D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


mercoledì 30 ottobre 2013

Precisazioni sull’11/09, Bin Laden, Navy Seals e dintorni… Quello che il 95% delle persone non sa.

Premetto che le informazioni riportate di seguito sono solo una piccola percentuale di quello che si può riscontrare dai documenti ufficiali. Per scrivere tutto non basterebbe un libro. Per ulteriori approfondimenti consiglio, tra i tanti libri, siti, video ed interviste in merito, di interessarvi alle ricerche effettuate del giudice Ferdinando Imposimato.

Nel testo evito di fare deduzioni, riporto solo fatti. Ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni.

Superfluo aggiungere che tutti i dati riportati fanno riferimento a documenti ufficiali.

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  1. Nella campagna antisovietica in Afghanistan, finanaziata da USA e Arabia Saudita, tra i vari capi talebani veniva designato Osama Bin Laden quale leader principale di riferimento per i servizi segreti sauditi. Ai mujaheddin già sotto il suo comando si univano dai 22mila ai 30mila combattenti stranieri. Nel 1989 Bin Laden costituiva degli uffici di reclutamento in 35 Paesi per la creazione di Al-Qaeda, solo negli USA vi erano uffici in 30 città. Gestiva campi di addestramento, sempre con la complicità dei servizi americani e sauditi, in Afghanistan, nelle Filippine, in Sudan e in Somalia. L’ex direttore della CIA scriverà nelle sue memorie nel 1996, a proposito della conquista dell’Afghanistan da parte dei mujaheddin: “Fu una grande vittoria.
  2. Per almeno 8 anni (da quello che è ufficialmente documentabile), Bin Laden, è stato sul libro paga della CIA collaborando attivamente con la politica estera statunitense.
  3. Bin Laden non ha mai rivendicato ufficialmente l’attacco dell’11 settembre, al contrario di quanto la maggior parte delle persone crede.
  4. Gli edifici crollati nell’attacco dell’11 settembre non sono 2, come crede più del 90% della popolazione, ma bensì 3: WTC1, WTC2 e WTC7. Tutti e tre gli edifici sono crollati completamente, ma l’edificio 7 non è mai stato colpito da alcun aereo. Ad oggi, il crollo totale del WTC7 non ha alcuna spiegazione logica dal punto di vista della fisica e dell’ingegneria.
  5. Secondo gli esperti intervenuti nel corso delle Udienze di Toronto (“Toronto Hearings”, 8-11 settembre 2011), i crolli avevano caratteristiche che indicano esplosioni controllate. L’architetto Richard Gage e l’ingegnere Jon Cole, entrambi professionisti di grande esperienza, sono arrivati alle loro conclusioni attraverso test affidabili, prove scientifiche, e la testimonianza visiva di persone insospettabili, tra cui i vigili del fuoco e le vittime, secondo cui si è obiettivamente trattato di demolizione controllata. Inoltre numerosi testimoni hanno sentito raffiche di esplosioni. A tal proposito risultano lapidarie le parole di Van Romero, uno dei massimi esperti in materia, vice-presidente del New Mexico Tech Institute, già direttore del “Energetic Materials Research and Testing Center” che studia gli effetti delle esplosioni su edifici, parole pronunciate poche ore dopo gli attentati :” La mia opinione è che dopo l’impatto degli aerei con le torri ci sono state alcune cariche esplosive piazzate all’interno degli edifici che hanno provocato il collasso delle torri”.
  6. Peter Dale Scott, un altro testimone alle Udienze di Toronto, ha dimostrato l’esistenza di un modello d’azione sistematico della CIA volto a bloccare importanti informazioni nei confronti dell’FBI, anche quando l’FBI avrebbe normalmente diritto di ottenerle. Inoltre, ci sono ulteriori elementi di prova contro George Tenet e Tom Wilshire. Secondo l’ex capo dell’antiterrorismo della Casa Bianca, Richard Clarke (intervista rilasciata alla televisione francese e tedesca come parte di un documentario di Fabrizio Calvi e Christopf Klotz ,31 agosto 2011, nonché l’intervista con Calvi e Leo Sisti, “Il Fatto Quotidiano “, 30 agosto 2011la CIA era a conoscenza dell’imminente attacco dell’11/9. Il professor Scott, basandosi sulla ricerca di Kevin Fenton, cita 35 occasioni in cui i dirottatori sono stati protetti, a partire dal gennaio del 2000 al 5 settembre 2001. Il motivo di questa protezione era evidentemente, secondo Fenton, «per coprire un’operazione della CIA che era già in corso.»
  7. Ulteriore prova indiziaria contro Tenet e Wilshire è la seguente. Il 12 luglio 2001 Osama Bin Laden si trovava nell’ospedale americano di Dubai. Fu visitato da un agente della CIA. Questa informazione è stata data a Le Figaro, che ha anche riferito che Bin Laden era stato operato in questo ospedale, essendo arrivato da Quetta (Pakistan). Questa informazione è stata confermata da Radio France International, che ha rivelato il nome dell’agente che ha incontrato bin Laden: Larry Mitchell. Tenet e Wilshire, consapevoli della presenza di Bin Laden negli Emirati Arabi Uniti, non sono riusciti a farlo arrestare né estradare, anche se i documenti dell’FBI e della CIA lo ritenevano responsabile di massacri in Kenya e Tanzania.
  8. Qualsiasi pilota intervistato, civile o militare, ha sempre affermato che sarebbe stato altamente improbabile, se non impossibile per un boeing 757, effettuare la manovra che avrebbe effettuato il presunto aereo che ha colpito il Pentagono.
  9. L’area del Pentagono colpita era, stranamente, vuota perché in ristrutturazione.
  10. Il foro d’ingresso sul Pentagono è decisamente più piccolo rispetto alla sagoma di un boeing. Inoltre è improbabile che i motori non siano mai stati trovati e si siano smaterializzati.
  11. Le immagini degli aerei che colpiscono le Torri ci sono state propinate miliardi di volte ma i video delle telecamere, di banche ed autostrade, che puntavano sul Pentagono sono stati sequestrati e resi segreti.
  12. Non è di poco conto la “casualità” che il raid contro Bin Laden è stato annunciato poco prima delle elezioni e questo ha sicuramente favorito la rielezione di Obama.
  13. Nei giorni precedenti l’attentato migliaia di put stock options sono state acquistate su United Airlines e American Airlines, i cui aerei sono stati dirottati l’ 11/09. Trattasi di operazione speculativa di chi scommette su di un forte ribasso delle quotazioni in borsa delle società in questione. Un’ operazione del 600% è oltre il normale. E i servizi CIA e FBI monitorano costantemente queste operazioni sospette di insider trading circa imminenti attentati aerei, con il software Promise.
  14. Solo un morto israeliano tra le vittime dell’attentato del 11/09 alle torri gemelle (si trovava sull’aereo), tra gli oltre 4000 abitualmente presenti nel World Trade Center; che sia un puro caso è impossibile, viene quindi da pensare che siano stati tutti avvisati. Ma da chi?
  15. La versione ufficiale sostiene che le forze aeree si sono rese conto del pericolo quando ormai era troppo tardi: è falso. Secondo le procedure (NORAD) di intercettazione in vigore, nel momento in cui le torri di controllo rilevano un aereo fuori rotta senza possibilità di comunicazione, vengono allertate le forze aeree militari affinché queste raggiungano l’aereo in questione, verifichino il motivo del cambiamento di rotta (malfunzionamento, meteo, malore, dirottamento, ecc..) e infine intervengano per ripristinare la rotta se possibile, il tutto secondo codici ( di operazioni di volo) e procedure ben precise. Nonostante la presenza di squadriglie di F-16 pronti al decollo in varie basi aeree a 10 – 20 minuti di volo dagli aerei dirottati, come ad esempio la base di Andrew a pochi chilometri dal Pentagono, bisogna aspettare 75 minuti, ormai troppo tardi, prima che la National Command Authority decida di far intervenire i jet F-16 della Air Force per l’intercettazione degli aerei dirottati. la suddetta procedura di intercettazione è stata tenuta bloccata per almeno 75 minuti, e solo un’ordine dall’alto può bloccarla. Fino al momento dell’intercettazione le autorità militari non potevano sapere se si trattava di dirottamento terroristico o altro. Non è vero che non hanno potuto intervenire in tempo: i fatti dimostrano che non hanno voluto.
  16. Analizzando la “Cronologia degli atti terroristici significativi, 1961-2001″ del Dipartimento di Stato Usa, troviamo che nei 27 episodi principali di terrorismo nel mondo degli ultimi tre anni, solo in uno è citata Al-Qaeda, in Yemen, e solo come sospetto. Non solo; ogni loro trama (acquisizione di nuove armi biologiche , atomiche, ecc) o progetto terroristico sistematicamente verrebbe smascherato, grazie a dovizie di documenti, agende, video e tracce varie sempre incautamente e maldestramente lasciate sparse qua e la. In Afghanistan mai un contrattacco, sempre in fuga. Come terroristi sono un vero disastro, fino ad ora del tutto inconcludenti.
  17. 24 ore dopo gli attentati l’FBI ha presentato la lista di 19 attentatori . Dopo 10 giorni è emerso il fatto che 7 di questi in realtà sono vivi. I vertici dell’FBI non sono mai stati chiamati in causa dal governo per spiegare questa contraddizione. L’FBI ha dichiarato di aver rinvenuto il passaporto di uno degli attentatori nella zona delle torri. Miracolosamente intatto, fuoriuscito dalla tasca del titolare e scampato all’esplosione dell’aereo, per poi atterrare sulle macerie. Assurdo.
  18. E chi sarebbe il pilota suicida dell’aereo schiantato contro il Pentagono, che avrebbe effettuato una operazione di volo (virata e volo radente) giudicata unanimamente come opera di un più che navigato pilota di jet ? E’ stato identificato in Hani Hanjour, che però la scorsa estate risulta esser stato valutato dal suo istruttore di volo, Marcel Bernard, come incapace a guidare da solo anche un piccolo velivolo.
  19. Tutta l’amministrazione Bush risultava composta da grandi petrolieri e magnati dell’industria bellica: Cheney , Ashcroft, Rumsfeld. La stima delle riserve del Caspio è di circa 263mila miliardi di piedi cubici di gas naturale e di 60 miliardi di barili di petrolio, pari al 65% delle riserve mondiali. A partire dal ’94 la società petrolifera Unocal Corp. elaborò un progetto per lo sfruttamento di quelle risorse, che il vice-presidente John Maresca presentò ad un comitato del Congresso Usa nel ’98 : ” Noi dell’Unocal – afferma Maresca – riteniamo che il fattore centrale nella progettazione di questi oleodotti dovrebbe essere la posizione dei futuri mercati energetici che verosimilmente assorbiranno questa nuova produzione”.L’India e, sopratutto, la Cina. “La costruzione dell’oleodotto attraverso l’Afghanistan, unico itinerario possibile, che abbiamo proposto non potrà cominciare finché non si sarà insediato un governo riconosciuto che goda della fiducia dei governi, dei finanziatori e della nostra compagnia”.
    Quando nel ’96 i Talebani presero Kabul, subito i loro capi volarono in Texas dall’allora governatore Bush, dove incontrarono i dirigenti della Unocal per parlare di oleodotti. Le trattative però si interruppero nel luglio 2001 nel corso di un incontro allargato alla fine del quale l’ambasciatore americano Thomas Simons avrebbe detto, secondo l’ex ministro degli esteri del Pakistan Naif Naik lì tra i presenti, : “o accettate la nostra offerta di un tappeto d’oro, o sarete sepolti da un tappeto di bombe”.
  20. Il presidente nominato per il governo provvisorio afghano indovinate chi è? Hamid Karzai, ex consulente dell’Unocal.
  21. Dalla “Guida per la Pianificazione della Difesa per gli anni 1994-1999″ Usa: “Dobbiamo operare per impedire che qualsiasi potenza ostile domini una regione le cui risorse (petrolio, gas) sarebbero sufficienti, se controllate strettamente, a generare una potenza globale. Queste regioni comprendono il territorio dell’ ex Unione Sovietica e l’Asia sud-occidentale.”
  22. Nel 2000 il Mullah Omar aveva proibito la coltivazione del papavero e la produzione di oppio era scesa quasi a zero. Oggi, sotto il controllo della NATO (e della CIA in particolar modo) l’Afghanistan produce il 93% dell’oppio mondiale. Con incassi di miliardi e miliardi di dollari.
  23. Dopo pochi mesi dalla presunta morte di Bin Laden, ad opera del “Team Six” dei Navy Seals, ben 17 membri su 25 risultavano morti in Afghanistan. Ad oggi, un’incidente dopo l’altro, siamo già a 23 morti su 25. Tutto ciò appare molto sospetto ai parenti delle vittime che in numerose interviste denunciano incongruenze nelle versioni ufficiali e continuano a chiedersi chi stia insabbiando cosa.

La Pedagogia del Gioco alla Guerra

DI VALERIO PASSERI

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Che a partire dalla prima guerra mondiale ad oggi, le guerre che riguardano diverse nazioni nel mondo non si siano mai fermate e che continuino a produrre milioni di morti è un dato di fatto. Produrre è proprio il verbo adatto all’esigenza, la morte è seminata in maniera perfetta, calcolata ed anonima come in una spaventosa catena di montaggio. Il 900 ha segnato la fine del mito dell’eroe medioevale che grazie a intelletto e prestanza fisica salvava la donzella dal terribile nemico. Il ritratto tipico del combattente che semina e riceve morte è ora quello sempre uguale ed inespressivo delsoldatino di plastica che si da ai bambini per giocare alla guerra.
Giocare alla guerraqualcosa che distrugge milioni di vite, può essere trasfigurata in un gioco? E ancora, cosa c’è di eroico nel fare la guerra, peggio se guerra di attacco, improntata al mero accaparramento di risorse economiche? Eppure i bambini giocano alla guerra con ricostruzioni sempre maggiormente fedeli, grazie a videogiochi e ai nuovissimi poligoni di tiro virtuale nei quali, imbracciando un’arma identica alla realtà, si uccidono tutti gli “sporchi nemici”. Eppure i nostri soldati sono eroi, e gli altri, tutti gli altri, - anche se i nostri la guerra la fanno nel loro paese - se non sono alleati sono degli assassini. A chi obietta la definizione di eroe subito si “sbattono” davanti agli occhi tutte le bare con su i tricolori dei soldati “morti per noi”. Il problema non è del povero soldato che perde la sua giovane vita in un conflitto che non lo riguarda, ma di chi ha disposto a quel soldato di rischiare la propria vita e di terminarne delle altre.Costoro fanno delle belle facce addolorate durante i funerali di stato, per poi – con sguardo solenne – dire che, nonostante le perdite, la nostra – nostra? – missione continua. Muoiono costantemente persone da una parte e dell’altra, ma non si parla della guerra se non come fosse una partita a risico: “chi sta vincendo?”. Ecco la fonte del problema, a partire dalla prima guerra mondiale per limitare il dissenso dell’opinione pubblica per una guerra di cui non si capivano le motivazioni e che diventava logorante per tutti, la propaganda ha inventato la “pedagogia del gioco alla guerra”. E così è continuata fino ai giorni nostri con sempre maggiore coerenza e precisione. Può sembrare assurdo che lasciar giocare i propri figli con soldatini, pistole giocattolo o videogame possa portare conseguenze. Ma tutto questo è atto a rendere la guerra qualcosa di universalmente “normale”. Per chi si trova di fronte al teleschermo e vede ed ode della fine di centinaia di migliaia di vite, tutto sembra distante ed irreale. Se questo non lo tocca perché mai dovrebbe lottare, impegnarsi o spendere parole per porre fine a quello che per lui è solo un gioco?
Bisogna insegnare che alla guerra non si gioca, perché essa è reale e terribile e bisogna insegnare che non è qualcosa di irreversibilmente intrinseca nella storia del mondo, perché se non c’è nessuno disposto ad uccidere, le guerre non si combattono da sole, tanto meno le combattono le poche decine di uomini che le dispongono.

Spegneteli subito

Non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che vanno male. Abbiamo una crisi. Molti non hanno un lavoro, e chi ce l'ha vive con la paura di perderlo. Il potere d'acquisto del dollaro è zero. Le banche stanno fallendo, i negozianti hanno il fucile nascosto sotto il banco, i teppisti scorrazzano per le strade e non c'è nessuno che sappia cosa fare e non se ne vede la fine. Sappiamo che l'aria ormai è irrespirabile e che il nostro cibo è immangiabile. 


Stiamo seduti a guardare la TV mentre il nostro telecronista locale ci dice che oggi ci sono stati 15 omicidi e 63 reati di violenza come se tutto questo fosse normale, sappiamo che le cose vanno male, più che male. È la follia, è come se -  tutto dovunque fosse impazzito così che noi non usciamo più. Ce ne stiamo in casa e lentamente il mondo in cui viviamo diventa più piccolo e diciamo soltanto: "Almeno lasciateci tranquilli nei nostri salotti per piacere! Lasciatemi il mio tostapane, la mia TV, la mia vecchia bicicletta e io non dirò niente ma... ma lasciatemi tranquillo!" ...

... La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni e giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere. Quindi se volete la verità andate da Dio, andate dal vostro guru, andate dentro voi stessi, amici, perché quello è l'unico posto dove troverete mai la verità vera. Sapete, da noi non potrete ottenere mai la verità: vi diremo tutto quello che volete sentire mentendo senza vergogna, noi vi diremo che, che Nero Wolfe trova sempre l'assassino e che nessuno muore di cancro in casa del dottor Kildare e che per quanto si trovi nei guai il nostro eroe, non temete, guardate l'orologio, alla fine dell'ora l'eroe vince, vi diremo qualsiasi cazzata vogliate sentire. Noi commerciamo illusioni, niente di tutto questo è vero, ma voi tutti ve ne state seduti là, giorno dopo giorno, notte dopo notte, di ogni età, razza, fede... conoscete soltanto noi! Già cominciate a credere alle illusioni che fabbrichiamo qui, cominciate a credere che la TV è la realtà e che le vostre vite sono irreali. Voi fate tutto quello che la TV vi dice: vi vestite come in TV, mangiate come in TV, tirate su bambini come in TV, persino pensate come in TV. Questa è pazzia di massa, siete tutti matti! In nome di Dio, siete voialtri la realtà: noi siamo le illusioni! Quindi spegnete i vostri televisori, spegneteli ora, spegneteli immediatamente, spegneteli e lasciateli spenti, spegnete i televisori proprio a metà della frase che vi sto dicendo adesso, spegneteli subito!!!

L'italia che non c'è

lunedì 28 ottobre 2013

SCIE CHIMICHE: SPERIMENTAZIONI E GUERRA AMBIENTALE NEL 2013







di Gianni Lannes




Si sa che l'aria ormai è irrespirabile e che il nostro cibo è sempre più artificiale, come la sopravvivenza, non più la vita. Ecco: una camera a gas su scala planetaria: regia dell'Onu, vale a dire delle multinazionali che controllano governi e banche d'affari. Inimmaginabile. Il più grave crimine contro l'umanità è in atto, sotto i nostri occhi distratti e la coscienza in letargo. E dire che c'è ancora qualcuno che blatera - magari in buona fede - di petizioni per portare il problema all'attenzione di chi comanda per conto terzi. Inverosimile, anzi incredibile, ma è la realtà con cui dobbiamo fare i conti oggi, evitando il "divide et impera" che ci vuole consumatori di merci avariate e tifosi che si scannano tra di loro.



Provo a spiegare la situazione in modo molto semplice, così da farmi comprendere urbi et orbi. Qui è in gioco la sopravvivenza della specie umana, perché comunque vada a finire, il pianeta Terra sopravviverà alla catastrofe della bestia "uomo" dopo simili progetti mascherati della scienza ormai asservita al potere. 


Piemonte (Italia, autunno 2013): irrorazione di scie chnimiche - foto Ferioli

Domande cruciali: In che modo avvengono questi esperimenti? Quali sostanze vengono utilizzate? Chi gestisce questo tipo di operazioni? E soprattutto, per quale ragione ai sensi della Convenzione di Aarhus del 25 giugno 1998, la popolazione dell’Europa non è stata preventivamente informata?

Impossibile smentire quello che miliardi di persone, vedono e sono costrette a respirare ogni giorno, anche se i negazionisti più o meno prezzolati o proprio dementi, blaterano ad ogni diktat dei sedicenti padroni del globo terrestre, forti del controllo totale dei mass media. Così chi comanda preferisce mentire spudoratamente o tacere vergognosamente. Non potrà mai esserci un'ammissione ufficiale, altrimenti sarebbe una rivoluzione immediata, e quindi la fine di questi potenti che tiranneggiano il genere umano.



La mappa mondiale - pubblicata dall’ETC Group, riedita in Gran Bretagna anche dal giornale The Guardian - conferma che l'Italia, così come Europa, le Americhe, buona parte dell’Africa sono le aree più interessate al grave fenomeno in atto - sotto il beneplacito dell’Onu e dell’Unione europea, nonché del Fondo monetario internazionale e delle più potenti banche del pianeta - che manipola il clima, inquina Gaia, avvelena gli esseri umani. 

Alla radice del problema: i test nucleari di Usa, Urss, Francia, Gran Bretagna e Israele a partire dagli anni ’50 hanno alterato il clima e provocato un inquinamento radioattivo irreversibile. Altro che buco dell’ozono scaturito dall’inquinamento industriale. 

Numerosi governi controllati dalle potenti multinazionali della chimica e numerose università. nonché le rispettive forze armate, in primis la Nato, conducono esperimenti segreti - nel senso che vengono negati e alla popolazione non è mai stato richiesto un consenso - tesi ad incrementare o ridurre le precipitazioni atmosferiche, operazioni di “solar radiation management” vale a dire “gestione delle radiazioni solari” che consistono nel creare nubi artificiali capaci di "filtrare" i raggi del sole e ridurre le radiazioni, esperimenti di “air capture” che dovrebbero consentire di limitare la presenza di anidride carbonica nell'atmosfera per limitare il global warming, ossia il riscaldamento globale, e operazioni di ocean fertilization, che consistono nell'immettere nelle acque sostanze che favoriscono la crescita di alghe capaci di assorbire l'anidride carbonica.

Perché ridurre le precipitazioni atmosferiche?

In Italia sono stati condotti esperimenti per dimezzare le precipitazioni atmosferiche, di cui non solo non si comprende l'utilità, visto che il nostro Paese non è interessato a problemi dovuti alle eccessive precipitazioni; anzi, alcune Regioni sono a rischio desertificazione, in particolare, Sicilia, Puglia, e Sardegna.  

I cieli vengono quotidianamente irrorati con massicce dosi di sostanze tossiche (alluminio e bario), nocive per la salute, con lo scopo di modificare e  controllare il clima a piacimento. E’ fin troppo evidente (lapalissiano), che non c’è alcuna teoria del complotto, ma un avvelenamento di massa, a cui si reagisce solo con una ribellione planetaria. 




Riferimenti:


















Gratta & perdi. Ecco perché è una grande illusione


di Angelo Perfetti e Stefano Sansonetti
Possibilità di mettere a segno il colpo grosso praticamente pari allo zero. Possibilità di ripagarsi almeno il costo della giocata che si collocano tra il 18 e il 35%.
Chissà se l’universo delle lotterie istantanee, i cosiddetti “Gratta e Vinci”, continuerebbe a proliferare senza sosta se gli italiani mettessero a fuoco queste percentuali certo non incoraggianti. Del resto la pressante pubblicità dei concessionari, la sete continua di incassi da parte dello Stato e la voglia di cercare fortuna “spingono” da tempo un settore in cui, però, le prospettive di vittoria sono a dir poco risicate. Gli esempi si sprecano. Basti dire che attualmente in Italia esistono ben 46 tipologie diverse di “Gratta e Vinci”. Segno inconfutabile di come questo tipo di gioco “tiri”. Ma quante chance si hanno di vincere? E qui viene il bello, perché in media, secondo quanto è riportato sul sito dell’Aams (Monopoli di Stato), si tratta di una possibilità ogni 3,6 biglietti venduti. Rapporto vero, ma basato soprattutto sui premi delle dimensioni economiche più piccole, quelli che in pratica consentono giusto di ripagarsi il costo della giocata. I primi premi, invece, sono un’autentica chimera.
I numeri
La Notizia, decreti alla mano, ha calcolato queste percentuali in relazione alle più ricche lotterie istantanee. Si prenda “Mega Miliardario”, il Gratta e Vinci istituito dal gennaio del 2007. Ebbene, il decreto di istituzione prevedeva la distribuzione di 50 milioni e 160 mila biglietti. Ora, il primo premio, quello per il quale si gioca inseguendo il colpo grosso, è contenuto in 30 biglietti. A stabilire questa grandezza, così come tutte le altre, è sempre il decreto dell’Aams. E’ chiaro che per vincere 1 milione di euro ci vuole una gran bella botta di fortuna, ma 30 biglietti su un totale di 50 milioni e 160 mila significa avere lo 0,00006% delle chance di accaparrarsi il bottino più ricco. Si prenda invece il premio minimo, quello da 10 euro. E’ portato in dote da 17.844.002 biglietti, ovvero il 35,5% del totale. Ma 10 euro è proprio il prezzo di un singolo biglietto del “Mega Miliardario”. Insomma, si avrà anche il 35,5% delle possibilità di vincere, ma solo un premio che consente di recuperare la giocata fatta e che molto spesso ispira l’acquisto di un ulteriore biglietto. Se ci si sposta a un’altra lotteria istantanea la musica non cambia. Si consideri “Turista per sempre”, uno dei quei Gratta e Vinci che consente al più fortunato di incassare 200 mila euro subito, 6 mila euro al mese per 240 mensilità consecutive più un bonus finale non inferiore a 100 mila euro. Il decreto di istituzione, a partire dal gennaio del 2010, prevedeva un distribuzione di 100 milioni e 800 mila biglietti. Il premio più ricco, del valore nominale di 1 milione e 450 mila euro, è previsto in 35 biglietti. Che su un totale di 100 milioni e 800 mila restituisce una possibilità di vittoria dello 0,00003%. Se invece si va a vedere il premio minore, quello di 5 euro che corrisponde al prezzo di un biglietto, viene fuori che è contenuto in 30.319.800 biglietti. Il tutto con una possibilità di vincere del 30%, che però ad altro non si riferisce se non al recupero della giocata
Il business
Da registrare che, a differenza di altri giochi, in Italia il “Gratta e Vinci” è gestito da un concessionario unico che si chiama Lotterie Nazionali srl, che fa capo a Gtech, la società del gruppo De Agostini che nel Belpaese opera attraverso il brand di Lottomatica. E’ chiaro, allora, che è proprio questa la società che si arricchisce grazie al business delle lotterie istantanee. Così come si arricchisce lo Stato, che dal fenomeno riesce a incassare circa 2 miliardi di euro di tasse.
La grande illusione
Giochereste alla tradizionale tombola di Natale sapendo che alla seconda estrazione dei numeri dal bussolotto qualcuno ha già fatto Tombola e si è preso il premione? Continuereste a mettere ceci sulle cartelle accontentandovi di raccogliere, in mancanza del premio finale, l’ambo oppure il tombolino? Se la risposta che avete precipitosamente dato è “ovviamente no”, sappiate che invece lo fate. O almeno si rischia di farlo ogni volta che si acquista un Gratta e Vinci, di qualunque natura. Fa parte delle regole del gioco, dicono da Lottomatica, l’azienda che gestisce le lotterie, ed è l’alea che corre qualunque giocatore. Sarà, ma un giocatore rischia sapendo di avere la chanche di portare a casa il bottino, diversamente forse non rischierebbe.
Le regole del gioco
Quando inizia un nuovo Gratta e Vinci (ce ne sono una quarantina attualmente in circolazione) viene fatto un Decreto di indizione del nuovo gioco che, con un apposito contratto, viene accettato dai Monopoli di Stato.  In questo contratto c’è scritto chiaramente quanto è il monte premi finale, come viene suddiviso (in quanti diversi premi), quanti biglietti vengono stampati. Ovviamente al momento della stampa tutto viene randomizzato, cioè fatto in maniera casuale, segreta e scollegata, in modo da non sapere dove fisicamente finirà il biglietto milionario, né in termini di blocchetti né in termini di regione. C’è una verifica di congruità del lavoro svolto fatta da terzi, in particolare da Deloitte, per registrare la correttezza dei vari passaggi. Fin qui tutto ok. Se però il destino si divertisse a far trovare nel primo mese di gioco tutti i premi più alti, la stampa dei biglietti non si esaurirebbe. La regola vuole infatti che il gioco duri fino a quando non si assegnano tutti i premi messi in palio (con uno scostamento nell’ordine dell’1/2%), compresi i premi che sono un mero risarcimento del costo del biglietto.
Report mensili sulle vincite criptati
Detto questo, va segnalato come Lottomatica correttamente faccia ai Monopoli di Stato ogni mese un report sui premi realmente incassati. Il che però rappresenta un’aggravante del problema, perché è del tutto evidente che mese per mese di sa quali premi siano stati già trovati dai giocatori, e dunque si ha la percezione dell’”inutilità” di un certo gioco praticamente in tempo reale. Solo che è un dato che resta nei cassetti di Lottomatica e Monopoli di Stato, alla faccia della trasparenza voluta dal decreto Balduzzi.
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