venerdì 5 luglio 2013

Fmi all'Italia, Imu va mantenuta Letta: "con Iva difficile abolirla"


Il governo fantoccio dell'Italia deve prendere decisioni sulla base dei "Consigli" dell FMI. I banchieri oggi sono i padroni del nostro piccolo ed inutile Stato-colonia.
"Democrazia" economica !

(AGI) - Roma, 4 lug. - L'Imu sulla prima casa va mantenuta. E' il monito lanciato dal Fondo monetario internazionale al termine della sua missione in Italia. L'Fmi sollecita anche ad accelerare le riforme per rilanciare crescita e occupazione. Le prospettive di crescita nel nostro Paese restano infatti "deboli" e la disoccupazione "inaccettabilmente alta". Insomma "il compito" dell'Italia "e' lontano dall'essere completo", anche se il nuovo governo, ha iniziato ad adottare i passi necessari "per fronteggiare i problemi strutturali" del Paese.
 
Il Fondo ha anche rivisto in peggio le stime sull'andamento del Pil italiano per il 2013, con una flessione attesa che passa all'1,8% dall'1,5% previsto in precedenza, ma ha migliorato quelle relative al 2014, con una crescita prevista che passa dallo 0,5% allo 0,7%.
"L'imposta sulla prima casa andrebbe mantenuta", ha dichiarato Kenneth Kang assistant director european department del Fondo Monetario Internazionale. Secondo Kang l'Italia dovrebbe "rivedere il sistema catastale per andare nella direzione di un sistema piu' equo e giusto. Per questo incoraggio il governo a tale riforma".
Immediata la risposta il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni. "Certamente terremo conto dell'opinione del Fmi sul tema Imu che, per altro, era nota ex ante e l'obiettivo e' di trovare il consenso all'interno della coalizione. Stiamo lavorando su questa linea".
Poco prima anche il premier, Enrico Letta, aveva sottolineato che "bisogna trovare una soluzione per l'Iva e la riforma dell'Imu, una soluzione che va trovata all'interno del bilancio del 2013 che e' ancora rigido e non gode di flessibilita'. La copertura di questi interventi va tutta trovata dentro il bilancio del 2013 e non e' semplice".
  Ma le reazioni del mondo della politica non sono positive.
  "La richiesta del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) di non cancellare l'Imu sulla prima casa e' francamente incomprensibile", ha dichiarato la senatrice Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo Economico.
 
"In Italia la prima casa non rappresenta un bene di lusso o una fonte di ricchezza, ma piuttosto il simbolo degli affetti familiari che ha profonde radici nella nostra tradizione nazionale". Sulla stessa linea il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani. "Prendiamo atto delle opinioni dei tecnici del Fmi ma ovviamente non le condividiamo. L'abolizione dell'Imu sulla prima casa e' un impegno fondamentale, prioritario e irrinunciabile previsto negli accordi di governo e nel programma politico del Popolo della Liberta' che va assolutamente onorato". Secondo il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, invece l'Fmi "ha fatto una valutazione di buon senso: e' scritto in tutti i manuali di Economia 1 che per migliorare l'efficienza del sistema fiscale e favorire la produttivita' e la competitivita' va spostata la tassazione dai fattori produttivi ai patrimoni", ha aggiunto.
Per il leader degli industriali Giorgio Squinzi c'e' la possiblita' di intervenire sull'Imu: "Non ho sentito negativita' particolari, credo che in termini economici sia piu' difficile l'intervento sull'Iva". "Non sono io che conosco i conti del nostro Stato - ha precisato Squinzi - pero' credo che ci sia una possibilita' e sicuramente parlando anche con il premier ho trovato una disponibilita' molto piu' forte per l'Imu". "Poi naturalmente - ha concluso il presidente di Confindustria - anche per l'Iva se e' possibile evitare l'incremento di un punto siamo tutti d'accordo".

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