Hertel poteva sì divulgare le proprie conclusioni, ma la condizione di dichiararle non scientificamente provate.
Siamo liberi di scegliereDa allora, un’inspiegabile cortina di silenzio è calata sulla questione dei forni a microonde. Come sempre, quando ci sono grandi interessi in ballo, la verità diventa difficilissima da trovare, sommersa com'è da fortissime pressioni che esercitano la loro influenza non solo sui mass media, ma soprattutto sul mondo scientifico e le istituzioni ad esso legate. Gli scienziati che hanno l'onestà intellettuale e il coraggio di scagliarsi contro questa logica si contano sulla punta delle dita e nella maggior parte dei casi vengono minacciati, denunciati, diffamati e perseguitati in ogni modo possibile, come dimostra la storia di Hertel. Ma finché queste persone avranno modo di parlare, noi avremo modo di ascoltare.E di scegliere.
Intervista al Dottor Hertel
Siamo andati a cercare il combattivo dottor Hertel per farci raccontare con le sue parole quali sono i rischi dell'impiego dei forni a microonde e le disavventure cui è andato incontro per aver voluto cercare la verità a qualunque costo.
Dottor Hertel, perché ha perso la causa intrapresa contro di lei dai rivenditori di elettrodomestici, quando i risultati dei suo studio sui pericoli dei cibo cotto a microonde erano così evidenti?Non poteva andare altrimenti dal momento che il professore Michael Teuber dell'Institute for Food Science presso la Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo, che al processo rappresentava la scienza ufficiale, dichiarò che secondo una ricerca in corso presso il suo istituto, i cibi cotti a microonde non rappresentavano nessun rischio per i consumatori.
Tuttavia, i risultati di quella ricerca non sono mai stati resi pubblici. Perché?Semplicemente perché le sue conclusioni non erano in linea con quanto dichiarato al processo. Questo vuol dire che Teuber aveva intenzionalmente mentito davanti alla corte nel nome dell'industria. Anche alla luce dei risultati finali di quella tesi, Teuber non ha mai rettificato la sua dichiarazione, e tutt'oggi neanche la corte ha corretto il proprio verdetto.
Queste cose capitano spesso quando la ricerca scientifica va contro gli interessi dei grandi gruppi economici?Tutta la ricerca scientifica che non è in linea con gli interessi dell'industria o del settore bellico non solo non viene sostenuta, ma per quanto possibile viene soppressa. La ricerca privata, quando mostra risultati che vanno contro gli interessi dei potenti, viene diffamata e perseguitata in tutti i modi possibili. Questo succede ormai da almeno un secolo, senza che l'opinione pubblica ne sappia nulla, anche perché la gente preferisce avere fiducia nelle autorità, specialmente per quanto riguarda il mondo scientifico, e credere nell'integrità delle università e delle organizzazioni statati; non è disposta a credere nella corruzione dei governi, delle industrie e ancora meno della scienza.
Ma quali sano state le critiche alla sua ricerca sul forni a microonde?L’industria ha definito il nostro studio non scientifico perché abbiamo usato solo otto persone e perché alcuni dei risultati ottenuti non mostravano dei cambiamenti significativi ma solo delle tendenze, comprese all'interno di limiti scientificamente accettabili. Secondo la scienza ufficiale i test devono essere ripetibili per essere scientificamente corretti e quindi hanno bisogno di risultati statisticamente significativi, condotti attraverso migliaia di test su animali. Qualunque scienziato che si rispetti dovrebbe arrivare alla conclusione che questo tipo di procedura è dei tutto inaccettabile, quanto priva di buon senso.
Nei nostri esperimenti non volevamo mettere in pericolo i volontari che si erano offerti di fare da cavia e quindi li abbiamo sottoposti ad una singola ingestione alla volta di cibo cotto con microonde, con due settimane a disposizione per il recupero. In questo contesto, nessun cambiamento nel sangue potrebbe mai essere «significativo». Tuttavia, anche una tendenza persistente può dare l'informazione necessaria per vedere in quale direzione questi effetti si potrebbero sviluppare.
Ci può spiegare qual è il principio di fondo che rende le microonde così pericolose?Le microonde generate tecnologicamente sono in contraddizione con la natura e quindi tossiche: stiamo parlando di un'energia basata sul principio della corrente alternata, mentre le energie naturali si basano sulla corrente continua a impulsi. Il sole irradia la sua luce in modo continuo, creando un flusso ininterrotto di impulsi che è in grado di portare e sostenere la vita sulla terra; le microonde invece, in seguito alle continue inversioni di polarità, creano un effetto di «Scuotimento» e di separazione che causano nei tessuti biologici ed anche in quelli inorganici un processo di decadimento. L’effetto di questo è il cancro. Purtroppo le microonde hanno lo stesso effetto sul cibo, e attraverso questo sul corpo umano. Le strutture molecolari degli alimenti vengono deformate e quindi alterate nella loro forma e qualità. Il loro valore energetico, determinato dalla forma della loro struttura, viene alterato e questo processo rende gli alimenti tossici; mentre dal punto di vista della composizione chimica, le molecole sono le stesse e possono essere analiticamente rilevate. Per questo motivo, gli effetti della cottura di un alimento a microonde non sono evidenti nell’immediato, ma solo nel lungo periodo, per esempio con lo sviluppo di una forma cancerosa.
Anche la comunicazione senza fili, come le trasmissioni su onde corte e la telefonia cellulare, funzionano con le stesse microonde, indipendentemente dalla loro frequenza, e quindi in principio hanno gli stessi effetti dei forni. Queste microonde riscaldano, deformano e distruggono le cellule dei cervello e del corpo umano, ma anche quelle di animati e vegetali. Oggi viviamo in un immenso forno a microonde che ci sta cuocendo lentamente.
Cosa possiamo fare allora?E’ necessario investire in tecnologie alternative ecologiche. Questo richiederebbe tuttavia che la scienza si basasse sulle leggi naturali, invece di cercare di trasformare i processi naturali a proprio piacimento come sta succedendo oggi. La natura comunica secondo il principio della corrente continua senza fare male a nessuno.

Cosa dice la ricerca
1973. P. Czerski e W. M. Leach (Usa) dimostrano che le microonde causano tumori negli animati. (1)
1975. Studi su broccoli e carote cotti a microonde rilevano la deformazione detta struttura molecolare dei nutrienti (2)
1987. Uno studio tedesco dimostra danni irreversibili all'occhio nel caso di una esposizione prolungata (3)
Fìne anni '80. Uno studio della American National Council for radiation protection evidenzia che i figli di donne che usano forni a microonde hanno una maggiore probabilità di malformazioni.
1989. Secondo uno studio condotto a Vienna, cuocere a microonde causa cambiamenti significativi delle proteine del cibo, e in particolare nel latte per neonati (4)
1990. All'Università di Leeds, si evidenzia che la cottura nei forni a microonde non è igienicamente sicura (5)
1992- La ricerca di Blanc e Hertel, condotta con all’Università di Losanna, mostra un cambiamento significativo nel sangue delle persone che consumano cibo cotto con microonde (6)
- Uno studio condotto dal pediatra John A. Kerner dell'Università di Stanford in California, evidenzia che il riscaldamento del latte materno a microonde a più di 72 °C causa una sensibile diminuzione di tutti i fattori antiinfettivi testati (7)
1993David Bridgman, chinesiologo con molti anni di esperienza, dichiara che «il 99,9% dei miei pazienti con varie forme di allergie si mostra motto sensibile ai cibi cotti a microonde».
1994- Una ricerca americana dimostra che l'uso di riscaldare avanzi di cibo nel forno a microonde è potenzialmente pericoloso in quanto la cottura non omogenea non garantisce protezione dall’insorgere di salmonella (8)
- Ricerche diverse mostrano che nel latte per neonati riscaldato a microonde si possono modificare degli aminoacidi, causando in tal modo tossicità o un’alterazione del valore nutrizionale (9)
1996. Una ricerca evidenzia la migrazione di particelle di pvc dagli involucri, utilizzati per coprire il cibo durante la cottura con il microonde, al cibo stesso. (10)
2000. La University of California evidenziando la migrazione dagli involucri per microonde della sostanza cancerogena dietilexiladepate in una quantità compresa tra i 200 e 500 ppm (il limite della FDA è di 0.05 ppm). Tra le sostanze migrate vengono individuate anche xenoestrogeni, sostanze legate a diminuzione di spermatozoi negli uomini e tumore al seno nelle donne (11)