D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


martedì 20 maggio 2014

WestingHouse ed il businnes nucleare Ucraino


L'ultimo episodio di imperialismo&follia riguarda l'Ucraina, le  sue centrali nucleari e il carburante utilizzato per alimentarle.
Circa 2 anni fa, la WestingHouse Electric Company, società Americana, ebbe in affidamento una centrale nucleare nel sud est Ucraino, ma a causa dei livelli troppo bassi di affidabilità e sicurezza, l'intera società fu bandita dal paese e l'appalto venne rimosso.

Adesso, dopo l'arrivo della democrazia nazi-atlantica, naturalmente tutto cambia, i livelli di sicurezza precipitano e la WestingHouse viene richiamata in pompa magna con l'affidamento, udite udite, di tutti gli impianti nucleari del paese. Siccome però il livello di sicurezza era ancora un po' troppo elevato, alla società USA è stata concessa una clausola in cui si fa riferimento ad una totale estraneità della multinazionale in caso di disastro ambientale o peggio. Questo grimaldello consente ai tecnici americani di sperimentare a più non posso, per riuscire ad adattare tutte le centrali con il loro carburante. 
Delle conseguenze potenzialmente catastrofiche, durante quest'operazione, ne parlano eminenti scienziati nucleari russi, ma si sa, i media ignorano tutto accuratamente.

Detto questo, se non salta in aria mezza Ucraina durante questo suicidio tecnologico, energetico, probabilmente la Westing avrà pure la possibilità di costruire alcuni impianti per la produzione in loco del carburante necessario.

L'ultimo episodio di imperialismo&follia riguarda l'Ucraina, le sue centrali nucleari e il carburante utilizzato per alimentarle.
Circa 2 anni fa, la WestingHouse Electric Company, società Americana, ebbe in affidamento una centrale nucleare nel sud est Ucraino, ma a causa dei livelli troppo bassi di affidabilità e sicurezza, l'intera società fu bandita dal paese e l'appalto venne rimosso.

Adesso, dopo l'arrivo della democrazia nazi-atlantica, naturalmente tutto cambia, i livelli di sicurezza precipitano e la WestingHouse viene richiamata in pompa magna con l'affidamento, udite udite, di tutti gli impianti nucleari del paese. Siccome però il livello di sicurezza era ancora un po' troppo elevato, alla società USA è stata concessa una clausola in cui si fa riferimento ad una totale estraneità della multinazionale in caso di disastro ambientale o peggio. Questo grimaldello consente ai tecnici americani di sperimentare a più non posso, per riuscire ad adattare tutte le centrali con il loro carburante. 
Delle conseguenze potenzialmente catastrofiche, durante quest'operazione, ne parlano eminenti scienziati nucleari russi, ma si sa, i media ignorano tutto accuratamente.

Detto questo, se non salta in aria mezza Ucraina durante questo suicidio tecnologico, energetico, probabilmente la Westing avrà pure la possibilità di costruire alcuni impianti per la produzione in loco del carburante necessario.


 Federico Pier