D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


giovedì 30 gennaio 2014

Senza ritegno: Ilaria Cucchi indagata per aver offeso l'onore della Polizia di Stato

Ilaria Cucchi

Ebbene si! Sono sono sottoposta ad indagini dalla procura della repubblica di Roma.
Mi ha querelato il signor Maccari del sindacato della polizia di Stato COISP.
Sono indagata per aver offeso l'onore della Polizia di Stato e di tutti i poliziotti che ne fanno parte.
Sono indagata per aver reclamato verità e giustizia per la morte di Federico, di Michele, di Giuseppe, di Dino e di tanti altri morti di Stato.
Sono indagata per essermi ribellata alla mistificazione ed alle infamanti menzogne sulla morte di mio fratello.
Io non mi fermerò, mai. Non avrò pace fino a quando non avrò ottenuto giustizia.
Io voglio confessare tutto, ogni cosa.
Queste morti offendono la Polizia, questo è sicuro. Offendono lo Stato. Questo è altrettanto sicuro. Offendono tutti.
Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva, Michele Ferrulli, Dino Budroni, Federico Perna, Gabriele Sandri e tanti tanti altri non dovevano morire. No. È colpa loro se è stato offeso lo Stato.
Stefano Cucchi è morto per essere stato portato nel Tribunale di piazzale Clodio, a Roma e poi all'ospedale Pertini.
Stefano Cucchi non doveva morire. La colpa è sua se la polizia si sente offesa.
È colpa mia. Voglio essere processata per questo.
Questi padri figli fratelli non dovevano morire. E siccome sono morti noi famigliari dovevamo stare zitti. Il dolore e le tremende sofferenze alle quali sono stati sottoposti non sono importanti. No. Loro non dovevano morire e se sono morti è colpa loro. Tutta colpa loro. E noi tutti, soprattutto, dovevamo e dobbiamo stare zitti.
Zitti.
E ringraziare.
Ilaria Cucchi