martedì 29 gennaio 2013

Le Follie di Massa


DI ENRICO GALAVOTTI
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La follia più pericolosa è quella che si ammanta dei crismi della ragione (il fascismo voleva realizzare gli ideali del socialismo!), è quella che cattura le masse con la propaganda (il fascismo come movimento, come esperienza concreta di liberazione), è quella che, infine, ha un potere costrittivo (il fascismo come regime, come feroce dittatura). Non è la follia del singolo che fa paura, ma quella della società strumentalizzata dagli intellettuali, a loro volta strumentalizzati dal capitale o vittime delle ideologie.
La follia di massa si forma quando, per l'illusione di credere che, in ultima istanza, trionfa sempre la ragione, non si sono volute prendere, al momento opportuno, le misure adeguate per risolvere determinati fattori di crisi. Il torto di lasciar correre, fidando nelle istituzioni, non ha fatto altro che favorire l'accumulo delle contraddizioni e, di fronte alla sempre più palese impotenza delle istituzioni, si è deciso di reagire istintivamente. Così è nato, di recente, il fenomeno delle Leghe (così era nato il fenomeno del fascismo). Il sistema tende a promuovere o a tollerare le follie di massa anche per nascondere, agli occhi dei cittadini, la propria irreversibile crisi. Generalmente, quando la crisi del sistema è appena agli inizi, le follie di massa vengono temute dal sistema (si pensi ad es. al terrorismo o alla tossicodipendenza),ma quando la crisi del sistema è profonda, le follie di massa vengono alimentate(direttamente, come ad es. con il consumismo sfrenato, o indirettamente, come ad es. coll'inerzia con cui si combatte la mafia o il neo-fascismo), proprio perché si spera di poter ricontrollare la situazione facendo appello a leggi speciali. Con l'introduzione di queste leggi, molte libertà democratiche verranno coartate se non eliminate. Si crea così il clima favorevole alla dittatura. Ad un certo punto infatti si affermerà che le leggi repressive non bastano, che occorrono misure di forza più energiche, ecc.
L'indifferenza, nei confronti delle follie di massa, viene usata dal sistema non solo quando esso sa di non avere i mezzi democratici per superare la propria crisi strutturale, ma anche quando aspira a giocare, in ultima istanza, la carta dell'autoritarismo. Solo che per giocare tale carta il sistema ha bisogno dell'indifferenza dei progressisti e della follia delle masse ignoranti, che si lasciano strumentalizzare. La dittatura infatti non è cosa che si possa imporre senza incontrare resistenze di sorta.
Se l'opposizione sceglie l'indifferenza, lo fa in genere per due ragioni: o non sa come risolvere concretamente le contraddizioni del sistema (era la posizione del liberalismo crociano), oppure spera di poterle risolvere solo dopo che esse, da sole, hanno portato il sistema al crollo (era la posizione del socialismo riformista).
FONTE: HOMOLAICUS

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