D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


lunedì 3 dicembre 2012

Grande freddo in Europa: normalità o anomalia?



Andrey Smirnov su La Voce della Russia
Nella capitale russa maxinevicata e traffico in tilt. I cumuli di neve alti mezzo metro, la crosta di ghiaccio che ricopre le strade e la “pioggia di ghiaccio” non sono le condizioni più confortevoli per gli automobilisti.
Non è stata risparmiata nemmeno l’Europa Centrale: una massiccia invasione di aria siberiana tiene nella morsa del freddo la Svizzera, la Germania, la Boemia e la Polonia. Il manto di neve è alto 5-7 cm. Inizialmente le precipitazioni hanno assunto carattere di pioggia mista a neve, che poi si è congelata molto presto, ed ora sotto il suo peso si spezzano fili delle linee elettriche, cadono alberi.


Intanto i meteorologi si stanno affannando a convincere i russi e gli europei che in simili fenomeni naturali non c’è nulla di nuovo. Siamo semplicemente di fronte ad uno scontro tra un ciclone mediterraneo e un anticiclone artico, - ritiene l’esperto specialista della Società “Gismeteo” Leonid Starkov. Simili fenomeni avvengono con periodicità di 5-8 anni.

In un prossimo futuro né per i russi né per gli europei è il caso di aspettarsi favori dalla Natura, - pronostica l’esperta specialista del Centro Idrometeorologico della Russia Marina Makarova:

"Un ciclone se ne andrà nei prossimi due giorni. Ma il fatto è che una serie di cicloni continua a determinare il tempo sul territorio dell’Europa. Nelle prossime due settimane il centro dell’Europa e la sua parte nord-occidentale saranno colpiti dagli attacchi di violenti turbini di vento. Da noi il tempo promette di assumere connotati più invernali, ma non stabili – con nevicate e temperature basse".

Come affermano gli esperti, a Mosca l’inverno di solito avviene secondo due scenari. Il primo, più caldo, che viene chiamato anche “Euro inverno”, si verifica quando da Ovest arriva l’aria abbastanza calda ed umida. L’aumento della temperatura è accompagnato da un gelicidio, precipitazioni e “pioggia gelida”. Mosca ha la triste esperienza di liquidare le conseguenze di una pioggia gelida: alla fine del dicembre del 2010 nella capitale erano cadute alcune migliaia di alberi, si erano ghiacciati i marciapiedi, nella regione di Mosca si era interrotta l’erogazione della fornitura di energia elettrica.

Esiste anche un altro scenario di inverno moscovita: quando l’aria fredda comincia ad arrivare dalla Siberia. In questo caso s’insediano un freddo intenso e un tempo secco. Ma per il momento i meteorologi preferiscono non parlare di un simile sviluppo degli avvenimenti dalle nostre parti.

Sanguinosa guerra civile in Congo snobbata dai media



Inutile perdere tempo con la solita retorica che segnala quanto poco siano presi sul serio i conflitti che insanguinano l’Africa. Questa volta a sanguinare è il Congo, paese geopoliticamente molto importante per via delle risorse energetiche che ospita nel suo sottosuolo. Da giorni è scoppiato un violento conflitto tra i ribelli del gruppo M23 e i soldati governativi, e nella giornata di ieri i ribelli sono usciti vincitori dopo violenti combattimenti durati oltre tre ore. A seguito della vittoria i ribelli hanno conquistato la città di Sake, e ora si spingono verso Sud, sulla strada per Bukavu. I morti sono centinaia e i civili sono costretti a fuggire lontano, con nessuno a proteggerli.
L’Onu ha denunciato stupri, saccheggi, violenze sui civili, insomma lo stesso film visto un anno fa in Costa d’Avorio, con le milizie di Ouattara che insanguinarono il Paese per mesi, destituendo il presidente legittimo Gbagbo con il placet della Francia. A differenza dei conflitti precedenti tuttavia la popolazione congolese non sembra aver subito direttamente la furia dei ribelli, che evidentemente hanno un largo seguito nella popolazione proprio perchè non si sono abbandonati in saccheggi e in violenze di massa. I leder dei guerriglieri dell’M23, conosciuto anche come ARC (cioè Armata Rivoluzionaria Congolese) hanno annunciato la loro volontà di proseguire nella loro avanzata verso Bukavu, capoluogo del Sud Kivu, ed è difficile pensare che se non li bloccherà un fattore esterno al Congo, si fermeranno. Il governo appare in difficoltà ma sta raccogliendo le truppe per lanciare una controffensiva, probabilmente coadiuvato da un contingente angolano. Lo Stato in realtà sembra essere in difficoltà, con una corruzione dilagante e una forbice tra ricchi e poveri tra le più ampie del mondo. Per questo la popolazione sembra essere ormai disillusa nei confronti del governo, e non si oppone all’avanzata dei ribelli. Dietro ai ribelli dell’M23 però ci sono Ruanda e Uganda, due paesi che vogliono così mettere le mani sulle richezze minerarie del Paese. Se l’Angola dovesse entrare nel conflitto accanto alle forze armate congolesi, ecco che si potrebbe assistere a un conflitto generalizzato.

Il fisico nucleare italiano denuncia la falsità della teoria del "Riscaldamento Globale"



Il fisico nucleare Antonino Zichichi al recente convegno di Erice ha denunciato la falsità della teoria sul Riscaldamento Globale Antropogenico. Ce lo riferisce un articolo del 22 agosto 2012 sul  quotidiano Il giornale dal titolo "Il riscaldamento globale? Una bufala (troppo) costosa" nel quale leggiamo che secondo le teorie del global warming ...
Agli inizi degli anni Novanta si pensava che le temperature sarebbero salite, a livello globale, di un valore compreso tra gli 0,2 gradi e gli 0,5 gradi ogni dieci anni. Invece l'aumento è stato solo di 0,14 gradi. (...) Per abbattere le emissioni globali di CO2 dello 0,0006 entro il 2020 gli australiani spenderanno 130 miliardi di dollari. Se tutti nel mondo praticassero la scelta australiana il costo salirebbe a 541 miliardi di dollari. Insomma, il rapporto costi benefici secondo Monckton è folle
Siccome approvare le teorie sul Riscaldamento Globale ha come conseguenza proprio quella di seguire la scelta australiana, e siccome a livello istituzionale/governativo tali teorie vengono generalmente fatte proprie da governi (e meteorologi) c'è da aspettarsi che i governi aggravino ladevastante crisi economica imponendo queste scelte scellerate. Tanto a ben vedere a questi governi della prosperità dei propri concittadini non interessa neanche un po'.

 E passiamoadesso alle dichiarazioni di Zichichi:
«Per capire gli spostamenti di un elettrone servono delle equazioni non lineari… Possibile che sul clima, che è complessissimo, circolino così tanti modelli predittivi approssimativi, basati su una matematica elementare, e li si consideri attendibili?». (...) «Il motore meteorologico è in gran parte regolato dalla CO2 prodotta dalla natura, quella CO2 che nutre le piante ed evita che la terra sia un luogo gelido e inospitale, quella prodotta dagli esseri umani è una minima parte… Eppure molti scienziati dicono che è quella minima parte a produrre gravi fenomeni perturbativi. Ma ogni volta che chiedo loro di esporre dei modelli matematici adeguati che sostengano la teoria (e comunque oltre ai modelli servirebbero degli esperimenti) non sono in grado di farlo».
NB: non ho mai avuto troppa simpatia per il fisico Zichichi, ben noto per il suo appoggio alla costruzione di inquinanti centrali nucleari, cristiano dichiarato che appariva sempre in televisione quando il paese era retto dal governo della Democrazia Cristiana (curiosa coincidenza). Ciò non toglie che le sue argomentazioni in questo caso siano condivisibili.
C'è da chiedersi ancora una volta come mai soggetti perfettamente inseriti nel sistema di potere (non si può andare sempre alla RAI senza essere parte del sistema, ed in questo Gabbanelli, Grillo, Zichichi - solo per fare alcuni esempi illustri -  sono del tutto simili) denuncino una delle più grosse menzogne del sistema propagandata da uno degli uomini più potenti del mondo, l'ex vice-presidente degli Stati Uniti Al Gore.
La risposta è sempre la solita: chi occultamente tira le fila dietro il sipario della politica internazionale preferisce gestire e manovrare direttamente sia chi si siede nei posti chiavi del governo e delle istituzioni (anche scientifiche e culturali) sia chi (almeno apparentemente) si pone su posizioni critiche al governo ed alle istituzioni. In tal modo il popolo non avrà mai informazioni approfondite su ciò che viene deciso al vertice della piramide di comando, non avrà mai informazioni precise e veritiere sugli atti e soprattutto sulle finalità delle politiche governative, ed anche l'opposizione verrà guidata verso lotte sterili e obiettivi quanto meno limitati (se non errati).

Ma come mai poteri occulti starebbe dietro a entrambi gli opposti schieramenti e li sosterrebbero entrambi?

Il primo motivo potrebbe essere che cercano di farci credere che ci sia un gruppo di potenti industriali che si opppone alla riduzione della CO2 perché teme che i provvedimenti richiesti dall'IPCC potrebbero danneggiare i propri affari. Così appena una persona denuncia la mancanza di scientificità dell'ipotesi del Riscaldamento globale viene additato come "avvelenatore al soldo dei grandi potentati industriali". Astuzia diabolica.

Il secondo è che se si manovra tanto chi propaganda la tesi ufficiale quanto chi si oppone ad essa, si controlla di fatto quasi ogni dibattito scientifico e si impedisce che la popolazione mondiale scopra qualcosa di veramente orribile. I cambiamenti climatici infatti sono per certi versi causati dall'uomo, ma non attraverso l'emissione di anidride carbonica, bensì attraverso l'uso su scala planetaria di tecniche di geoingegneria clandestina e guerra ambientale.



Di fronte a cieli sempre più completamente coperti dalle scie degli aereiappaiono infatti ridicole le lamentazioni pseudo-ambientaliste sull'effetto serra causato dalla CO2: la serra c'è ed è visibile ad occhio nudo se solo ci si intestardisce a guardare il cielo ogni 10 minuti per qualche settimana. Guardate la "serra artificiale" qui sotto e poi puntate gli occhi al cielo ogni volta che potete.


Per approfondire la questione consiglio la lettura dei seguenti articoli


(articolo di cui non condivido alcune analisi ma che pur riporta correttamente molti dati)


sabato 1 dicembre 2012

Confermato che la BCE e l'Euro sono di proprieta' di privati!



DI GIANPAOLO MARCUCCI


Il 12 marzo 2012 Olli Rehn, vicepresidente della Commissione Europea, risponde cosìall'interrogazione parlamentare dell'eurodeputato Marco Scurria sulla proprietà dell’Euro:
"L'articolo 128 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea costituisce la base giuridica per la disciplina dell'emissione di banconote e monete in euro da parte dell'Eurosistema (costituito dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali).

La proprietà delle banconote e delle monete in euro dopo l'emissione da parte dell'Eurosistema è disciplinata dalla legislazione nazionale vigente al momento del trasferimento delle banconote e monete al nuovo proprietario, ossia al momento dell'addebito del conto corrente bancario o dello scambio delle banconote o monete."
Questa affermazione ufficiale segna l'epilogo del lungo e confuso dibattito riguardo la natura della moneta unica. Rehn infatti ci spiega chiaramente che nella fase dell’emissione (stampa delle banconote o apparizione di cifre sui monitor dell’Eurosistema) la moneta appartiene alla BCE mentre dopo l’emissione la proprietà dei valori nominali appartiene a “chi ha accettato l’addebito”. Per chiarire meglio cita anche l’articolo 128 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea il cui comma 1 recita così: “La Banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro all’interno dell’Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione.”
Dunque la BCE è ufficialmente il proprietario della moneta al momento della sua emissione. Tale istituto, non consegna il denaro emesso agli stati al prezzo di fabbricazione (ipotizziamo 30 centesimi per la stampa di una banconota da 100€, quasi nulla per il denaro virtuale), bensì lo presta al suo valore nominale (ad esempio nel caso della banconota da 100€ costata 30 centesimi, 100€) e in più chiede un piccolo interesse. Questo è il sistema attraverso il quale oggi viene emessa la moneta in Europa. Nulla risulterebbe essere problematico (a parte la storia dell’interesse) se tale istituto, la Banca Centrale Europea, che emette l’Euro a regime di monopolio, fosse pubblico e se quindi gli stati chiedendo denaro si indebitassero con loro stessi (come accade in Giappone). Tuttavia, tale istituto, proprio pubblico, non è.
La Banca Centrale Europea, come si evince dal suo sito ufficiale è di proprietà delle banche centrali di ciascuno dei paesi membri dell’unione che rientrano nell’Eurosistema. Sostanzialmente nei paesi dell’Eurozona la BCE è rappresentata dalle banche centrali nazionali. Ebbene, le banche centrali, non hanno affatto l’obbligo di essere pubbliche.In Italia la banca definita “centrale” è la Banca d'Italia, un istituto i cui partecipanti al capitale sono per circa il 95% società private.  Privati, che hanno come solo scopo quello di massimizzare il proprio profitto (e non il benessere dei cittadini) sono creditori del debito pubblico, un debito che non si potrà mai estinguere. Attraverso questo meccanismo, tali gruppi di potere possono decidere le sorti di intere nazioni: farle fallire oppure salvarle, forzarle ad adottare una forte politica di privatizzazione in modo da far divenire, ciò che prima era di tutti, acquistabile da chi ha più denaro. Tale logica scriteriata è causa dei suicidi in piazza e della morte per fame e freddo di milioni di persone.
Eppure la soluzione ci sarebbe, ed è una soluzione politica: nazionalizzare le banche centrali e le banche commerciali, cominciare a battere moneta sovrana e liberarsi del debito accumulato negli anni da politici disonesti appellandosi al “debito detestabile”. Esempi simili li abbiamo avuti in Argentina e in Islanda. Ma che cos’è il debito detestabile? Citiamo una spiegazione esauriente: 
Debito Detestabile
“Il concetto di “Debito Detestabile” costituisce un precedente giuridico importantissimo, in quanto legalmente già usato proprio dagli stessi Stati Uniti nel 1898, al momento del conflitto ispano-cubano che portò all’ annessione di Cuba, per rifiutarsi di pagarne il precedente debito pubblico da essa contratto col regime coloniale Spagnolo. “Detestare” il debito e rifiutarsi di sottostare al cappio fraudolento del suo pagamento è quindi cosa fattibile e del tutto lecita, una volta dimostrata la completa illegittimità di un Debito di cui i cittadini non sono responsabili: il Diritto Internazionale offre diversi strumenti a tal fine, uno dei quali è appunto la nozione di debito detestabile. Debito Pubblico che è dunque possibile dichiarare “detestabile” se esistono le condizioni atte a soddisfare i tre requisiti giuridici di seguito esposti:
1) Il governo del Paese deve aver conseguito il prestito senza che i cittadini ne fossero consapevoli e senza il loro consenso.
2) I prestiti devono essere stati utilizzati per attività che non hanno portato benefici alla cittadinanza nel suo complesso.
3) I creditori devono essere al corrente di questa situazione, e disinteressarsene.”
E’ compito di tutti informare quante più persone possibile, rappresentanti politici compresi, sulla natura fraudolenta dell’Euro e sulle possibili soluzioni al problema.
Nella scala che porta alla risoluzione di un problema il primo gradino è la consapevolezza della sua esistenza. 

Aerei fantasma


In un recente articolo, "L'invasione degli ultra-insetti", 2011, abbiamo accennato a come si possano spiegare alcuni voli a bassa quota, sui centri abitati, per opera di taluni aerei, non tracciati dai radar e privi sovente di elementi identificativi di sorta. Le norme sulla sicurezza del volo limitano, infatti, solo a casi straordinari il sorvolo di città e paesi ad altitudini che non permettano un'eventuale manovra "in sicurezza", al fine di non precipitare su abitazioni o quant'altro, in caso di avaria.

Vediamo che cosa recita, infatti, la normativa E.N.A.C.

3.1.2 Altezze minime - Ad eccezione dei casi in cui è necessario per il decollo o l'atterraggio, o nei casi di permesso accordato dall’E.N.A.C, gli aeromobili non devono volare al di sopra di aree abitate di città e paesi, su insediamenti o assembramenti di persone all'aperto, a meno di volare ad un’altezza tale da consentire, in caso di emergenza, un atterraggio senza porre in pericolo persone o beni al suolo.

In molti casi, pur osservando aeromobili sorvolare a quote non superiori ai 1.000 metri, si nota come essi rilascino, magari dai piani di coda, sostanze chimiche o biologiche non ben identificate. Anche in questo caso le regole che presiedono allo scarico di oggetti o liquidi sono molto precise. Infatti leggiamo:

3.1.4 Spargimento di sostanze o lancio di oggetti - Il lancio di oggetti o lo spargimento di sostanze può essere effettuato solo in conformità alle disposizioni E.N.A.C. ed in conformità a quanto reso noto con le pertinenti informazioni aeronautiche. Tale attività, quando prescritto, è oggetto di autorizzazione da parte dei competenti enti ATS. La documentazione che determina l’eventuale diniego dell’autorizzazione è conservata per tre mesi e viene mostrata a richiesta.

Eppure è un dato di fatto inconfutabile: decine di aerei sia di giorno sia nottetempo (a traffico aereo ufficiale azzerato) volano a quote comprese tra gli 800 ed i 2.600 metri, prendendo di mira centri abitati e coltivazioni. Che cosa diavolo fanno? Per quale motivo usano spazi aerei non autorizzati e ad altitudini non ammesse? Per quale motivo aerei civili dovrebbero percorrere corridoi complessi e quote ad alta densità d'aria, compromettendo così non solo la sicurezza delle popolazioni ma anche affrontando incrementi di spesa abnormi sul consumo di carburante? Non sono la stessa E.N.A.C. e le compagnie di volo ad aver richiesto di volare più alti per ridurre i costi? Obiettivamente in tutto questo non si trova una logica spiegazione. A meno che non si voglia ammettere che gli aerei che osserviamo non siano tutti adibiti al volo commerciale...

Come si giustificano tracciati radar come questo?

L'E.N.A.V. dichiara che tutto lo spazio aereo è sotto controllo, ma se si pongono domande circostanziate, il personale addetto si trincera dietro vacui "non ci risulta", "per noi è tutto regolare", "non siamo autorizzati a dare spiegazioni al pubblico", "non sono nostri aerei..." etc. Per contro, il sindacato dei controllori di volo si è spesso, in passato, lamentato del cosiddetto "traffico sconosciuto", anche se gli addetti furono precettati dall'allora Ministro dei trasporti ed indotti al silenzio sulla questione. Singolare è l'atteggiamento delle autorità britanniche, laddove lo stesso problema è stato... risolto con una direttiva che impone di ignorare i target non identificabili.

Che cos'è il traffico sconosciuto? E' l'insieme di velivoli senza identificativo da transponder [1] e che non rispondono alle chiamate del controllo a terra. Questo riguarda molto spesso le unità che incrociano a quote medio-basse, ma sappiamo bene che le operazioni di aerosol clandestine alias "scie chimiche" non si limitano alla diffusione di elementi chimico-biologici solo avvistabili da terra. Esiste anche un traffico "civile" e "militare", non visibile da terra, adibito alla dispersione di nanoparticolato ed altri agenti alle regolari quote di crociera (8500/13000 metri).

Le autorità per la sicurezza del volo, al fine di rendere praticabile un traffico così intenso e "non autorizzato", hanno ridotto le distanze verticali a 1.000 piedi, cosicché ora possiamo vedere centinaia difilmati nei quali vengono ripresi incroci al limite della collisione o voli quasi a distanza di formazione militare. E' un fenomeno davvero inimmaginabile solo pochi anni fa. Eppure, secondo i dati ufficiali, il traffico civile è diminuito progressivamente a partire dal 2001. Allora tutti questi aerei da dove vengono? Per quale motivo TUTTI rilasciano dense scie, quando solo una decina di anni addietro nessun aereo rilasciava alcun tipo di scia? Una risposta viene dall'uso di additivi come lo STADIS 450 e dai sempre più frequenti episodi di "sindrome aerotossica", casualmente mai verificatisi prima degli anni 90.

Fatto è che strani aggeggi spuntano dall'interno di alcune gondole motore e, sebbene questi dispositivi siano stati spacciati per sensori di temperatura, un rapido raffronto con le dimensioni e l'aspetto tra questi "ugelli?" ed i sensori di temperatura [ foto ], esclude che si possa trattare veramente di qualcosa di regolare. Tant’è che nei progetti originali non risultano presenti. D'altronde si spiegherebbero benissimo le scie multiple provenienti da questo aereo o le due scie mancanti da quest'altro.

Sappiamo che milioni di euro fuori bilancio vengono sperperati ogni anno nell'ambito di un progetto clandestino ed illegale di geoingegneria, suggerito, nel 1997, dal fisico nucleare Edward Teller con il paravento della mitigazione del cosiddetto "effetto serra", ma attuato da tutti i paesi aderenti all'O.N.U. nell'ambito delle recenti tecnologie radar (si veda il progetto R.F.M.P.). Sono così diffusi in atmosfera composti ed elementi come il titanato di bario, il trimetilalluminio, il manganese, il litio, il quarzo. Si manipola il clima ed il tempo mediante l'uso di microrganismi geneticamente modificati come il batterioPseudomonas syringae ed il batterio Escherichia coli, impiegati come nuclei di condensazione per indurre le precipitazioni, mentre vengono rilasciati polimeri igroscopici per ridurre l'umidità atmosferica in zone specifiche, provocando la siccità.



Teller raccomandava la collaborazione delle compagnie di volo commerciale, perché, spiegava, i militari non hanno la disponibilità sufficiente di velivoli per un piano di irrorazione così vasto e capillare. Così fu. Non è un caso se molte compagnie aeree per voli cosiddetti "Low cost" nacquero nella metà degli anni '90 dello scorso secolo e non è una coincidenza se solo alcune di queste società sono sopravvissute ed appaiono con i bilanci in attivo, nonostante i prezzi ridicoli dei biglietti. Viene spontaneo pensare che codeste compagnie percepiscano enormi finanziamenti occulti, di modo che i loro vettori assolvano compiti di aerosol a quote alte, ma soprattutto alle quote di volo comprese tra gli 800 ed i 2.600 metri, percorrendo corridoi illegali laddove solo gli apparecchi militari disponibili non sarebbero in grado di coprire vaste aree. Da qui testimonianze come questa:

[...] "Incuriosito dalla presenza di diversi ragazzi americani a Pordenone, sono venuti fuori alcuni dettagli interessanti. [...] Quando ci sono esercitazioni e la base di Aviano è piena, come in questi giorni, i militari alloggiano fuori in albergo. Ma la cosa più interessante è che spesso vi alloggiano piloti di linea della *** che atterrano a Tessera, distante 90 km da qui; dormono a Pordenone ed il giorno dopo si recano ad Aviano, dove non si sa che cosa facciano. I piloti *** ripartono in divisa per Aviano e probabilmente da lì volano da qualche parte. Il problema è che da Aviano non partono voli di linea...".

Stando ad altre testimonianze risulta, infatti, che alcuni di codesti aeromobili, in genere MD-80, MD-81, A-319, A-320, decollano senza passeggeri, anche se, ufficialmente, tali velivoli dovrebbero volare solo con un certo numero di persone paganti a bordo. Non è forse del tutto casuale il fatto che una buona parte degli scali militari sia stata messa a disposizione delle compagnie Low cost.

Ricordiamo uno strano episodio di qualche anno fa: un aereo, presumibilmente adibito ad operazioni clandestine di aerosol, ebbe, in fase di atterraggio, un cedimento del carrello sinistro, il velivolo non venne rimosso che molte ore dopo e l'aeroporto restò chiuso al traffico per due giorni, mentre i primi mezzi di soccorso ad accerchiare letteralmente il velivolo furono solo veicoli militari. Il giorno dopo il Sindaco della città dovette vietare il consumo di acqua potabile, poiché le falde, proprio in prossimità della pista, erano contaminate da un non ben identificato composto chimico. L'aeroplano rimase sul posto per quasi 48 ore, presidiato da militari, prima che si potesse tornare alla normalità.

In riferimento ai voli ad alta quota, come è possibile "mimetizzare" i voli "non regolari"?

I metodi sono sostanzialmente due.

a) Vengono usati dei sistemi di disturbo elettronico [2], così da non rendere visibile l'aeromobile sul radar (sia da strumentazione a terra sia in volo). Tale stratagemma è comunemente usato dai caccia e dalle altre unità militari. Alcune sequenze, risalenti al 2007, sembrerebbero avvalorare questa ipotesi. Fatto è che, spesse volte, anche gli aerei a bassa altitudine e quindi ben distinguibili nei dettagli ad occhio nudo, non vengono tracciati dai radar. Sono quindi a tutti gli effetti velivoli fantasma.

b) Gli aerei impegnati in occulte attività di aerosol possono assumere l'identificativo (ID) di voli regolari, anche se poi, eseguite le dovute verifiche, si scopre che questi ID corrispondono a velivoli che dovrebbero, invece, trovarsi in tutt'altro luogo. A tal proposito il giornalista canadese William Thomas scrive: "Un rappresentante dell'Aviazione federale statunitense, un informatore di alto rango, riferendosi all'attuale programma di aerosol clandestino nei cieli del mondo, ha affermato che gli spazi aerei controllati vengono sfruttati ad hoc, assegnando agli "aerei chimici" identificativi appartenenti a velivoli civili".

Concludiamo quindi con una raccomandazione: non viaggiate in aereo, poiché in questo modo contribuite al piano di avvelenamento della biosfera ed oltretutto rischiate di subire danni neurotossici, visto che l’aria in cabina viene aspirata dall’esterno ed in una zona dell’atmosfera altamente contaminata.

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[1] TRANSPONDER - Nelle telecomunicazioni, il termine transponder sta per Transmitter responder, a volte abbreviato in XPDR, XPNDR, TPDR. I transponder si trovano nei sistemi di identificazione amico-nemico, in quelli per il controllo del traffico aereo e nei radar secondari di sorveglianza (beacon radar). Sono usati sia negli aerei dell'aviazione generale che in quelli dell'aviazione commerciale per amplificare i segnali radar, rendendo il velivolo più visibile. La maggior parte dei transponder sono in grado di trasmettere informazioni sull'altitudine e un codice a quattro cifre noto come transponder code o "squawk code", per aiutare i controllori del traffico aereo a mantenere le distanze di sicurezza.

[2] CONTROMISURE ELETTRONICHE - Le contromisure elettroniche (in inglese Electronic Countermeasure o ECM) sono delle tecniche di guerra elettronica, o Electronic Warfare (EW), realizzate con dispositivi elettrici o elettronici, progettati per oscurare o ingannare radar, sonar o altri sensori di ricerca o di puntamento, che utilizzano gli infrarossi o i laser. Le contromisure possono essere usate sia in modo offensivo che difensivo, in quest'ultimo caso, per esempio per non consentire al nemico di acquisire i dati di puntamento da utilizzare con le sue armi. I sistemi ECM possono funzionare in modi diversi, per esempio creando elettronicamente falsi bersagli, oppure facendo apparire e scomparire dalla vista dei sensori nemici in modo casuale l'oggetto che si vuole proteggere. Le contromisure elettroniche sono utilizzate efficacemente per proteggere aeromobili, compresi i missili guidati. La maggior parte della aeronautiche militari del mondo utilizzano le ECM per proteggere i propri mezzi aerei, così come molte navi militari sono dotate di sistemi di guerra elettronica che comprendono le contromisure. Recentemente, alcuni carri armati di nuova generazione impiegano le ECM per ingannare i missili a guida laser o infrarosso. I sistemi di contromisure elettroniche vengono frequentemente installati sui sistemi d'arma che impiegano la tecnologia stealth, contribuendo al raggiungimento dello scopo di non consentire ai nemici l'individuazione. Le ECM offensive prendono spesso la forma del cosiddetto radar jamming, il "disturbo radar", mentre le ECM difensive includono le tecniche di intensificazione dell'eco radar e di jamming dei sistemi di guida dei missili in arrivo.