D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


lunedì 7 maggio 2012

La matassa

Questo e' un periodo storico anomalo. Succedono tante cose, anche  molto importanti , ma la gente comune, per lo meno in parte, sembra non accorgersene. Qui si sta combattendo per la salvaguardia dei piu basilari diritti democratici ma i piu' non se ne rendono neanche conto. Eppure abbiamo appena subito un colpo di Stato a livello Europeo ma l'abbiamo solo intravisto perche nel frattempo la Juve vinceva il 28° scudetto e a uomini e donne c'era la scelta del tronista di turno....Nonostante tutto, nonostante quanto siamo distratti, quanto siamo diventati superficiali, nonostante Caressa che vomita su Sky minchiate calcistiche una dietro l'altra, nonostante la Filippa che legittima sugli schermi nazionali  il litigio degno della peggior piazzetta di periferia, nonostante esista un partito che si chiama Lega Nord, nonostante che una persona vile ed abbietta come il Cavaliere con i sui cavalli al seguito ci abbia governato e frastornato per 20 anni, nonostante che chi ci doveva difendere e tutelare abbia alla fine tutelato solo i propri interessi, nonostante tutto......siamo stati capaci, ovunque in Europa interpellati, di dire che cosi' non va. Che Noi non siamo d'accordo. Noi non ci facciamo comandare dai soldi, dall'economia, dalle banche. Noi siamo. Noi leggiamo dentro le persone, dentro gli sguardi, dentro i cuori. Noi viviamo, amiamo, sbagliamo. E vogliamo continuare a farlo, senza dover rendere conto a dispotici Governanti di passaggio, dei quali non condividiamo nulla. Noi non saremo mai figli dell' €uro. Noi siamo i figli dei nostri padri, dei nostri nonni che hanno fatto la guerra e scritto la Costituzione. E noi abbiamo deciso che e' ora che ci riprendiamo i nostri diritti, i nostri sguardi, i nostri errori, i nostri Paesi. Ragionier Monti, a questo punto, caramente, vai a tenere la contabilita' altrove. Qui non sei gradito, ed ora non sei piu' legittimato !

Germania (e Monti) siamo gia al capolinea ?

I Italia Idv e 5 Stelle, ovvero le forze politiche che hanno fatto opposizione a questo governo, vedono confermata la linea politica di chiarezza e nettezza senza compromessi del ragioner Monti. In Francia ed in Grecia le urne delegittimano l'Europa che vuole la Merkel. In Germania i primi dubbi alle urne. Stiamo democraticamente iniziando a delegittimare le banche al potere. E' appena iniziata la rivoluzione bianca!!!

domenica 6 maggio 2012

USATE LA VOSTRA MATITA COME L'ARMA PIU' POTENTE

"Domenica molti milioni di italiani saranno chiamati a votare, eppure a leggere i giornali o a guardare le televisioni sembra che non importi niente a nessuno". Meno se ne parla e meglio è. Invece, sono elezioni importantissime per almeno tre ragioni diverse e se un sistema dei media che sta tra l'Istituto Luce e la vecchia Unione sovietica cerca di oscurarle è proprio perché lo sa benissimo e vuole depotenziarle".Antonio Di Pietro.

Omicidi di Stato, ancora....

La strage continua: 72enne si spara alla testa dopo l'arrivo della cartella di Equitalia: "La dignità vale più della vita".

Da qualche tempo aveva ricevuto una cartella esattoriale di 15mila euro e stamattina si è sparato con la sua pistola alla testa: è in imminente pericolo di vita un 72enne di Pozzuoli (Napoli). Ai suoi cari ha lasciato un biglietto: «La dignità vale più della vita».  L'uomo è ricoverato in condizioni disperate all'ospedale Loreto Mare di Napoli. È stato il figlio a riferire ai carabinieri che il 72enne aveva ricevuto la cartella esattoriale, alcuni mesi fa. L'uomo vive a Pozzuoli (Napoli) mentre la sua officina, dove riparava barche, è a Napoli, in via Fedro.

sabato 5 maggio 2012

Il laureato. di Marco Travaglio


Dopo anni di calunnie e facili ironie,
finalmente trionfa la verità: Renzo Bossi s’è
laureato davvero. Il rampollo dell’ampolla,
matricola accademica 482, è stato promosso
“dottore in gestione aziendale” al prestigioso ateneo
Kristal di Tirana il 29 settembre 2010, quando
secondo il suo autista si trovava regolarmente in
Italia. Insieme con lui s’è laureato in Sociologia il
bodyguard canterino di Rosi Mauro, Pier
Moscagiuro. Paghi uno, prendi due. E pare di vederli,
Trota e Pier, in viaggio sul gommone da Otranto a
Tirana, che ripassano le lezioni in albanese stretto.
Non è stata una passeggiata, per l’enfant prodige del
Senatur: ha dovuto superare ben 29 esami, tutti in
lingua albanese e con voti altissimi (dall’8 al 10), in
un corso di laurea che gli studenti normali
completano in tre anni e lui invece ha bruciato in un
solo anno (la maturità scientifica l’ha conseguita nel
luglio 2009). E un simile genio vuole lasciare la
politica per fare “il contadino o il muratore?”. Ma via,
un po’ di autostima, che diamine. Anche perché
ormai alla cultura il Dottor Trota ci ha preso gusto:
punta alla seconda laurea in un’università privata di
Londra dove – come ha giurato telefonicamente al
padre Umberto la sera delle dimissioni, appena
esplose lo scandalo – si sta laureando un’altra volta a
tempo di record. Alla fine impiegherà meno per due
lauree che per il diploma, conseguito solo al terzo
tentativo dopo due mortificanti trombature. A conti
fatti, l’investimento sostenuto a suo tempo da The
Family, anzi da Belsito, anzi dai contribuenti per
maturarlo si rivela azzeccato e a prezzi piuttosto
modici: appena 99 mila euro e 69 centesimi,
secondo i carabinieri del Noe (cui vanno aggiunti i
12 mila per la laurea albanese e i 130 mila euro per
quella inglese). Ormai la maturità del Trota
travalicava la dimensione scolastica per diventare un
fatto squisitamente politico, anzi razziale. L’erede al
trono padano, al secondo tentativo da privatista al
collegio Bentivoglio di Varese, aveva presentato una
dotta tesina su Carlo Cattaneo, l’incolpe vole
pensatore federalista usato dalla Lega per dare una
pennellata di cultura alla secessione e alla devolution.
Ma il corpo docente, insensibile alle istanze
indipendentiste, lo bocciò con la banale motivazione
che “ha mostrato gravi lacune di preparazione in
quasi tutte le materie”. Parola del rettore don
Gaetano Caracciolo. Ma il Senatur, impegnato nel
governo B. a ripristinare la meritocrazia, spiegò che
dietro quel giudizio impietoso c’era ben altro: i
professori terroni. Invano il rettore fece osservare
che, a parte lui, la commissione era composta da
nove insegnanti del Nord e “la maturità è il risultato
aritmetico di una serie di prove: purtroppo la somma
di tutte non ha raggiunto i 60 punti, il minimo per la
p ro m o z i o n e ”. Di fronte a quegli aridi calcoli da
bottegaio, il papà ministro delle Riforme istituzionali
non batté ciglio e ordinò su due piedi una nuova
riforma istituzionale: “Dopo il federalismo, bisogna
riformare la scuola. Non possiamo lasciare
martoriare i nostri figli da gente che non viene dal
Nord. Il problema della scuola è molto sentito
perché tocca tutta la famiglia. È la verità, un nostro
ragazzo (uno a caso, ndr) è stato bastonato agli esami
perché ha presentato una tesina su Cattaneo. Questi
sono crimini contro il nostro popolo e devono finire:
noi padani non siamo mai stati schiavi”. Nemmeno la
circostanza che la sua signora Manuela Marrone fa
l’insegnante ed è siciliana lo smosse di un millimetro.
Anche lui, ai suoi tempi, dopo il diploma per
corrispondenza alla scuola Radio Elettra, subì le
angherie dei prufesùr terùn dell’università. Per far
credere alla prima moglie di essere dottore in
medicina anche se aveva dato solo qualche esame,
dovette inscenare ben due feste di laurea e uscire
ogni mattina di casa con la valigetta da medico
condotto, salvo poi fermarsi al bar dietro l’angolo per
giocare al biliardo. Altri tempi, quando ancora il
Kristal era una marca di champagne.