mercoledì 22 maggio 2013

La bufala è una bufala


o COME INFINOCCHIARE GLI ITALIOTI CON FINOCCHI IBRIDI E STERILI (E LA FINOCCHIARO…)
Sta correndo una bufala in rete che il divieto di semi e orti che l’UE sta preparando sarebbe una bufala. Ora tale dichiarazione di bufala è di per sé stessa una bufala poiché la pazzia orwelliana satanica del testo è quello di presupporre per normale un fatto, l’obbligo per ogni pianta coltivata, riprodotta o commercializzata, di essere iscritta nel registro commerciale UE , prevalentemente un registro di semi ibridi già non riproducibili, regola che normale non è, ma ponendo, per addormentare il popolo bue, alcune eccezioni soporifere (cfr. proposta di regolamento Parlamento e Consiglio testo unico sul materiale riproduttivo vegetale).  Tale popolo abbocca e dice, ma vi è tale e tale eccezione, in particolare per il giardinaggio amatoriale e per le aziende agricole con meno di dieci impiegati. Ma stiamo scherzando? Qua siamo al rovesciamento pieno e totale dell’onere della prova.
Ed è così che l’eccezione limitativa e burocratica – quella di registrare una varietà vegetale, come si fece per la canapa – diventa la REGOLA, mentre la regola, ossia una natura rigogliosa fertile che si autoriproduce senza troppo sforzo in modo generoso, e che fa rabbia agli usurai, diventerà l’eccezione visto che in virtù di tale testo di legge scompariranno praticamente le produzioni di varietà di piante di ortaggi e di frutta antiche, biodiverse, biologiche, tipiche – in un primo tempo scompariranno dal commercio per poi scomparire del tutto – mentre sempre di più le tipiche, e locali, sono sostituite in questo momento mentre vi scrivo dalle varietà IBRIDE brevettabili e modificate in modo da renderle STERILI e non RIPRODUCIBILI.
Poiché ciò che brucia i banchieri nella loro ‘prudenzialità’ è proprio il fatto che la natura si autoriproduce mentre qua Satana si introduce nell’opera del creato per ricavare una royalty dai semi, da esso modificati in modo da diventare sterili e non riproducibili (ibridi od ogm) in modo da applicare alla materia viva LA LEGGE BANCARIOASSICURATIVA E PREDATORIA DEI BREVETTI. Tant’è vero che l’agenzia creata ad hoc, la  CPVO – con quali soldi??? (gli esperti della moneta lo sanno con quali soldi, i nostri rubati al momento dell’emissione monetaria) è addetta, con tanto di specialisti dei brevetti nell’organico, a controllare tutte le attività agricole e a registrarne le piante e gli autori in modo che più nessuno possa ricavare sostentamento e guadagno senza pagare un bollo ai banchieri, poiché tale legge mira a eliminare gradualmente, dal nostro scenario, i semi riproducibili di anno in anno. Tale legge mira a far rubare la proprietà dei semi ai banchieri/controllori dei semi.
MODELLO CANAPA DOCET. Ma nel caso CANAPA la scusa era la droga mentre l’obiettivo principale era l’industria del petrolio, con la nascita del nylon. Vennero i carabinieri a sradicare tutti i campi di canapa in tutt’Italia nel secondo dopo guerra, togliendo il sostentamento a tanti contadini e togliendo dal mercato normale un prodotto prezioso che andò ad alimentare il traffico di droga e governo olandese, a meno che il governo olandese non sia a capo del traffico di droga.
Così, lo ripeto, con arguzia diabolica, i controllori dei semi (Monsanto, Syngenta ecc) che coincidono con i controllori di petrolio e moneta, saranno riusciti in un ennesimo colpaccio plurimiliardario, quello di ricevere delle royalties non solo dagli OGM sempre più contestati dalla popolazione e dagli scienziati indipendenti, ma persino dalle banali varietà ortofrutticole e dalle piante del verde pubblico che per completare il “progetto” di sostituzione del creatore nel frattempo vengono massacrate con mille e una scusa, dal parassita, al metodo potatorio, dalla costruzione di pista ciclabile – lol – alla soppressione pura e semplice di filari interi senza alcuna giustificazione e per tanti persino dalle scie chimiche.
Come ogni buon contratto bancario tale legge prevede in sé la massimalizzazione della presa in culo, e cioé la clausoletta che prevede la modifica di qualsiasi clausola in qualsiasi momento senza necessità di passare davanti ai parlamenti, e il cerchio è chiuso.
Si aggiunga a ciò che Kokopelli, attaccata da una multinazionale dei semi in Francia, è già stata condannata per avere scambiato e commercializzato semi fuori dal registro, e che quindi questa realtà in Francia è già TANGIBILE e lo sanno bene i vivaisti, CHI DIVULGA CHE IL DIVIETO DI COLTIVARE UN ORTO COME PRIMA è UNA BUFALA, è sotto IPNOSI. LO SAPPIA IL POPOLO BUE: QUESTO E’ UN PROGETTO DIABOLICO e in quanto tale è scaltro e la gente comune non ne capisce la perniciosità. Si presenta con le eccezioni unicamente per abbassarci le difese ma porta in sé una realtà orwelliana e satanista che ci distruggerà. Intacca la cocreatività, la fertilità, l’autosostentamento e la biodiversità stessi dell’umanità.
Nicoletta Forcheri

Un appello per i semi liberi
Fonte: http://www.slowfood.it/sloweb/e5b170483457c8d6778c51dab3a4b67b/un-appello-per-i-semi-liberi-?-session=sf_soci%3A570BD7930ca6534648GN75F8A33A
Slow Food si unisce all’appello lanciato da Via Campesina (associazione internazionale che in Europa rappresenta 28 organizzazioni di agricoltori provenienti da 18 Paesi) contro la proposta di legge della Commissione Europea sulla commercializzazione delle sementi. La Commissione sta infatti studiando un pacchetto di misure volte a rinforzare gli standard di sicurezza in tutta la catena alimentare. Fra queste, misure sulla salute animale, sulla salute delle piante, e anche sulle sementi.
Il nostro appello invita la Commissione a riscrivere la proposta di legge prendendo in considerazione i diritti degli agricoltori e non solo gli interessi dell’industria sementiera.
Il fatto è che l’attuale legislazione europea ammette solo sementi selezionate che necessitano di grandi quantità di prodotti chimici. Questo compromette la conservazione della biodiversità, la salute dei consumatori, l’ambiente e l’indipendenza degli agricoltori. Le sementi brevettate sono una minaccia che potrebbe distruggere il diritto al cibo anche in Europa, in nome del profitto delle multinazionali. È sì urgente una riforma del settore, ma che protegga i semi dei nostri agricoltori, promuovendo la produzione di varietà biologiche e quindi rispettose dell’ambiente. Alcuni documenti non ufficiali, che sono stati comunque messi a disposizione dell’opinione pubblica, hanno seriamente messo in allarme il Coordinamento Europeo Via Campesina (ECVC).
Senza modifiche sostanziali all’attuale proposta di riforma la situazione è solo destinata ad aggravarsi concentrando i brevetti nelle mani di pochi individui e promuovendo l’ utilizzo di Ogm.
Per queste motivazioni, ECVC invita i Commissari dell’Unione Europea a:
- Riconoscere e tutelare il diritto degli agricoltori a scambiare liberamente i loro semi. Questi scambi sono essenziali per la riproduzione delle sementi a garanzia di un costante e continuo rinnovamento della biodiversità delle colture. Questo è l’unico metodo di conservazione, riproduzione e diffusione delle sementi che permetterà alle piante di adattarsi alle estreme diversità dei suoli e al cambiamento climatico, senza dover fare ricorso esponenziale a fertilizzanti e pesticidi chimici.
- Consentire agli agricoltori la commercializzazione, senza limitazioni geografiche o quantitative, di semi biologici, locali o tradizionali per la loro riproduzione. Attualmente la commercializzazione è vietata dagli standard presenti nel catalogo varietale, con lo scopo di prevenire biopiraterie e frodi.
- Resistere alle pressioni delle aziende sementiere multinazionali. Il loro scopo è sfruttare l’attuale dibattito sugli accordi di libero scambio a livello globale per invadere il mercato europeo con brevetti e sementi Ogm.
I Commissari non dovrebbero approvare questa proposta di legge a meno che non si riconosca il diritto degli agricoltori a scambiare liberamente i loro semi, per consentire la libera commercializzazione di sementi biologiche e tradizionali nei mercati locali.
Se queste posizioni non venissero ascoltate, sarebbe in serio pericolo la sovranità alimentare europea, causando l’impossibilità dei nostri agricoltori di far fronte alle sfide future di sistemi agricoli e alimentari sostenibile e rispettosi quindi dell’uomo e dell’ambiente.

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