martedì 19 febbraio 2013

Usa: allarme privacy per l'uso massiccio di droni, il grande fratello e' qui!



WASHINGTON. Negli ultimi tempi la polizia americana sta ricorrendo in modo sempre più massiccio ai droni per pedinare e catturare i criminali. Somigliano a modellini di elicotteri, ma sono supertecnologici. Molto più piccoli degli aerei senza pilota utilizzati per uccidere i terroristi a migliaia di chilometri di distanza dagli Stati Uniti, non trasportano missili ma semplici mini-telecamere con cui seguono dall'alto i movimenti degli indiziati.
Un vero boom che però sta provocando un'ondata di proteste: come scrive il New York Times in prima pagina, tantissime città si stanno sollevando contro questi aggeggi, che com'è evidente minacciano ogni diritto alla privacy. E c'è chi apertamente parla di ‘Grande Fratello'. Tante organizzazioni a difesa dei diritti dei cittadini sinora hanno protestato contro l'eccessiva diffusione di radar contro l'eccessiva velocità in auto e le telecamere fisse presenti ormai in quasi ogni angolo sensibile per la sicurezza delle città.
Ora però l'indignazione è aumentata visto che il controllo viene fatto con macchine teleguidate che possono seguirti ovunque e contro cui non c'è scampo. Il tema è sempre lo stesso, un po' come capita con le intercettazioni telefoniche: assicurare una forma di controllo quanto più responsabile da parte delle autorità sul fatto che le immagini registrate relative a indagini su presunti criminali non invadano la sfera privata dei cittadini onesti.
Alcune città, tra cui Charlottesville in Virginia, hanno detto di no a questo tipo di indagini. Qui è stato proibito alla polizia locale di usare in dibattimento le prove ottenute con questi controversi elicotterini.
Sit in anche nella progressista Seattle, Stato di Washington, tanto che il Dipartimento di Polizia è stato costretto a rimandare indietro al venditore due di questi piccoli droni appena comprati e mai utilizzati. E la protesta ‘anti-droni' sbarca anche su Twitter, con l'hashtag, la parola chiave, @N.O.M.B.Y., un acronimo che sta per ‘Not Over My Back Yard', una frase che fa il verso a una famosa formula (Not in My Back Yard) usata per attaccare il movimento ambientalista.
Ma la vicenda è arrivata anche al Congresso degli Stati Uniti: alcuni parlamentari hanno presentato una proposta di legge per proibire il ricorso di droni nella ‘sorveglianza di individui e di proprietà'' senza un mandato specifico del giudice.
Ma la polizia insiste: questa nuova tecnologia, spiega, è utilissima per rintracciare esplosivi, risolvere rapimenti e organizzare soccorsi di fronte a disastri naturali. E la sicurezza di tutti, in quello che è ormai diventato un mantra delle autorità americane dopo l'11 settembre, val bene un po' di privacy in meno.

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