martedì 23 ottobre 2012

Sig. Prefetto



Signor Prefetto, sono appena ritornato a casa dopo l’incontro in prefettura di mercoledì 17 ottobre.

Come può facilmente immaginare mi sento tanto mortificato dalle sue parole gridate nei miei confronti e senza motivo davanti a un consesso così qualificato. Che dirle?

Se a me, prete di periferia, è concesso di ignorare che chiamare semplicemente “signora”, la signora Prefetto di Caserta fosse u
...n’ offesa tanto grave, non penso assolutamente che fosse concesso a lei, arrogarsi il diritto di umiliare un cittadino italiano colpevole di niente, presente in prefettura come volontario per dare il suo contributo alla lotta contro lo scempio dei rifiuti industriali interrati e bruciati nelle nostre campagne.

Alla fine dell’incontro ho ricevuto la solidarietà di tante persone presenti all’increscioso episodio e la rassicurazione da parte della signora Prefetto di Caserta che non si era sentita per niente offesa da me nell’essere chiamata “ signora”.

Forse le sarà sfuggito che lei non era e non è un mio superiore.
Mi dispiace tanto
.
Avrebbe certamente potuto consigliarmi di rivolgermi al Prefetto di Caserta, chiamandola “ signora Prefetto”.
Avrei accolto immediatamente il suo consiglio, invece, con il tono di voce del maestro che redarguisce lo scolaro, e con parole tanto dure quanto inopportune, ha quasi insinuato che il sottoscritto non avesse rispetto per lo Stato.

Scrivo sovente per Avvenire, il giornale che ha il merito di aver portato il nostro dramma alla ribalta della cronaca nazionale.
Se vuole può controllare se tra i miei numerosi editoriali c’è una dico una sola parola dove non risuona un amore sviscerato per la mia terra, la mia Patria, la mia gente, ed un rispetto sofferto per le Istituzioni.

Al contrario, se una cosa mi addolora ( l’editoriale di ieri, martedì 16 ottobre lo conferma ), se una cosa mi addolora, dicevo, è constatare che tante volte è propria la miopia delle istituzioni, la pigrizia di tanti amministratori, il cattivo esempio di tanti politici che fanno man bassa di denaro pubblico, a incrementare la sfiducia e la rabbia in tanti cittadini.

Personalmente sono convinto che la camorra in Campania non la sconfiggeremo mai, lo dico non perché sono un pessimista.
Al contrario, non la sconfiggeremo perché il “pensare camorristico” ha messo radici profondissime in tutti.

Quel modo di pensare e poi di agire che diventa il terreno paludoso nel quale la malapianta della camorra attecchisce.

Quante umiliazioni, signor Prefetto. Quante intimidazioni. Quanti soprusi. Quante minacce da parte dei nemici dello Stato o di semplici delinquenti.

Ma io dei camorristi non ho paura, lo so, potrebbero uccidermi e forse lo faranno, io l’ ho messo in conto fin dal primo momento in cui sono stato ordinato prete.

No, non sono loro che rendono insonni le mie notti, loro non sono lo Stato, loro sono i nemici del vivere civile, loro hanno sempre e solamente torto.

Io credo allo Stato, alla democrazia, alla libertà, Io credo alla dignità dell’uomo. Di ogni uomo.

Io spendo i miei giorni insegnando ai bambini, ai ragazzi, ai giovani che non debbono temete niente e nessuno quando la loro coscienza è pulita.

Signor Prefetto, glielo dico con le lacrime agli occhi; lei stamattina mi ha dato proprio questa brutta impressione, lei ha calpestato la mia dignità di uomo.

Ha voluto mortificare il prete o il volontario impegnato sul dramma dei roghi tossici?

Ha voluto insegnarmi l’educazione a 57 anni, o mettermi a tacere perché già immaginava ciò avrei denunciato?

In mezzo a tanti problemi in cui siamo impelagati; mentre nei nostri paesi tanta gente scoraggiata non ha fiducia più in niente e in nessuno; mentre la camorra ancora ci fa sentire il suo fiato puzzolente sul collo; mentre i rifiuti tossici continuano ad essere bruciati e interrati nelle nostre terre, il signor Prefetto di Napoli, mette alla berlina un prete davanti a una cinquantina di persone, perché si è rivolto al Prefetto di Caserta chiamandola semplicemente “ signora”, anziché “ signora Prefetto”.

Le auguro ogni bene, Signor Prefetto.

Il parroco
Sac. Maurizio PATRICIELLO e – mail mauriziopatri@alice.it

Nessun commento:

Posta un commento

In un ottica di reciproco scambio di opinioni i commenti sono graditi. Solo da utenti registrati. Evitiamo ogni abuso nascondendoci nell'anonimato. Grazie