lunedì 22 ottobre 2012

Il triangolo della morte





Della Sardegna si sa solo che ha un bel mare, che la gente è genuina e che si mangia bene. Si parla del mirto e dei nuraghi, del molo degli yacht di Porto Cervo, delle ville dei vip, del formaggio e del buon vino. Si parla male della Sardegna perché i sardi sono chiusi, a volte anche retrò. Si dice che siamo un popolo di pastori, che rapiamo la gente e giriamo con il fuci
le a canne mozze nel portabagagli. Ci criticano perché non sappiamo tenere aperte le uniche fabbriche che abbiamo, perché mettiamo la tassa sugli yacht, perché facciamo pagare le spiagge e perché non vogliamo il nucleare. Se ne dicono tante sulla mia fantastica terra, ma nessuno sa bene cosa succede in uno degli angoli più nascosti e poveri dell’isola.

Nessuno sa che il nucleare fa già parte di noi da una vita, e che a Quirra, Villaputzu, Escalaplano si muore. Si muore delle stesse malattie che hanno colpito e ucciso molti militari che sono stati in Bosnia, in Kosovo, in Iraq.

Quirra

La chiamano sindrome di Quirra, malformazioni, tumori al sistema emolinfatico, casi di ermafroditismo. Qualcosa si racconta, ma troppo ancora viene nascosto. Nella frazione di Escalaplano con 2.600 abitanti sono 14 i bambini nati con gravissime malformazioni genetiche; a Quirra, frazione di Villaputzu, tra i 150 abitanti, 32 sono morti per tumore, principalmente al sistema emolinfatico. Inoltre agnelli contaminati da nanoparticelle di piombo e altri metalli pesanti, api impazzite che aggrediscono gli apicoltori, persone che sentono insistenti ronzii nelle orecchie.

La causa di tutto questo va ricercata nel PISQ (Poligono Interforze di Salto di Quirra). Capo Frasca, Capo Teulada e Salto di Quirra sono il triangolo bellico più grande per estensione del nostro paese e tra i principali d’Europa. Nelle carte militari viene indicato come : “Poligono di addestramento interforze del Salto di Quirra alle dirette dipendenze del Comandante della 1ª Divisione – Centro Sperimentale di Volo del Comando Logistico”, comprende la base e il poligono “a terra” di Perdasdefogu e il distaccamento A.M. di Capo San Lorenzo con il dipendente poligono “a mare”. Il PISQ attua le predisposizioni operative, tecniche e logistiche per la sperimentazione e la messa a punto di velivoli, missili, razzi e radio bersagli. E’ stato costituito nel 1956, ed è l’unico del genere in Italia e provvede alle esigenze di molti Enti Scientifici Nazionali e Stranieri che ne usufruiscono per le loro ricerche (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali dell’Università di Roma, Agenzia Spaziale Europea)”.

Tra questi presunti “enti scientifici” ci sono le più grandi multinazionali del mondo che sperimentano in Sardegna le loro nuovissime armi di distruzione di massa, tutti alle dipendenze della NATO. I fenomeni che si intrecciano sono diversi, ma la loro unione crea un cocktail micidiale per la popolazione di quelle zona.

Da una parte l’inquinamento da nanoparticelle dovuto alle esplosioni, ai colpi di armi da fuoco , ai test con armi sperimentali. Esplosioni che immettono nell’aria nanoparticelle che si depositano sul terreno ed entrano nel nostro organismo attraverso l’acqua, e contaminano le falde acquifere. I dati del 2007 dimostrano che su un gregge di 300 pecore più di venti sono nate ceche.

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