martedì 30 ottobre 2012

Muos di Niscemi/ Storia di Salvo: militare malato di leucemia, abbandonato da tutti di Daniela Giuffrida


l sequestro del Muos, il nuovo sistema di antenne satellitari che la marina Usa sta
costruendo in contrada Ulmo a Niscemi
, è stato annullato dalla quinta sezione del tribunale di Catania su richiesta dell’ avvocatura dello Stato. Ve lo abbiamo raccontato in questo articolo.
Il tutto succedeva mentre noi raccoglievamo la testimonianza  di un nostro militare, siciliano di 35 anni, ammalatosi sotto le antenne della morte di Niscemi. Il Muos, infatti, è ancora un progetto in fase di realizzazione. Ma 41 antenne satellitari (NRFT)  sempre Usa e sempre dello stesso genere, sono già attive in provincia di Caltanisetta, proprio in contrada Ulmo,  da 20 anni. E, a quanto pare, hanno già fatto danni. Salvo, al momento, preferisce non mostrare la sua identità.  Azioni legali in corso  e timori compensibili gli consigliano prudenza. Ma ha comunque voluto fare sentire la sua voce:
Ecco Salvo, militare siciliano in congedo, 
Quando è cominciata questa storia?
“E’ cominciata nel novembre del 2002, richiamato dall’Esercito per essere inserito all’interno della missione antiterrorismo “Domino”. Dopo un addestramento di circa 40 giorni sono stato inviato al sito di c.da Ulmo a Niscemi, per essere inserito nel gruppo di stanza alla base NRTF degli Stati Uniti.
Che impressione hai avuto arrivando alla base?
-La base si trova all’interno di un bosco bellissimo, è una sughereta. Ma dalle reti di recinzione in poi il paesaggio è completamente diverso. Tutt’ intorno alle antenne e ai bunker è un deserto, non cresce un filo d’erba e spesso ci capitava, nei turni di notte, di vedere correre per il campo, animali deformi, conigli, lepri.
La presenza di questi animali, non ha fatto nascere in voi dubbi sulla pericolosità di quella missione?
-Si, qualche dubbio c’è venuto, ma non c’è stato detto nulla a proposito, noi dovevamo fare soltanto sorveglianza alle strutture.
Quindi lavoravate spalla a spalla con i militari americani..
-No, incontravamo gli americani solo una volta la settimana, quando avveniva il loro cambio-turno e giusto per il saluto di rito. Mai visto un militare americano circolare nella base. Loro vivono e lavorano dentro i bunker , noi sotto una tenda, nessuna protezione, tranne un elmetto in Keplar e giubetto antiproiettile. Noi ci muovevamo per la base sui nostri “defender”, ma ripeto, di “americani” in giro nemmeno l’ombra, vivono sigillati dentro i bunker.
Quindi per gli americani turni di una settimana sotto i bunker, voi, quattro mesi sotto le antenne… non vi siete chiesti come mai? 
-Noi eravamo li comandati in servizio, eseguivamo degli ordini. Bisognerebbe chiedere a loro.
Quanti eravate e che turni facevate?
-Eravamo una trentina di italiani e facevamo turnazioni in quinta…-
Quindi hai prestato servizio alla base per quattro mesi… ma quando hai avvertito i primi problemi di salute?
-Esattamente otto anni fa, ero in servizio presso la mia caserma ed ero in fase di addestramento, quando ho cominciato ad avvertire sintomi di stanchezza e sanguinamento al naso e alle gengive. Poi, fatti i controlli per una donazione di sangue, presso il centro AVIS del mio paese, si sono accorti che i miei globuli bianchi erano completamente impazziti… -
E quando eri alla base come stavi…
Alla base avevamo sempre tutti continui mal di testa che curavamo con una compressa di Mesulid e basta….-
Ma non avete fatto presente ai vostri superiori questi “fastidi”?
-Si certo, ma loro dicevano che quei mal di testa erano dovuti alla “pesantezza” dei turni e agli sbalzi di temperatura…-
Quindi “sbalzi di temperatura”, niente elettromagnetismo..
Assolutamente no, ci dicevano che era tutto sotto controllo, però non dovevamo avvicinarci all’antenna grande (la “Verden” che serve per comunicare con sommergibili e quant’altro..) perchè c’era il rischio di presenza di onde elettromagnetiche, ma di fatto, era soprattutto quella la struttura che dovevamo controllare perché la più “sensibile” ad un possibile attentato terroristico.-
Sai di altri altri tuoi colleghi che abbiano avuto gli stessi tuoi problemi di salute?
-Si, un mio collega che prestava servizio con me, ha diverse macchie ai polmoni e stanno verificando la gravità della cosa…Ma sono entrato in contatto diretto con un sottocapo della Marina Militare anche lui seriamente ammalato per un mieloma multiplo, so che faceva servizio presso un’ imbarcazione munita di mega radar anti som, “sarchiapone”, potente quanto l’antenna “Verden, l’antenna della morte di Niscemi, ma so di altri, di tanti altri che non ce l’hanno fatta…
La tua vita? Come prosegue adesso?
-Mi hanno “riformato” in base all’articolo 4/A, per inabilità permanente al servizio militare… nessuna causa di servizio, nessun risarcimento… niente.. Dopo 5 anni ho ottenuto l’ammissione nella lista delle categorie protette… ho dovuto fare un concorso e adesso lavoro presso il Comune del mio paese. La mia vita prosegue fra esami al sangue ogni 45 giorni, ed un puntato spinale due volte l’anno… e poi continui , sbalzi di umore perché l’esercito era la mia vita…. strano ma vero… lo dirò sempre…sono un militare.
Rifaresti le stesse scelte?
-Assolutamente si, ho chiesto mi fosse tolto questo peso della “riforma” e di essere reinserito nell’esercito ma mi è stato detto che non è possibile, la Leucemia mieloide è invalidante, quando non ti uccide subito e l’esercito non può prendersi carico di un militare malato.
Ti senti tradito dallo Stato?
-Non dallo Stato…lo Stato è l’insieme di tanta gente come me, come noi.Se tutti sapessero cosa è successo a noi, cosa abbiamo vissuto, sono sicuro capirebbero e ci aiuterebbero …. ma dalle istituzioni si, ci hanno chiuso la porta ed hanno bruciato i nostri sogni, la nostra vita..
Quanti anni hai, Salvo?
-35 anni.
Vuoi dire qualcosa’altro?
Si. volevo ringraziare la Procura di Caltagirone e il dott Giordano per il coraggi con cui stanno affrontando questa vicenda, Grazie di cuore.

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