D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


giovedì 10 luglio 2014

Ecco dove sono le 90 bombe atomiche che l’Italia nasconde per gli USA – Lista Regioni


Ecco dove sono le 90 bombe atomiche che l’Italia nasconde per gli USA – Lista Regioni


3 Comments 🕔08.lug 2014
Ecco dove sono le 90 bombe atomiche che l’Italia nasconde per conto degli americani
di Bruno Marolo
In Italia ci sono 90 bombe nucleari americane. La loro presenza ha un’importanza militare limitata per gli Stati Uniti, ma risponde anche ad esigenze politiche del governo italiano, che vuole avere voce in capitolo nella Nato. Lo ha rivelato all’Unità Hans Kristensen, uno specialista del Natural Resources Defense Council (NRDC), autore di un rapporto sulle armi atomiche in Europa che sarà pubblicato tra qualche giorno.
Secondo il rapporto nelle basi americane in Europa ci sono ben 481 bombe nucleari, dislocate in Germania, Gran Bretagna, Italia, Belgio, Olanda e Turchia. In Italia ve ne sono 50 nella base di Aviano e altre 40 in quella di Ghedi Torre, in provincia di Brescia. Sono tutte del tipo indicato dal Pentagono come B 61, che non si presta ad essere montato su missili ma può essere sganciato da cacciabombardieri.
«Le ragioni di un arsenale nucleare così grande in Italia – ha spiegato Kristensen – sono nebulose e la stessa Nato non ha una strategia chiara. Le atomiche continuano a svolgere il tradizionale ruolo dissuasivo nei confronti della Russia, e in parte servono per eventuali obiettivi in Medio Oriente, come l’Iran. Un’altra ragione è di tipo politico istituzionale. Per l’Italia è importante continuare a fare parte degli organi di pianificazione nucleare della Nato, per non essere isolata in Europa. Altri paesi come la Germania hanno lo stesso atteggiamento».
Le anticipazioni sul rapporto di 102 pagine del NRDC coincidono con la riunione della Nato a Nizza, dove il ministro della Difesa americano sta cercando di ottenere dai colleghi europei maggiori aiuti in Iraq. Per alcuni paesi la pubblicazione delle cifre è imbarazzante.
Secondo il New York Times il comandante della Nato, generale James Jones, ha confidato ai collaboratori di essere favorevole all’eliminazione completa delle bombe nucleari in Europa, ma di aver trovato resistenza da parte di alcuni governi europei. Gli Stati Uniti sono in grado di colpire con missili lanciati dal loro territorio tutti gli obiettivi nel raggio di azione dei bombardieri in Europa. I paesi europei, e in particolare l’Italia, tuttavia insistono per avere un ombrello nucleare.
Il regolamento del Pentagono vieta espressamente di divulgare notizie sugli arsenali nucleari all’estero. Tuttavia un alto ufficiale ha ufficiosamente sostenuto che alla fine della guerra fredda molte bombe sono state ritirate dall’Europa e oggi ne rimangono circa 200. Krinsensten ha ribadito le indicazioni del rapporto.
«Al Pentagono – ha dichiarato – non tutti conoscono il quadro completo della situazione. Il numero sarebbe inferiore alle nostre indicazioni soltanto se il presidente Bush avesse ordinato il ritiro di gran parte delle armi nucleari dopo l’attacco dell’11 settembre, ma non ci risulta che questo sia avvenuto».
Tra Italia e Stati Uniti esiste un accordo segreto per la difesa nucleare, rinnovato dopo il 2001. William Arkin, un esperto dell’associazione degli scienziati nucleari, ne ha rivelato recentemente il nome in codice: Stone Ax (Ascia di Pietra). Nel settembre 1991, dopo il crollo del muro di Berlino, il presidente George Bush padre aveva annunciato il ritiro di tutte le testate nucleari montate su missili o su mezzi navali. In Europa erano rimaste 1400 bombe atomiche in dotazione all’aviazione. In dieci anni il numero si è ridotto di circa due terzi.
Le bombe nucleari in Italia sono di tre modelli: B 61 -3, B 61 – 4 e B61 – 10. Il primo ha una potenza massima di 107 kiloton, dieci volte superiore all’atomica di Hiroshima, è può essere regolato fino a un minimo di 0,3 kiloton. Il secondo modello ha una potenza massima di 45 kiloton e il terzo di 80 kiloton. Il governo di George Bush ha ribadito molte volte di non escludere l’opzione nucleare per rispondere ad attacchi con armi biologiche o chimiche. È stata abbandonata la strategia della distruzione reciproca assicurata, che prevedeva armi nucleari sempre più potenti con uno scopo esclusivamente dissuasivo. Ora gli Stati Uniti vogliono produrre bombe atomiche tattiche di potenza limitata, e non escludono di servirsene contro i paesi che considerati terroristi. Almeno due di questi paesi, Siria e Iran, si trovano nel raggio dei bombardieri in Italia.
[ndr - La soluzione concordata prevede l’istallazione in Italia di due postazioni dotate di bombe atomiche, con un meccanismo detto “della doppia chiave”. In pratica le bombe USA in Italia e Germania hanno l’innesco che deve essere attivato con due chiavi: una  l’ha il capo della guarnigione italiana della base (Aviano e Ghedi), l’altra il capo della guarnigione americana.
Le bombe sono caricate su Tornado italiani o tedeschi, i cui piloti sono addestrati negli Stati Uniti, ed anche l’accesso ai bunker in cui questi sono posteggiati è regolato con la doppia chiave. Il Capitolo 5 (Chapter 5) del regolamento Nato prevede che, in caso di attacco ad uno Stato membro, tutte le basi debbano immediatamente rispondere. È possibile che, in caso di attacco nucleare, ci sia un obbligo automatico americano a “sbloccare” le bombe agganciate sotto i nostri aerei. L’accordo resta segreto, i dettagli non sono conosciuti]
LE SIGLE
Usaf: aviazione
Navy: marina
Army: esercito
Nsa: National security agency [Agenzia di sicurezza nazionale]
Setaf: Southern european task force [Task force sudeuropea]
ELENCO PER REGIONI:
Trentino Alto Adige
1. Cima Gallina [Bz]. Stazione telecomunicazioni e radar dell’Usaf.
2. Monte Paganella [Tn]. Stazione telecomunicazioni Usaf.
Friuli Venezia Giulia
3. Aviano [Pn]. La più grande base avanzata, deposito nucleare e centro di telecomunicazioni dell’Usaf in Italia [almeno tremila militari e civili americani]. Nella base sono dislocate le forze operative pronte al combattimento dell’Usaf [un gruppo di cacciabombardieri ] utilizzate in passato nei bombardamenti in Bosnia. Inoltre la Sedicesima Forza Aerea ed il Trentunesimo Gruppo da caccia dell’aviazione Usa, nonché uno squadrone di F-18 dei Marines. Si presume che la base ospiti, in bunker sotterranei la cui costruzione è stata autorizzata dal Congresso, bombe nucleari. Nella base aerea di Aviano (Pordenone) sono permanentemente schierate, dal 1994, la 31st Fighter Wing, dotata di due squadriglie di F-16 [nella guerra contro la Jugoslavia nel 1999, effettuo' in 78 giorni 9.000 missioni di combattimento: un vero e proprio record] e la 16th Air Force. Quest’ultima è dotata di caccia F-16 e F-15, e ha il compito, sotto lo U. S. European Command, di pianificare e condurre operazioni di combattimento aereo non solo nell’Europa meridionale, ma anche in Medio Oriente e Nordafrica. Essa opera, con un personale di 11.500 militari e civili, da due basi principali: Aviano, dove si trova il suo quartier generale, e la base turca di Incirlik. Sara’ appunto quest’ultima la principale base per l’offensiva aerea contro l’Iraq del nord, ma l’impiego degli aerei della 16th Air Force sara’ pianificato e diretto dal quartier generale di Aviano.
4. Roveredo [Pn]. Deposito armi Usa.
5. Rivolto [Ud]. Base USAF.
6. Maniago [Ud]. Poligono di tiro dell’Usaf.
7. San Bernardo [Ud]. Deposito munizioni dell’Us Army.
8. Trieste. Base navale Usa.
Veneto
9. Camp Ederle [Vi]. Quartier generale della Nato e comando della Setaf della Us Army, che controlla le forze americane in Italia, Turchia e Grecia. In questa base vi sono le forze da combattimento terrestri normalmente in Italia: un battaglione aviotrasportato, un battaglione di artiglieri con capacità nucleare, tre compagnie del genio. Importante stazione di telecomunicazioni. I militari e i civili americani che operano a Camp Ederle dovrebbero essere circa duemila.
10. Vicenza: Comando Setaf. Quinta Forza aerea tattica [Usaf]. Probabile deposito di testate nucleari.
11. Tormeno [San Giovanni a Monte, Vi]. Depositi di armi e munizioni.
12. Longare [Vi]. Importante deposito d’armamenti.
13. Oderzo [Tv]. Deposito di armi e munizioni
14. Codognè [Tv]. Deposito di armi e munizioni
15. Istrana [Tv]. Base Usaf.
16. Ciano [Tv]. Centro telecomunicazioni e radar Usa.
17. Verona. Air Operations Center [Usaf ]. e base Nato delle Forze di Terra del Sud Europa; Centro di telecomunicazioni [Usaf].
18. Affi [Vr]. Centro telecomunicazioni Usa.
19. Lunghezzano [Vr]. Centro radar Usa.
20. Erbezzo [Vr]. Antenna radar Nsa.
21. Conselve [Pd ]. Base radar Usa.
22. Monte Venda [Pd]. Antenna telecomunicazioni e radar Usa.
23. Venezia. Base navale Usa.
24. Sant’Anna di Alfaedo [Pd]. Base radar Usa.
25. Lame di Concordia [Ve]. Base di telecomunicazioni e radar Usa.
26. San Gottardo, Boscomantivo [Ve]. Centro telecomunicazioni Usa.
27. Ceggia [Ve]. Centro radar Usa.
Lombardia
28. Ghedi [Bs]. Base dell’Usaf, stazione di comunicazione e deposito di bombe nucleari.
29. Montichiari [Bs]. Base aerea [Usaf ].
30. Remondò [Pv]. Base Us Army.
108. Sorico [Co]. Antenna Nsa.
Piemonte
31. Cameri [No]. Base aerea Usa con copertura Nato.
32. Candelo-Masazza [Vc]. Addestramento Usaf e Us Army, copertura Nato.
Liguria
33. La Spezia. Centro antisommergibili di Saclant [vedi 35 ].
34. Finale Ligure [Sv]. Stazione di telecomunicazioni della Us Army.
35. San Bartolomeo [Sp]: Centro ricerche per la guerra sottomarina. Composta da tre strutture. Innanzitutto il Saclant, una filiale della Nato che non è indicata in nessuna mappa dell’Alleanza atlantica. Il Saclant svolgerebbe non meglio precisate ricerche marine: in un dossier preparato dalla federazione di Rifondazione Comunista si parla di “occupazione di aree dello specchio d’acqua per esigenze militari dello stato italiano e non [ricovero della VI flotta Usa]“. Poi c’è Maricocesco, un ente che fornisce pezzi di ricambio alle navi. E infine Mariperman, la Commissione permanente per gli esperimenti sui materiali da guerra, composta da cinquecento persone e undici istituti [dall'artiglieria, munizioni e missili, alle armi subacquee].
Emilia Romagna
36. Monte San Damiano [Pc]. Base dell’Usaf con copertura Nato.
37. Monte Cimone [Mo]. Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato.
38. Parma. Deposito dell’Usaf con copertura Nato.
39. Bologna. Stazione di telecomunicazioni del Dipartimento di Stato.
40. Rimini. Gruppo logistico Usa per l’attivazione di bombe nucleari.
41. Rimini-Miramare. Centro telecomunicazioni Usa.
Marche
42. Potenza Picena [Mc]. Centro radar Usa con copertura Nato.
Toscana
43. Camp Darby [Pi]. Il Setaf ha il più grande deposito logistico del Mediterraneo [tra Pisa e Livorno], con circa 1.400 uomini, dove si trova il 31st Munitions Squadron. Qui, in 125 bunker sotterranei, e’ stoccata una riserva strategica per l’esercito e l’aeronautica statunitensi, stimata in oltre un milione e mezzo di munizioni. Strettamente collegato tramite una rete di canali al vicino porto di Livorno, attraverso il Canale dei Navicelli, è base di rifornimento delle unità navali di stanza nel Mediterraneo. Ottavo Gruppo di supporto Usa e Base dell’US Army per l’appoggio alle forze statunitensi al Sud del Po, nel Mediterraneo, nel Golfo, nell’Africa del Nord e la Turchia.
44. Coltano [Pi]. Importante base Usa-Nsa per le telecomunicazioni: da qui sono gestite tutte le informazioni raccolte dai centri di telecomunicazione siti nel Mediterraneo. Deposito munizioni Us Army; Base Nsa.
45. Pisa [aeroporto militare]. Base saltuaria dell’Usaf.
46. Talamone [Gr]. Base saltuaria dell’Us Navy.
47. Poggio Ballone [Gr]. Tra Follonica, Castiglione della Pescaia e Tirli: Centro radar Usa con copertura Nato.
48. Livorno. Base navale Usa.
49. Monte Giogo [Ms]. Centro di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.
Sardegna
50. La Maddalena – Santo Stefano [Ss]. Base atomica Usa, base di sommergibili, squadra navale di supporto alla portaerei americana “Simon Lake”.
51. Monte Limbara [tra Oschiri e Tempio, Ss]. Base missilistica Usa.
52. Sinis di Cabras [Or]. Centro elaborazioni dati [Nsa].
53. Isola di Tavolara [Ss]. Stazione radiotelegrafica di supporto ai sommergibili della Us Navy.
54. Torre Grande di Oristano. Base radar Nsa.
55. Monte Arci [Or]. Stazione di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.
56. Capo Frasca [Or]. Eliporto ed impianto radar Usa.
57. Santulussurgiu [Or]. Stazione telecomunicazioni Usaf con copertura Nato.
58. Perdasdefogu [Nu]. Base missilistica sperimentale.
59. Capo Teulada [Ca]. Da Capo Teulada a Capo Frasca [Or ], all’incirca 100 chilometri di costa, 7.200 ettari di terreno e più di 70 mila ettari di zone “off limits”: poligono di tiro per esercitazioni aeree ed aeronavali della Sesta flotta americana e della Nato.
60. Cagliari. Base navale Usa.
61. Decimomannu [Ca]. Aeroporto Usa con copertura Nato.
62. Aeroporto di Elmas [Ca]. Base aerea Usaf.
63. Salto di Quirra [Ca]. poligoni missilistici.
64. Capo San Lorenzo [Ca]. Zona di addestramento per la Sesta flotta Usa.
65. Monte Urpino [Ca]. Depositi munizioni Usa e Nato.
Lazio
66. Roma. Comando per il Mediterraneo centrale della Nato e il coordinamento logistico interforze Usa. Stazione Nato
67. Roma Ciampino [aeroporto militare]. Base saltuaria Usaf.
68. Rocca di Papa [Rm]. Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato, in probabile collegamento con le installazioni sotterranee di Monte Cavo
69. Monte Romano [Vt]. Poligono saltuario di tiro dell’Us Army.
70. Gaeta [Lt]. Base permanente della Sesta flotta e della Squadra navale di scorta alla portaerei “La Salle”.
71. Casale delle Palme [Lt]. Scuola telecomunicazioni Nato sotto controllo Usa.
Campania
72. Napoli. Comando del Security Force dei Marines. Base di sommergibili Usa. Comando delle Forze Aeree Usa per il Mediterraneo. Porto normalmente impiegato dalle unità civili e militari Usa. Si calcola che da Napoli e Livorno transitino annualmente circa cinquemila contenitori di materiale militare.
73. Aeroporto Napoli Capodichino. Base aerea Usaf.
74. Monte Camaldoli [Na]. Stazione di telecomunicazioni Usa.
75. Ischia [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.
76. Nisida [Na]. Base Us Army.
77. Bagnoli [Na]. Sede del più grande centro di coordinamento dell’Us Navy di tutte le attività di telecomunicazioni, comando e controllo del Mediterraneo.
78. Agnano [nelle vicinanze del famoso ippodromo]. Base dell’Us Army.
80. Licola [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa.
81. Lago Patria [Ce]. Stazione telecomunicazioni Usa.
82. Giugliano [vicinanze del lago Patria, Na]. Comando Statcom.
83. Grazzanise [Ce]. Base saltuaria Usaf.
84. Mondragone [Ce]: Centro di Comando Usa e Nato sotterraneo antiatomico, dove verrebbero spostati i comandi Usa e Nato in caso di guerra
85. Montevergine [Av]: Stazione di comunicazioni Usa.
Basilicata
79. Cirigliano [Mt]. Comando delle Forze Navali Usa in Europa.
86. Pietraficcata [Mt]. Centro telecomunicazioni Usa e Nato.
Puglia
87. Gioia del Colle [Ba]. Base aerea Usa di supporto tecnico.
88. Brindisi. Base navale Usa.
89. Punta della Contessa [Br]. Poligono di tiro Usa e Nato.
90. San Vito dei Normanni [Br]. Vi sarebbero di stanza un migliaio di militari americani del 499° Expeditionary Squadron;.Base dei Servizi Segreti. Electronics Security Group [Nsa ].
91. Monte Iacotenente [Fg]. Base del complesso radar Nadge.
92. Otranto. Stazione radar Usa.
93. Taranto. Base navale Usa. Deposito Usa e Nato.
94. Martinafranca [Ta]. Base radar Usa.
Calabria
95. Crotone. Stazione di telecomunicazioni e radar Usa e Nato.
96. Monte Mancuso [Cz]. Stazione di telecomunicazioni Usa.
97. Sellia Marina [Cz]. Centro telecomunicazioni Usa con copertura Nato.
Sicilia
98. Sigonella [Ct]. Principale base terrestre dell’Us Navy nel Mediterraneo centrale, supporto logistico della Sesta flotta [circa 3.400 tra militari e civili americani ]. Oltre ad unità della Us Navy, ospita diversi squadroni tattici dell’Usaf: elicotteri del tipo HC-4, caccia Tomcat F14 e A6 Intruder, gruppi di F-16 e F-111 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43, da più di 100 kilotoni l’una.
99. Motta S. Anastasia [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.
100. Caltagirone [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.
101. Vizzini [Ct]. Diversi depositi Usa. Nota: un sottufficiale dell’aereonautica militare ci ha scritto, precisando che non vi sono installazioni USA in questa base militare italiana.
102. Palermo Punta Raisi [aeroporto]. Base saltuaria dell’Usaf.
103. Isola delle Femmine [Pa]. Deposito munizioni Usa e Nato.
104. Comiso [Rg]. La base risulterebbe smantellata.
105. Marina di Marza [Rg]. Stazione di telecomunicazioni Usa.
106. Augusta [Sr]. Base della Sesta flotta e deposito munizioni.
107. Monte Lauro [Sr]. Stazione di telecomunicazioni Usa.
109. Centuripe [En]. Stazione di telecomunicazioni Usa.
110. Niscemi [Cl]. Base del NavComTelSta [comunicazione Us Navy ].
111. Trapani. Base Usaf con copertura Nato.
112. Isola di Pantelleria [Tp]: Centro telecomunicazioni Us Navy, base aerea e radar Nato.
113. Isola di Lampedusa [Ag]: Base della Guardia costiera Usa. Centro d’ascolto e di comunicazioni Nsa.
Tratto da: Fonte

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mercoledì 9 luglio 2014

LA RAPINA DI IDROCARBURI TARGATA ENI & TOTAL CHE UCCIDE LA BASILICATA

foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)



di Gianni Lannes
L’antica Lucania vanta un territorio grande 9.992 chilometri quadrati. Secondo i dati ufficiali del ministero dello Sviluppo economico, ben 3.496, 98 chilometri quadrati sono sfruttati per estrarre gas e petrolio: corrispondenti a 20 concessioni di coltivazione, 11 permessi di ricerca, 1 concessione di stoccaggio.
Non è tutto: su pressioni di Romano Prodi (un affiliato all’organizzazione terroristica segreta Bilderberg) il governo Renzi si accinge ad autorizzare altri 18 permessi di ricerca su una superficie di altri 4.102, 7 chilometri quadrati.

 
 foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


Infatti, nell’apposita pagina internet ministeriale si legge: «Il giorno 29 aprile 2011 è stato sottoscritto il Memorandum di intesa Stato - Regione Basilicata per l’accelerazione dello Sviluppo regionale, la crescita occupazionale, l’incremento di infrastrutture e la realizzazione di interventi di ricerca e innovazione in relazione alla ricerca e coltivazioni di fonti fossili in Basilicata. Il documento pone le basi a una collaborazione strategica tra Governo e Regione tesa a rafforzare la competitività del sistema produttivo e formativo della Basilicata, come riconoscimento dell’incisivo contributo della regione all’approvvigionamento energetico nazionale. Il giacimento petrolifero della Val d’Agri copre oggi il 6 per cento del fabbisogno nazionale, che si presume di incrementare al 10 per cento nel 2015 quando entrerà in produzione il giacimento Tempa Rossa».

 foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

A conti fatti nell’imminente 2015 saranno addirittura 7.664,94 i chilometri quadrati di territorio regionale interessati dalla petrolizzazione. Si tratta di una procedura tecnica che inietta liquidi radioattivi nel sottosuolo per agevolare la perforazione. Discorso a parte, l'iniezione degli scarti di produzione nel terreno a grande profondità che intacca le falde acquifere.
La Lucania dal 2004 è stata trivellata e bucata in lungo e in largo, anche nel parco nazionale di carta della Val D’Agri: unico caso al mondo di area “naturalistica” sfruttata e degradata per finalità petrolifere, senza che la regione abbia concretamente obiettato alcunché.
Il destino mortale di questa terra del Sud sembra segnato per sempre dallo sfruttamento senza scrupoli e a tutto spiano, a tal punto che in alcuni ruscelli di montagna scorre l'amaro greggio da anni. E purtroppo alcuni invasi acquiferi che riforniscono d'acqua "potabile” anche la Puglia sono inquinati da tempo, come è stato già accertato a livello ufficiale. Il caso più emblematico è quello del Pertusillo.

In questa colonia mentre vanno in onda chiacchiere morte dilagano le patologie tumorali. I lucani sono i primi nel Meridione d'Italia per tumori e problemi respiratori secondo "l'Annuario 2009 - Sanità e Salute" dell'Istat. In nessuna altra regione si registra un tasso così elevato di malattie croniche. Mentre l'indice di bronchiti croniche e asma per l'Italia e' del 6.2%, per la Basilicata e' il 9%. Su 100 mila abitanti sono morti 60 per tumore, di piu' che nelle industrializzate Veneto e Lombardia. Di piu' che in Puglia, Calabria, Sicilia e Campania. Fra il 2002 e il 2006 sono aumentati tutti i tipi di cancro. Misteriosamente, in soli quattro anni si sono registrati: aumento del cancro alla prostata: + 34%; aumento del cancro alla vescica: + 14.5%; aumento del cancro al colon: +14.3% aumento del cancro al polmone (maschi): + 12.6%; aumento del cancro al polmone (femmine): + 1.4%; aumento del cancro alla mammella: + 28.5% aumento del cancro all'utero: + 8.6%.
In compenso è aumentata la povertà materiale: non a caso l’Istat indica questa regione tra le più indigenti dello Stivale. I lucani non ha guadagnato niente, se non malattie e morte: la ricchezza del sottosuolo non si è tradotta in benessere diffuso; anzi tutti i suoi indicatori di qualità di vita sono crollati.
Per ingordigia di profitto lo Stato tricolore ha autorizzato il saccheggio non solo del territorio lucano, ma anche dell’acqua incontaminata e dell’aria salubre.
riferimenti:

E' troppo vivace!! E' troppo allegro!! E' ammalato! Curiamolo!!




ADHD....

“Etichettare un bambino come malato mentale 
è stigmatizzazione, non è diagnosi. 
Prescrivergli uno psicofarmaco 
è avvelenamento, non è trattamento."
Thomas Szasz, 
Professore Emerito di Psichiatria 
Università di Syracuse (NY) e Co-fondatore del CCHR











 "C'è questo fenomeno di ipereccitabilità nei bambini ... prima li avveleniamo, poi gli diamo i tranquillanti."
Prof. Franco Berrino


https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded...



 L'incipit del dott. Berrino: "Il tema di questa sera è "Scacciare i mercanti dal Tempio!"
Il Tempio è il corpo del bambino!!

I bambini sono un "mercato" formidabile" un mercato enorme...
E i mercanti ne approfittano!!

dott. Franco Berrino - Video "Il cibo del bambino"

Partendo dal cibo (e dall'ambiente) si arriva ai farmaci e ai vaccini!!
La fidelizzazione incrociata dei "clienti" presenti e, soprattutto, futuri da BigFood a BigPharma!!! 

http://www.youtube.com/watch?v=_llBskrJDQY



 Additivi 'Alimentari'...

Le eccitotossine...

"... Durante l'esperimento ha anche provato improvvisi e repentini cambi di umore oltre a disfunzioni sessuali certificate dalla sua compagna. 
Infine, ha manifestato forte stanchezza che gli rendeva difficile persino salire le scale all'interno della sua abitazione... "
Morgan Spurlock
Super Size Me film-documentario del 2004 

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=3322403192983&set=a.2937246084296.139656.1655440170&type=3&theater




"Da molto tempo sostengo che lo psichiatra infantile sia uno dei nemici più pericolosi non solo dei bambini, ma anche degli adulti a cui stiano a cuore le due cose più preziose e vulnerabili della vita: i bambini e la libertà."
Thomas Szasz, professo
re emerito di psichiatria

"Se ci si riflette, il mandato della psichiatria non è lo stesso delle altre branche della medicina; la psichiatria si distingue infatti per la sua rivendicazione di un mandato che la autorizzi a privare della libertà persone che non hanno commesso crimini."
Tristano Ajmone

https://www.facebook.com/notes/domenico-dambrosio/stato-farmacocratico-e-teologia-medica-dalla-medicina-al-controllo-sociale-psich/386786111336113


fonte:
Domenico D'Ambrosio

Disastri Colposi! di: Magda Piacentini


La mia generazione e quelle precedenti, sulla pioggia, hanno sempre cantato e recitato poesie! …a partire dagli ultimi dieci anni l’acqua, il bene più prezioso, trasformato in proiettile, foriero di distruzione.

disastri colposi - icon15 Giugno 2014: EMERGENZA MALTEMPO AL CENTRO-NORD: NUBIFRAGIO A PARMA, TRENI IN TILT.
NUBIFRAGI, bombe d’acqua, centinaia di interventi dei vigili del fuoco, decine di alberi caduti, allagamenti anche nella stazione ferroviaria di Bologna.
 (1)
16 Giugno 2014: MALTEMPO IN TUTTA ITALIA. PORTICI: CROLLA CORNICIONE, FERITO PASSANTE
Fortissimo il nubifragio che questa mattina ha colpito la Gallura. Grave la situazione nelle campagne, Coldiretti parla di calamità. Roma: la Procura apre un’inchiesta sui danni del maltempo.
 (2)
7 Luglio 2014: Nubifragio su Reggio Emilia, chicchi di grandine come noci.
Il nubifragio dopo le 16:00. Completamente sott’acqua il sottopasso di via Makallè: un’auto bloccata. Allagamenti in tutte le zone della città.
 (3)
Bomba d’acqua sul sud della provincia di Varese
Un violento nubifragio si è abbattuto nel sud della provincia. Moltissimi gli interventi dei vigili del fuoco: a Tradate un uomo rimasto bloccato in un sottopasso è stato tratto in salvo.
 (4)
Ce li annunciano e puntualmente si verificano, tanto che ci sentiamo quasi in dovere di ringraziare quelle brave persone, così attente e preoccupate dell’incolumità nostra e del nostro ambiente, che dopo aver consultato le carte celesti, emettono bollettini meteorologici che allertano tutti alla massima prudenza! Che gentili che sono! Non vedono quelle finte nuvole che tutti gli altri, se vogliono, vedono da terra ad occhio nudo, però sanno tutto dell’intensità dei fenomeni che stanno arrivando e ti raccomandano di non fare la tua solita vita normale, quella che abbiamo sempre fatto, o che, per lo meno io e i miei coetanei possiamo dire di avere tranquillamente vissuto, non avendo mai avuto paura, per sessanta anni, della pioggia, della grandine, del vento, del temporale tutti fenomeni naturali che, spezzando quella tranquilla vita climatica che il nostro ambiente ci permetteva di vivere, aggiungevano solo bellezza, varietà, fascino e piacere.
La mia generazione e quelle precedenti, sulla pioggia, hanno sempre cantato e recitato poesie! La pioggia ci ha sempre aiutato a sottolineare sentimenti e stati d’animo; era vita!
Gabrile D’Annuzzio scrisse ne la “LA PIOGGIA NEL PINETO”:
“Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove su i pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini…”
Nella canzone classica del 1918 composta, versi e musica, da Armando Gill: “Come pioveva! Come pioveva!”
Domenico Modugno ci cantava: “Ciao, ciao bambina un bacio ancora… e poi per sempre ti perderò… ma piove, piove sul nostro amor…”. Gianni Morandi: “Scende la pioggia ma che fa, crolla il mondo intorno a me per amore sto morendo. Amo la vita più che mai, appartiene solo a me, voglio viverla per questo.”. E ancora Jovanotti: “Senti come piove! Madonna come piove! Senti come viene giù!”
Poi… ma soltanto a partire dagli ultimi dieci anni e in modo particolare, con una intensificazione notevole, negli ultimi due o tre, sono arrivate le “bombe d’acqua”, la grandine ha raggiunto dimensioni mai viste ed è probabile che all’improvviso ricopra interi tratti di strada di alcuni centimetri di spessore. Si sono abbattuti uragani: sull’ILVA di Taranto, su Castelfranco Emilia, su alcune fabbriche, scoperchiando capannoni a Nonantola nel Modenese, a Parma, giusto ieri 7 Luglio e, non si contano più le alluvioni, non si contano i miliardi di danni da Nord a Sud.
L’Italia per la sua collocazione geografica e per essere circondata dal mare chiuso come il Mediterraneo, ha sempre goduto di un clima particolarmente temperato e mite, con totale assenza di fenomeni estremi.
Guarda caso, all’improvviso i fenomeni estremi appaiono e si moltiplicano! Non sono prove queste? Se tutto questo arriva concentrato in un tempo breve, rispetto al fatto che nei decenni precedenti tutto questo non si è mai visto, non è una prova sufficiente per poter sostenere che non sono manifestazioni naturali? E se non sono manifestazioni naturali, vorrà dire che dietro c’è la mano dell’uomo o vogliamo sostenere che c’è l’ira di Dio? Osserviamo dunque questi ultimi dieci anni: è forse successo qualcosa di anomalo rispetto ai decenni precedenti, che possa essere messo in relazione a questi sconvolgimenti? No, dicono i politici, no dicono i meteorologi, no dicono i giornali e le televisioni: non è successo assolutamente nulla, è tutto normale!
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E allora come mai venerdì 13 Giugno 2014 il cielo è stato caricato oltre misura, da Nord a Sud, con scie incrociate di tutti i tipi, che hanno lasciato un grosso e pesante strato sui cieli della penisola, quello strato composto da metalli pesanti ed altre schifezze varie, come ampiamente dimostrato dalle analisi, che si è poi riversato sulle nostre città, sotto forma di bomba, distruggendo e allagando? E come mai si è protratta dalla metà di Giugno fino al 7 Luglio una intensa attività di irrorazione, mai fermata con aerei che formavano in continuazione strisce lunghe e corte su tutto il nord Italia? Forse che conoscendo dagli studi di meteorologia l’arrivo dei fronti nuvolosi, vengono abbondantemente rinforzati in modo di provocare disastri a più non posso? Ci hanno forse dichiarato guerra senza dirci chi e perché?
E come mai, dopo l’entrata in vigore del “Trattato sui cieli aperti” 2 Gennaio 2002 (Gazzetta Ufficiale) e la firma Bush-Berlusconi (22 Gennaio 2002) del successivo “Accordo Bilaterale sulla Ricerca Congiunta dei Cambiamenti Climatici” abbiamo incominciato a vedere i cieli Italiani pieni di strisce, che si allargano in finte nuvole capaci di ricoprire interamente di grigio la volta celeste e che ci dicono di non vedere e di far finta che non ci siano, altrimenti anche Renzi si arrabbia e ci fa un T.S.O.? Non sono prove queste?
E come mai un Generale, Fabio Mini, ci spiega che la guerra all’ambiente è incominciata e la Dottoressa Rosalie Bertell, scienziata di fama internazionale, sostiene esattamente la stessa cosa che l’ambiente è l’ultima arma e ciò nonostante non c’è nessuno che si interessi minimamente a quello che stanno facendo dentro le forze armate e la NATO?
I militari dovrebbero rispondere ai politici, ma oggi rispondono agli industriali e alle multinazionali (dice il Generale Mini); Il Presidente della Repubblica nella sua qualità di Capo delle Forze Armate dovrebbe sapere quello che fanno i militari, ma interpellato da una brava signora, preoccupata per quel che vedeva accadere nella sua valle, anni fa rispose che “non era sua competenza”. La Magistratura non può intervenire su questi disastri colposi: i militari si giudicano da soli! Rimane il popolo, rimaniamo solo noi che, come minimo, dovremmo essere capaci di sottrarre il consenso a chi permette che il nostro ambiente venga bombardato! L’acqua il bene più prezioso, trasformato in proiettile, foriero di distruzione, miseria e morte! Che progresso! Che intelligenza! Quante altre bombe può sopportare un territorio piccolo come l’Italia, prima di sparire completamente dalla faccia della Terra o di rimanere così sfigurata da non essere più riconoscibile? Quante bombe ci vorranno ancora per stravolgere Firenze, Roma, Venezia, Napoli e cancellare anche solo il ricordo della bellezza e dell’arte? Quanto ci manca a tracciare un solco di separazione che ci allontani del tutto dai tempi in cui, per quanto stolti fossero gli uomini, riuscivano a rispettare la Natura, a creare armonia e bellezza imitandola?
Possiamo contare solo su di noi; se il popolo, cioè ognuno di noi decide finalmente di scegliere di non distruggere e rispettare e riesce a ritrovare un pizzico di coraggio per non continuare a subire non solo senza reagire, ma anche acconsentendo alla propria distruzione, allora l’acqua tornerà ad essere vita e non ci sarà militare che possa permettersi di sperimentare qualcosa che non sia foriero di vita e di benessere e non ci sarà politico che possa occupare una poltrona senza servire la Vita. Ma ci dobbiamo svegliare, adesso!
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