D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


venerdì 8 febbraio 2013

MA GUARDA UN PO’ C’È CHI TIRA I FILI AI BURATTINAI CHE TIRANO I FILI DEI NOSTRI BURATTINI!


- di Stefano Davidson -
In questo articolo non troverete nulla che non sia già stato detto, ma di questi tempi credo che certi concetti vadano rimarcati il più possibile. Credo infatti che sia venuto il momento che tutti ci diamo una bella lavata di faccia con l’acqua fredda, o ancora meglio che infiliamo la testa sotto il rubinetto e ci diamo una bella svegliata.
Il teatrino dei burattini che ci stanno propinando con questa campagna elettorale non è altro che un modo per far sì che l’attenzione di tutti gli italiani sia concentrata sui soliti noti e qualche nuovo alla ribalta, per permettere al “sistema”, quello vero, quello “GROSSO” di continuare a fare quel che sta facendo da centinaia di anni (in modi e maniere di volta in volta consone ai tempi) senza che nessuno muova un dito per fermarlo o ragionarci sopra. Inutile dire che qui con il giochino Monti, Bersani, Berlusconi, Grillo etc… noi stiamo osservando un granello di sabbia senza renderci conto che siamo in mezzo al deserto, o se preferite una goccia d’acqua senza vedere che siamo in pieno oceano. È la solita storia del Divide et Impera (su cui ho già scritto tempo fa e che potete trovare a questo link http://www.informarexresistere.fr/2012/10/01/divide-et-impera-3/#axzz2Jyw6P7gW ) e noi, polli, come sempre ci ricadiamo. E via ognuno a seguire il proprio “vate” (o vater?), il proprio “leader” (che in dialetto romagnolo, guarda un po’ a volte le sorprese della vita, significa… “ladro”), qualcuno insegue il proprio “duce” o il proprio “comandante” e si continua la lotta del tifo, come tra Inter e Milan, Roma e Lazio senza che ci si renda conto che tutto questo, all’interno del disegno del”sistema” di cui sopra, NON CONTA REALMENTE UN CAZZO! (Perdonate la crudezza del linguaggio ma penso che a volte serva).
Bene per dimostrare quanto detto mi servirò, come a scuola di due “prove”, una scritta e una orale.
Lo “scritto” sarà una breve analisi che, grazie a un articolo di Giovanni Passali, mi consentirà di riportarvi alcuni dati riguardo a quel che ci accade intorno senza che nessuno se ne renda conto (oddio, qualcuno certamente sì, ma in proporzione molti, ma mooolti meno dei certamente no).
Poi, a fondo post, vi lascio con un link di un video molto esplicativo di quel che accade lontano dal nostro teatro dei burattini, addirittura sopra le teste dei burattinai che tirano i fili. Vi troverete, sintetizzato in maniera accessibile a tutti, quanto riportato dal sottoscritto in decine di articoli (purtroppo alle volte molto complessi dal punto di vista della quantità di informazioni e dei dati necessari per dare un’informazione che fosse la più completa possibile. Il ché, di conseguenza, ha spesso portato a pezzi molto lunghi, che in tanti non avranno seguito sino in fondo – delle volte forse nemmeno io! -). In questo video, che rappresenterà quindi la parte “orale” di questo post, sarà possibile intuire quindi chi tira i fili ai burattinai e come tutto quanto sia un’immensa pazzia nella quale ci hanno portato e che stiamo vivendo senza renderci conto di quanto tutto sia assolutamente artefatto, inesistente, un castello di sabbia sulla spiaggia di Patong il 23 Agosto 2006.
Allora, cominciamo con “lo scritto”:
La catastrofe economica si avvicina a grandi passi,  e a noi italiani se non si troverà una maggioranza vera e forte (e, soprattutto, non coinvolta col “sistema” di cui sopra) molto probabilmente ci verrà ridato dalla mummia che vive (mah?!) al Quirinale, un altro governo tecnico per impedire che la si possa sfuggire, riprendendoci la sovranità monetaria.  I segnali di quanto asserito arrivano già dall’estate dello scorso anno, infatti il clima sul mercato del Forex, cioè il mercato dei cambi valutari, è radicalmente cambiato. L’euro ha iniziato ad apprezzarsi verso tutte le maggiori valute mondiali, con una spinta verso l’alto che nelle ultime settimane è divenuta impetuosa. Valutiamo qualche dato . Il primo in esame è il cambio euro-dollaro che ha avuto una strana curva ovvero partito da ben oltre l’ 1,440 dollari per euro di Agosto 2011 è sceso in picchiata sino a 1,199 nel Luglio 2012 per poi re-involarsi sino all’1,365 dei primi di Gennaio scorso,  Il secondo il cambio euro-franco svizzero. Questo dato merita un commento particolare, poiché ad Agosto 2011 il rapporto a 1, 219 risente della decisione della banca centrale svizzera di non permettere che il cambio scendesse oltre la soglia di 1,20 per difendere la propria economia reale. E questo è quello che dovrebbe fare ogni banca centrale, difendere la propria economia realeQuando la banca centrale svizzera annunciò questo intervento, parlò chiaramente di interventi monetari “senza limiti”. Ovviamente, un franco svizzero troppo caro avrebbe reso cari i prezzi in Svizzera per i turisti. Quindi la banca centrale ha fronteggiato la speculazione con la forza del suo potere di stampare moneta dal nulla. Poi improvvisamente da metà Agosto 2012 banca centrale e speculazione si sono messi sono d’accordo e nonostante i diversi paesi in crisi, l’euro si è impennato rivalutandosi pure sul franco svizzero raggiungendo in poche settimane l’1,258 . Consideriamo poi il cambio dell’euro con una moneta vicina, la sterlina. Qui, la salita è impressionante dallo 0.772 di Giugno 2012 allo 0,869 del Natale scorso. E ciò nonostante, ed è cosa nota, in Gran Bretagna, per fronteggiare la durissima crisi che attanaglia pure lo Stato e il sistema bancario, la banca centrale abbia offerto fiumi di moneta fresca. Infine , un quarto dato molto sensibile è quello relativo al cambio euro-yen. Anche qui c’è stata un ‘impennata mostruosa dal Giugno 2012, quando per un euro ci volevano 93,47 yen, a Natale ce ne volevano 126,80.  Come noto, il Giappone ha un debito pari al 220% del Pil per cui come ha fronteggiato la questione? Semplice, ha sostenuto il suo debito stampando moneta, non con la crescita. Infatti, in Giappone si sono arresi all’evidenza che la crescita non c’è, la crescita non se la possono dare da soli.
Qui in Europa invece noi siamo sotto quei potentati economici, evidentemente molto interessati, che sostengono quell’ideologia che professa la sostenibilità del debito tramite una crescita impossibile (in questa struttura finanziaria, in questa struttura monetaria).
Non avremo la crescita, ma avremo con buona probabilità la nostra Grande Depressione, iniziata e accentuata dal comportamento delle banche centrali, la cui moneta finisce regolarmente nei mercati finanziari (i soli a crescere in questo periodo di crisi profonda) e non verso l’economia reale. Questo è il risultato di una politica monetaria secondo la quale, usando le parole di Draghi, “faremo di tutto per sostenere l’euro e, credetemi, è abbastanza”.
Je vou ai compris? Did you understand ? Avete capito bene?
Vogliono sostenere l’euro, non i popoli. Vogliono rendere l’euro forte, sempre più forte, lasciando intendere che questa forza dell’euro è una benedizione, invece di essere la distruzione delle esportazioni, la distruzione di quei paesi pieni di inventiva, capacità imprenditoriale e qualità produttiva, come il nostro, che puntano tanto sull’esportazione. La distruzione di quei paesi che, come il nostro, possono puntare tanto sul turismo e sull’afflusso di capitali stranieri. Invece, certi poteri, soprattutto tedeschi, vogliono distruggere la nostra economia reale per poter esportare qui da noi senza una concorrenza fastidiosa. E per fare questo ci caleranno nell’inferno di una Grande Depressione, che ormai è alle porte.
No, in questa architettura monetaria, questa moneta non potrà mai sostenere la nostra economia, non è stata concepita per questo. Dobbiamo puntare necessariamente su un’altra moneta. Dobbiamo riprenderci la sovranità monetaria!
E intanto che proviamo a svincolarci dall’euro e tornare alla nostra lira e soprattutto, intanto che cerchiamo di emanciparci dall’UE e dall’FMI (cosa abbastanza lunga e complessa, ma possibile come hanno già dimostrato in America Latina e, più vicino a noi, in Islanda) potremmo provare ad imporre, almeno a casa nostra, un modello completamente diverso di sistema monetario, non basato su un sistema di banche centrali. Ciò è fattibile istituendo sistemi di Moneta Complementare.
Pensate che in Germania, nonostante ci strozzino con l’euro, già lo fanno da decenni con il Regiongeld, in Svizzera il famoso Wir  è in piedi da ormai 80 anni e funziona perfettamente.  Ora anche in Spagna, vista la crisi, stanno avendo una grande diffusione sistemi monetari alternativi.  In Italia?  Ne parla qualcuno, Passali (da cui, come anticipato, questo articolo ha saccheggiato gran parte del suo contenuto) lo sbandiera da anni, Domenico De Simone coadiuvato da Mauro Munari cercano spazio per la F.A.Z .
E allora cosa aspettiamo a rendere a larga diffusione territoriale questi sistemi monetari? Queste autonomie economiche? Queste oasi di sovranità?
Siamo italiani santiddio e anche in questo campo, come abbiamo già dimostrato in tante occasioni, possiamo e sappiamo fare le cose come e meglio degli altri.
E allora basta stare a sentire i burattini nel loro teatrino, giriamoci altrove, mandiamoli una buona volta a quel Paese TUTTI QUANTI e accettiamo solo chi (dei non coinvolti nelle precedenti scellerate 60 e passa legislature) ci garantisce il pieno recupero della sovranità monetaria e soprattutto della nostra dignità, della nostra italianità. Poi una volta fuori dai sistemi speculativi se davvero sarà necessario fare un’ Europa la si rifarà, ma questa volta costruendola come va fatto, lasciando banche d’affari,  fondi monetari e “produttori” di “denaro inesistente” fuori dal progetto. Facciamo un Europa fatta di persone e di cultura, facciamo un Europa fatta di valori prendendo da ciascun popolo quanto di meglio ha da dare, ma prima di farla chiariamo subito un punto: noi siamo l’Italia e quello che siamo stati in grado di dare nei secoli e tutt’ora è ben noto, per cui se ci deve essere un Europa è da noi che deve partire ed è sulla cultura prodotta sul nostro suolo da almeno 2000 anni che deve gettare le sue fondamenta.
Ed ora ecco la prova orale. Buona visione e soprattutto buon ascolto.

fonti:  Giovanni Passali / www.ilsussidiario.net / Mario Ostia / me stesso

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