D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


domenica 3 agosto 2014

BARNARD: ''L'EURO E' NAZISMO ECONOMICO, E' LA DISTRUZIONE PIANIFICATA DELLE CIVILTA' EUROPEE A PARTIRE DALL'ITALIA''


 
 

 
«Si chiama Spirale della Deflazione Economica Imposta. Ne ho scritto per la prima 
volta 4 anni fa ne “Il Più Grande Crimine”», ricorda Paolo Barnard. «Dissi che la 
Germania e la Francia avevano progettato la distruzione dei paesi industrializzati 
del sud Europa con l’adozione dell’euro, in particolare dell’Italia, perché era la
 Piccola Media Impresa italiana che aveva stroncato quella tedesca, al punto che
 nel 2000, prima dell’euro, l’Italia era il maggior produttore e la Germania
 l’ultimo (dati Banca d’Italia)». 

Oggi lo scenario si è ribaltato, puntualmente. E le imprese tedesche vengono a
 fare shopping da noi, perché «in quel comparto industriale abbiamo il miglior
 sapere al mondo». E, grazie alla trappola dell’euro, che ha «deprezzato l’economia
 italiana a livello albanese», i tedeschi comprano le aziende italiane a prezzi 
stracciati. Lo conferma un recente report del “Financial Times”: «Le piccole medie
 imprese tedesche si sono gettate in un’abbuffata trans-alpina, rendendole le più 
attraenti acquirenti straniere in Europa di aziende italiane».

«Aziende della base industriale del Mittelstand tedesco ottengono accesso al 
sapere tecnologico di aziende italiane in difficoltà, mentre in alcuni casi spostano 
i loro quartieri generali oltr’alpe», scrive il quotidiano finanziario il 27 gennaio, 
sottolineando l’importanza del “sapere tecnologico italiano”. «Le aziende tedesche
 stanno afferrando opportunità d’espansione mentre la recessione sospinge verso
 il basso il prezzo degli affari nel sud Europa in difficoltà». Per Barnard, è 
esattamente «la Spirale della Deflazione Economica Imposta, per comprarci con
 due soldi» grazie alle restrizioni promosse dal sistema Ue-Bce. Marcel Fratzscher,
 direttore dell’istituto economico tedesco Diw, ammette che il terreno di caccia del
 business tedesco è soprattutto l’area in crisi, dove i tedeschi possono “aiutare” le
 piccole e medie aziende italiane, che «spesso faticano a ottenere credito». Ovvio:
 «A noi la Germania ha proibito di avere una “banca pubblica” come la tedesca
 Kfw», protesta Barnard. Una banca che, «barando sui deficit di Stato tedeschi, ha
 versato miliardi in crediti alle aziende tedesche».

«A differenza delle aziende italiane – continua il “Financial Times” – le tedesche
 hanno poche difficoltà a trovare crediti». Una ricerca ha evidenziato che «le 
banche italiane lavorano bene con le succursali tedesche in Italia, facendogli 
credito, per proteggersi dai loro investimenti nelle aziende italiane in difficoltà». 
Ma come, non erano in difficoltà le nostre banche? «Perché prestano ai tedeschi e
 non a noi?». E’ un “trucco”, innescato dalla Deflazione Economica Imposta
 dall’euro: «Le nostre aziende affogano, quindi le banche italiane strangolano le 
aziende italiane perché sono in difficoltà, e arrivano i tedeschi a papparsi i nostri 
marchi di prestigio a 2 soldi, e le banche italiane ci fanno affari». Norbert Pudzich,
 direttore della Camera di Commercio Italo-Tedesca a Milano, dice che anche
 prima della recessione le aziende italiane avevano difficoltà a trovare crediti, 
perché ad esse manca lo stretto rapporto con le banche “di casa”, che invece le 
aziende tedesche del Mittelstand hanno. Infatti, osserva Barnard, la stessa Kfw 
«ha versato miliardi di euro di spesa pubblica sottobanco alle aziende tedesche, 
barando, mentre costringevano noi a rantolare senza un centesimo dal governo».

«Tutto questo – conclude Barnard – io lo denunciai 4 anni fa, e mi davano del 
pazzo. Questa è la distruzione pianificata di una civiltà, quella italiana, delle
 nostre famiglie, dei nostri ragazzi. Questo è un crimine contro l’umanità, 
perché lo stesso accade in altri paesi europei. Questo è nazismo economico».
 I tedeschi? «Non cambieranno mai», sono «sterminatori nell’anima», 
andrebbero «commissariati dall’Onu per sempre». Barnard l’ha ripetuto in decine 
di conferenze, mostrando una slide dell’“Economist”: ora, con la nostra economia
 retrocessa a condizioni da terzo mondo «proprio a causa dell’Eurozona voluta da
 Germania e Francia», la Germania e altre potenze vengono a rastrellare aziende 
italiane pagandole quattro soldi. Tutto previsto: era un piano preciso. Se cessi di 
immettere denaro nel sistema, proibendo allo Stato di spendere, vince chi bara –
 in questo caso la Germania, in cu lo Stato finanzia (di nascosto) le aziende, 
creando un enorme vantaggio competitivo, completamente sleale. La politica
 italiana? Non pervenuta. E’ per questo che i “predatori” hanno campo libero. E il 
paese precipita.
 
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