giovedì 25 ottobre 2012

Debito pubblico, nuovo record per l'Italia E' al 126%: peggio di noi solo la Grecia Istat, calano i prezzi delle case


I dati Eurostat: l'indebitamento tocca i 1.982 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2012. Istat, calano i prezzi delle case


ROMA - Nuovo record per il debito pubblico italiano, che nel secondo trimestre del 2012 è schizzato al 126,1% del Pil. Sono i dati resi noti da Eurostat. Nel primo trimestre aveva già raggiunto il picco di 123,7%,il più alto dal '95 quando era al 120,9%. L'Italia si conferma seconda solo alla Grecia, il cui debito è ora al 150,3%.

I dati. In termini assoluti, il debito italiano nel secondo trimestre dell'anno in corso è stato di 1.982.239 milioni di euro, contro i 1.954.490 del trimestre precedente e i 1.910.024 del secondo trimestre 2011. Il debito italiano è cresciuto di 2,3 punti percentuali di Pil rispetto ai tre mesi precedenti e di 4,4 rispetto al secondo trimestre 2011, quando era al 121,7%. L'Italia ha però prestato ai Paesi dell'Eurozona in difficoltà (Grecia, Portogallo e Irlanda) l'equivalente dell'1,9% del Pil. Il rapporto debito-Pil, ricorda Eurostat, è calcolato sulla base della somma del Pil degli ultimi quattro trimestri. Sul dato del secondo trimestre 2012 pesa quindi anche la dinamica negativa della crescita.

Eurozona. Intanto, sale ancora il debito dell'eurozona, che raggiunge quota 90% del pil nel secondo trimestre, dall'88,2% dei tre mesi precedenti. Il rapporto debito/pil continua a salire anche nell'Ue nel suo complesso, dove è passato dall'83,5% del primo trimestre all'84,9% del secondo.

Le case. Nel secondo trimestre di quest'anno l'indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie scende dello 0,4% in termini congiunturali e dell'1,7% su base annua. Sul calo tendenziale pesa il ribasso segnato dalle case già esistenti (-3,6%), mentre le nuove sono in rialzo (+2,8%). Lo rileva l'Istat.

Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco vola oltre la quota dei 330 punti base dopo i dati sulla fiducia delle imprese tedesche e attività manifatturiera e servizi nell'eurozona. Il differenziale di rendimento sale a 334 punti dai 326 dell'apertura.

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