giovedì 24 maggio 2012

Rimborsi elettorali: sì ai fondi anche se eletti e candidati sono condannati


La Camera ha bocciato con 325 voti l'emendamento proposto dall'Italia dei Valori che escludeva dall'erogazione dei fondi pubblici i movimenti che avessero membri in lista giudicati colpevoli anche con sentenze non definitive. Di Pietro: "Hanno scambiato il Parlamento per San Vittore". Poi Pd e Udc chiedono lo stralcio del taglio dei parlamentari
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Per il relatore del testo sul finanziamento dei partiti, Gianclaudio Bressa, in conferenza stampa con l’altro relatore Peppino Calderisi, Montecitorio “ha bocciato l’emendamento” in quanto “la responsabilità penale è del tutto personale”. Bressa aggiunge però che “è stato accolto comunque un ordine del giorno in questo senso”, ricordano.
Antonio Di Pietro, primo firmatario della proposta, commenta la decisione della Camera sul suo blog. “Hanno scambiato il Parlamento per San Vittore – scrive –  e ogni volta che c’è una commemorazione per morti di mafia continuano ipocritamente a inondarvi di messaggi sulle battaglie delle istituzioni, mentre lavorano in direzione opposta”, commenta il leader Idv che ha deciso di diffondere un video perchè “quel che è successo stamattina in Parlamento nelle votazioni della legge sul finanziamento dei partiti è gravissimo”. Di Pietro spiega anche il silenzio intorno a “quanto sta accadendo nell’aula della Camera” perché ritiene che “in questo Paese non esiste più un’informazione imparziale e onesta. I media parlano con una voce sola e si preoccupano di nascondere le cose invece di raccontarle: il manovratore non va disturbato”. Ribadisce poi la posizione dell’Italia dei Valori che “voterà contro questa legge sul finanziamento dei partiti perchè è una legge-beffa, di una casta che pensa all’autoconservazione”. Sui rimborsi elettorali è intervenuto anche Beppe Grillo a seguito dell’emendamento presentato dall’Udc già approvato alla Camera che vincola l’erogazione dei fondi solo a chi ha uno statuto. 
Di Pietro interviene anche in merito ai controlli sul bilancio dei partiti. Il Parlamento infatti ha stabilito che “spetteranno a un comitato composto sì da magistrati, ma nominati dai presidenti delle Camere invece che dall’organo che per Costituzione dovrebbe esercitare questi controlli, ossia la Corte dei Conti”. Contro il testo hanno votato l’Idv, la Lega, i Radicali e Noi Sud. Molti deputati del centrodestra non hanno partecipato alla votazione finale: a cominciare da Antonio Martino (Pdl), che definisce la legge “la prosecuzione coatta del finanziamento pubblico, in spregio alla sovranità popolare”.
Nell’incertezza determinata dall’annuncio della conferenza stampa di domani di Berlusconi eAlfano al Senato, il Pd ha chiesto lo stralcio della parte della riforma relativa alla riduzione dei parlamentari. Alla richiesta ha aderito l’Udc. Conversando con i cronisti a Palazzo Madama, la capogruppo dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ha detto: “Chiedo che questa parte della riforma vada in Aula, così la mettiamo in sicurezza” dal momento che “le indiscrezioni dicono che la conferenza stampa di domani di Berlusconi e Alfano sarà su una proposta di riforma della Costituzione”. Gianpiero D’Alia (Udc) ha aggiunto: “Se il Pdl vuol far saltare il tavolo, noi siamo per lo stralcio”.

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