D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


martedì 15 luglio 2014

Roy Paci anche gli artisti prendono posizione

Chi crede ancora nelle guerre condotte per motivi religiosi o razziali si sbaglia di grosso. La fiction messa in atto da tempo dai governanti del mondo, serve solo a tenere in piedi un gigantesco schema preordinato dove noi siamo solo delle insignificanti pedine e oltretutto molte volte maledettamente disinformate e asservite al credo di un becero egoismo patriottico. Chi decide sulle migliaia di vite umane non è Dio, Allah o Yahweh ma l'industria bellica e i suoi grossi e gradassi imprenditori che, in combutta con i capi politici dei Paesi, lucrano sulle guerre per poter alimentare la loro ingorda ascesa capitalista senza ritegno e pietà alcuna. Noi abbiamo una grossa responsabilità italiana nel massacro di Gaza. L'Italia ha consegnato al crudele esercito israeliano due caccia M-346. Ci stiamo sporcando le mani anche noi di sangue, ma non ce ne rendiamo conto perché siamo troppo impegnati con il mondiale, con i capricci di qualche rappettaro o distratti dalle liti in tv di Sgarbi e altre individui insignificanti che a loro volta alimentano il circuito dell'ignoranza e della perenne bolla di stupidità che imperversa nel nostro stivale, isole comprese. Il punto di svolta raggiunto in Palestina col governo di unità nazionale al Fatah non è mai piaciuto a Israele e al suo premier. Netanyahu, fin dall'inizio, ha deciso che quello storico accordo doveva fallire e ha lavorato affinché si arrivasse a questo punto. Serviva un pretesto e l’ha trovato: il rapimento e la morte di tre giovani coloni ebrei. Il governo di Israele ha avuto il pretesto che voleva e ha risposto con una repressione che vìola tutte le regole del diritto internazionale.
Di fronte alla scena di centinaia di bambini morti sotto il fuoco sionista però, divento una furia e perdo la ragione e non perché mi drogo o sono uno squilibrato ma perché sono umano. Piango, ho il voltastomaco, non riesco a dormire guardando gli occhi senza vita di tutte quelle piccole anime ammazzate con ferocia dalle milizie israeliane. Non ce la faccio ad andare avanti, credetemi.
E ai possibili detrattori dico subito a chiare lettere: io non sono contro Israele ma contro la politica di Israele. Sono contro Netanyahu perché ingrassato dall'industria bellica e esaltato dalla sua politica fascista. Lui è il vero nemico di Israele e di quei tanti ragazzi ebrei che negli ultimi mesi si sono rifiutati di fare la guerra ai palestinesi e di arruolarsi sotto l’insegna della stella di David. In Israele c’è tanta gente che non ne può più di questo governo e i fatti (come questa foto) lo dimostrano.
Continuerò a non aver paura di dire la mia sui palchi, per strada e nel network: essere veramente social significa mostrarsi, criticare seriamente, chiedere scusa apertamente, riflettere e condividere con lucidità i problemi e le asperità della vita. Il contrario è occultare, nascondere, censurare: caratteristiche peculiari di mafiosi e di spietati uomini di potere che denuncio e combatto da sempre. Vergogna a tutti quelli che tacciono e che le anime di questi piccoli innocenti possano trovare pace.
Restiamo umani diceva il grande Vittorio Arrigoni. 
Lui ha perso la vita credendo in questa missione: quanti di noi veramente riuscirebbero a farlo?