mercoledì 27 febbraio 2013

Atto anticonservativo con esito, purtroppo, non ancora letale.


di Simone Peruzzi
La gente si stupisce della vittoria di Berlusconi, dando la colpa ad un popolo stupido e lobotomizzato.
La verità è molto più triste.
Drammatica.
La rianimazione del cadavere di Arcore l’ha fatta il centrosinistra.
Tutto insieme, pur nella sua frastagliata e frammentata disgregazione che mi ricorda tanto i “movimenti di liberazione della Palestina” di Brian di Nazarteh di quei geni dei Monty Python.
Si sono messi d’impegno.
Ce l’hanno fatta.
Ancora una volta. E questa volta sembrava davvero un’impresa riuscirci.
Ma si sa, volere è potere.
E la sedicente sinistra italiana ha una volontà alfieriana di farsi male, seconda soltanto alla propria stupida presunzione di essere ancora di sinistra.
Si prendono sul serio.
Mi mettono, appunto, una tristezza indicibile.
Non fosse che io in questo Paese ci vivo, ci sarebbe da schiantare dal ridere.
Ma c’è proprio un cazzo da ridere.
Si sapeva. Lo si sapeva tutti. Non poteva che essere così.
Che il cadavere rianimato incarni un capolavoro di diffusione di una cultura fatta di disvalori e stupidità collettiva, fiera delle proprie battute da postribolo e delle palpate da passegero degli autobus delle ore di punta, finalmente sdoganato e fiero delle proprie ignobili pulsioni assurte a legittime presenze perfino nei salotti buoni del Paese più piccolo al mondo, è cosa risaputa.
Ed è questa la causa del suo successo su un terzo della popolazione che ci circola intorno: gli stronzi emergono sempre, hanno capacità conclamate di galleggiamento.
Sempre che gli sia dia l’acqua per galleggiare.
E questa sedicente sinistra fa a gara ad attaccare idranti, con la velleità di fare pulizia e offrendo invece, sistematicamente, liquido utile al galleggiamento.
E la presunzione è pure quella di pensare che l’acqua sia pura, salubre, quando invece risulta ormai fetida e tragicamente simile ad un liquame.
Potere della contaminazione: a forza di stare a contatto con quelle deiezioni, non si fa pulizia, ci si sporca e si diventa troppo, troppo, simili a quello che si vuole rimuovere.

Avevo già scritto sulla patetica manfrina delle primarie, dove si faceva il verso ai reality show e si cercava di gareggiare a chi era più cattoclericale.
Vendola intanto si spertica in elogi al papa per il gesto di grande turbamento delle dimissioni. Elogi nei confronti di uno che quindici giorni prima lo aveva messo tra le cause principali della devastazione dell’umanità…
Ferrero si mette insieme a DiPietro, Ingroia e De Magistris: una crasi tanto improbabile quanto ridicola, il vetero marxismo con la parte buona degli sbirri. Con i verdi a fare da condimento.
E poi c’è quello che è già succeso e che sembra non contare.
Ci siamo già dimenticati del sostegno del PD al governo Monti? Lo strapotere della finanza, fatto potere tecnico, chiamato per risolvere i guai che la stessa finanza ha fatto.
Ci siamo già dimenticati delle bombe di D’Alema su Belgrado?
Ci siamo già dimenticati degli strani e perversi legami con Mastella, Binetti, Calearo?
Un terzo degli italiani se l’è dimenticato.
Anzi, ha fatto finta di non ricordarselo. Ingoiando schifezze per poter arrivare a governare, ben sapendo che non succederà quasi mai e che quando succederà sarà per poco e con nessun cambiamento in termini di reale anticapitalismo.
Si, perché forse ce lo siamo dimenticati, ma la sinistra nasce e vive nelle sue profonde motivazioni anticapitaliste.
Poi schizza fuori il Monte dei Paschi: ci voleva la magistratura per disvelare a vergogna della metamorfosi?

Non c’è sinistra in Italia. In un Paese che storicamente era considerato anomalo in Occidente, per la grande presenza di comunisti.

Questa elezione, come le altre d’altronde avevano già fatto presagire, ha dichiarato la fine della sinistra italiana.
Anzi no.
Purtroppo il tentato suicidio non è stato letale.
Adesso si farà avanti Renzi, il vero vincitore di quest’ultima tornata elettorale.
Ci sarà l’ennesima sterzata conservatrice e, forse, alle prossime elezioni la sinistra riuscirà finalmente ad assomigliare così tanto alla destra da poter prendere la maggioranza.

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