venerdì 25 maggio 2012

BANCHE SPAGNOLE IN APNEA

di Loretta Napoleoni - 25 maggio 2012

Titolo sospeso per Bankia. Servono 15 miliardi entro oggi per evitare il panico lunedì. Grecia a un bivio, ma esistono i piani per l'uscita dall'Euro e il ritorno alla Dracma in 48 ore



BANCHE SPAGNOLE IN APNEA

Loretta NapoleoniQuesta mattina il titolo di "Bankia", il conglomerato bancario creato più di un anno fa per salvare le banche spagnole in crisi, è stato sospeso sul mercato. Ed è stato sospeso perché la banca ha bisogno di altra liquidità, altrimenti non ce la fa.
La scorsa settimana ha ricevuto 4,5 miliardi di Euro, ma non sono bastati e ora ha bisogno di altri 15 miliardi, subito. Nella giornata di oggi la Spagna dovrà trovare quei 15 miliardi per evitare, lunedì mattina, di dover aprire nuovamente con una sospensione del titolo di Bankia, che potrebbe seminare panico tra la popolazione e creare una sorta di assalto alle banche, simile a quello avvenuto con la Northern Rock nel 2008 quando tutti quanti si sono recati alla banca per poter ritirare i propri risparmi.
Ricordiamoci che la Spagna ha, al momento, una crisi bancaria seria e il pericolo di un'implosione dell'Euro è particolarmente forte e si verifica un'implosione all'interno del sistema bancario nazionale. Questo perché la maggior parte dei titoli di Stato spagnoli sono stati acquistati dalle banche nazionali.
Al momento la Spagna si trova in una situazione sicuramente più critica di quella dell'Italia (l'Italia non ha una crisi bancaria impellente), però sta meglio della Grecia, nel senso che non ha al governo un partito anti-europeo, né elezioni vicine nelle quali si potrebbe verificare l'elezione di un partito del genere.


Quello che la Spagna sta cercando di fare è di avere accesso a un fondo che si chiama Emergency Liquidity Assistance, ed è un fondo di emergenza abbastanza segreto, sul quale si sa pochissimo. E' difficilissimo trovare anche i dati nel bilancio della Bce. Sappiamo che questo fondo è stato usato dai paesi in crisi, sappiamo che la Grecia fino a oggi ha avuto 96 miliardi, l'Irlanda 41, Cipro (anche Cipro si trova tra i paesi che hanno chiesto aiuto all'Europa unita) 4 miliardi. Il totale, secondo alcuni calcoli fatti da banche d'affari inglesi, è di 140 miliardi che fino ad adesso sono stati elargiti sottobanco. E questi soldi sono equivalenti a più del 10% dei prestiti che sono stati concessi al settore bancario all'interno dell'Eurozona. Non si sa bene da dove provengono, nel senso non si sa se la Bce stampa questi soldi o parte di questi, o se la Bce usa i depositi dei paesi membri per utilizzarli in questo fondo segreto. Però, quello che si dice stamattina sui mercati è che molto probabilmente la Spagna vorrà accedervi per salvare Bankia.


E la Grecia come è messa? C'è un piano per farla uscire dall'Euro?Nella riunione che c'è stata mercoledì, i paesi membri di Eurolandia (cioè i paesi che usano l'Euro) hanno dovuto presentare il loro piano di emergenza nel caso in cui ci sia un'uscita dall'Euro da parte della il Grecia. I piani ci sono, dunque. Per quanto riguarda la trasformazione della moneta la possono fare in un fine settimana, in 48 ore. E' già successo e c'è chi dice che addirittura in Grecia stiano già stampando delle Dracme. La transizione non è problematica come si vuole far credere, sarà invece problematico il processo di aggiustamento perché l'uscita della Grecia dall'Euro creerebbe delle conseguenze disastrose per quanto riguarda il contagio sui paesi, in particolare di Eurolandia. In particolare quei paesi come l'Italia, come la Spagna e l'Irlanda e il Portogallo che si trovano in una condizione economica critica. In ogni caso la Grecia, uscendo dall'Euro, molto probabilmente ci guadagnerebbe perché le conseguenze negative di questa uscita dall'Euro, la contrazione del Pil e l'inflazione, saranno molto probabilmente simili a quelle di un'ulteriore politica di austerità che Bruxelles sta chiedendo ai greci. La differenza, però, sta nel fatto che con una svalutazione della moneta, l'economia greca potrebbe riprendere, per esempio il turismo sicuramente ripartirebbe con grande forza.

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