mercoledì 20 novembre 2013

Filippine, ora è solo emergenza sanitaria: si rischia la diffusione di epidemie





Dal Blog di una inviata di Plan Italia, la storia di una ragazzina di Tacloban, la città letteralmente piegata dalla furia del tifone Haiyan. "Della mia casa è rimasto solo il contatore della luce". Secondo il National Disaster Risk Reduction and Management Council gli sfollati sono 3.946.146: 72.986 famiglie (349.870 persone) che hanno trovato rifugio in 1.530 centri di accoglienza. Senza riparo sono 3.596.276 persone

Secondo l'ultima stima delle autorità governative filippine, sono tra i 9 e i 13 milioni le persone colpite dal Tifone Haiyan e le regioni interessate sono nove, circa il 18% (2,3 milioni) di tutta la popolazione affetta è concentrata nelle Regioni Eastern, Western e Central Visayas. Secondo il National Disaster Risk Reduction and Management Council (NDRRMC) le persone sfollate sono 3.946.146: 72.986 famiglie (349.870 persone) hanno trovato rifugio in 1.530 centri di accoglienza, mentre restano prive di un riparo 763.626 famiglie (3.596.276 persone).

La priorità ora è sanitaria. L'emergenza sanitaria sta diventando prioritaria, essendo i centri medici nelle aree colpite completamente fuori uso; l'allarme sanitario riguarda la gestione degli infortuni, il prevenire la diffusione delle malattie trasmissibili, i servizi sanitari e la salute mentale dei bambini e delle madri, il supporto psicosociale. Al momento non ci sono dati su casi di bambini colpiti da polmonite o diarrea o altro. Stando a quanto affermano i cooperanti di Plan, senza misure preventive e trattamenti medici molti bambini rischiano di morire per cause prevedibili e curabili. L'Eastern Visayas Regional Medical Center è l'unico ospedale operativo nella cittàdi Tacloban: sono più di 360 mila le donne in gravidanza e che allattano che necessitano di servizi medici specializzati nelle fasi prenatali, post, nelle cure dei bambini.

L'intervento di Plan. Obiettivo principale sul terreno, dopo il disastro nelle Filippine è di assistere almeno 52.968 famiglie, per un totale di 264.841 persone, compresi oltre 105.000 bambini. L'intervento di Plan si concentra in 5 province: Eastern Samar, Western Samar, Cebu, Leyte, Capiz (Panay Island). L'intervento sarà suddiviso in due fasi: una di primo soccorso e di emergenza (della durata di sei mesi) nel corso della quale si farà fronte alle necessità di sopravvivenza; poi una successiva di altri sei mesi, in cui ci si concentrerà sulla ricostruzione e riabilitazione dei servizi per un progressivo ritorno alla normalità.

Gli aiuti finora portati. Plan ha finora distribuito 850 kit per l'acqua e 850 kit per l'igiene a Tacloban. Tutti i 2.000 kit igienici e i 2.000 kit per i rifugi sono stati distribuiti nell'East Samar. Sono state fornite 70 mila razioni di cibo già pronto, acquistato al mercato di Manila, insieme a coperte. Un esperto di programmi per la protezione dei bambini nelle calamità di Plan Indonesia è arrivato nei luoghi del disastro e si occuperà della costituzione di spazi dedicati ai bambini nella provincia di Leyte. Sono stati previsti i primi 70 spazi sicuri dedicati ai Bambini, delle tende attrezzate con materiale appositamente studiato per gestire i bambini che in queste situazioni di emergenza e di allontanamento familiare vivono una condizione di grave stress emotivo, oltre ad essere a rischio di violenze e sfruttamento di ogni tipo. E' in corso la produzione di volantini e messaggi sulla separazione familiare e sul sostegno psicologico.

Tacloban, un capitolo a sé. "Della mia casa è rimasto solo il contatore". L'inviata di Plan Asia, Hatai ha raccolto alcune testimonianze drammatiche nella città più colpita dal Tifone, Tacloban rimasta letteralmete piegata sotto la furia della tempesta. Tacloban si trova nella provincia di Leyte, nella Regione di Eastern Visayas. "Oggi sono arrivata a Tacloban - racconta Hatai - assieme ai miei colleghi di Plan e 13 volontari; la situazione nella città non è tranquilla, né sicura, per questo il governo ha imposto il coprifuoco dalle 8 di sera. Tra le rovine della città incontro Charlene, 19 anni, vive in un rifugio temporaneo, dopo che la sua casa è stata spazzata via, della sua abitazione l'unica cosa che rimane è il contatore. La sua casa di mattoni, posta vicino agli edifici del governo, ha ceduto sotto la furia del tifone Hayian. Charlene mi racconta - riporta Hatai - che le persone iniziano a stare male, mancano cibo, acqua e medicine. Non vuole abbandonare le sue zie e il fratello, coloro che ancora le restano. Vorrebbe riprendere al più presto la scuola".

L'appello. Plan Italia ha lanciato un appello per raccogliere fondi a favore delle popolazioni delle Filippine. I fondi raccolti in Italia andranno direttamente alla sede di Plan Filippine (senza intermediari) e verranno utilizzati immediatamente. Plan Italia dà un ampio resoconto su come i fondi vengono investiti, come è del resto prassi abituale di Plan Italia. Le donazioni sono detraibili dalla prossima dichiarazione dei redditi nella misura del 24%. Plan è segnalata da Guidestar (un Istituto indipendente che valuta le migliori ONG al mondo attraverso il monitoraggio sulla destinazione dei fondi raccolti), che ha appena pubblicato una lista di 9 organizzazioni a cui fare donazioni per l'Emergenza Filippine.

Come si fa ad aiutare. C'è un conto corrente bancario Unicredit intestato a Plan Italia Onlus - Agenzia: Milano Cordusio IBAN: IT57X0200801600 000102081201. La causale è: Emergenza Filippine; oppure un conto corrente postale: 1008253153 intestato a Plan Italia Onlus. Stessa causale. O ancora con la carta di credito online sul sito di Plan Italia. E' possibile portare aiuto alla popolazione delle Filippine dando un contributo anche ad AGIRE, il network di Ong italiene impegnate nella zona. Si può donare con carta di credito anche chiamando il numero verde 800.132.870 dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 19.

Breve storia Plan Italia. Plan Italia è tornata in Italia lo scorso anno, dopo 50 anni, da quando nel Secondo Dopoguerra, aveva aperto un programma nel nostro Paese per fare adottare a distanza oltre 11.500 bambini italiani orfani o mutilati. Ora Plan Italia chiede agli Italiani di restituire l'aiuto ricevuto a suo tempo, sostenendo i bambini, in particolare le bambine, che vivono nei Paesi in via di sviluppo in condizione di svantaggio e discriminazioni. Plan International è una delle più rispettate ed autorevoli ONG al mondo, fondata 75 anni fa, ha sedi in 50 Paesi in Asia, Africa ed America Latina e 20 sedi in Europa, USA, Canada ed Australia che si occupano di raccogliere fondi e realizzare campagne di sensibilizzazione sui temi delle tutela dei diritti dei bambini. Ha lanciato in particolare la Campagna Because I am a Girl, nel 2007, contro la discriminazione di genere che colpisce 65 milioni di bambine nel mondo.

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