D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


martedì 16 ottobre 2012

Se ancora non l’avete capito “un Monti è per sempre”


di Italo Romano

Ce lo stanno dicendo in tutti i modi, eppure siamo così ingenui da continuare a credere alla favola della democrazia. Non riusciamo a vedere al di là del nostro stesso naso. Viviamo in una caverna platonica. Siamo affetti da una rara patologia psicologica, una forma estrema di Sindrome di Stoccolma. I continui abusi, la prigionia, hanno sviluppato in noi una sorta di amore per questa congrega di carnefici. Siamo quasi solidari con questi aguzzini. Adoriamo i curatori fallimentari come divinità pagane, inviateci dal supremo dio mercato per redimerci dai nostri peccati.

Parafrasando l’explicit del noto romanzo Cecità di Josè Saramago potremmo dire che “non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che vedono, ciechi che, pur vedendo, non vedono”.

L’ultimo in ordine di tempo, a ricordarci la nostra trascurabilità nell’ordine “democratico”, è stato Sergio Marchionne, Amministratore delegato di Fiat S.p.a.:

“Spero che Monti stia in carica per sempre, serve un imperatore. Monti è stato ingaggiato per risolvere questo pasticcio e non sarà facile né breve. Il debito pubblico non è stato accumulato tra 2011 e 2012. Ma decenni di malagestione della cosa pubblica. Se si mente agli italiani sarà un risveglio doloroso”.[Il Giornale]

Più diretto di così, non si può.


Marchionne rende nota la decisione dei poteri forti che dirigono le sorti del mondo. L’Italia è passata da un regime democratico ad un regime oligarchico globalista.

Nominato cavaliere del lavoro dall’infame servo Giorgio Napolitano, lo strapagato manager ricopre incarichi di prestigio in diversi consigli di amministrazione di ricche e importanti aziende mondiali.

Oltre ad essere, come già scritto, Amministratore Delegato di FIAT S.p.A., è Presidente e Amministratore Delegato di Chrysler Group LLC, Presidente di FIAT Industrial S.p.A. e di CNH Global N.V., azienda olandese leader nel settore macchine agricole e movimento terra.

È stato eletto Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’ACEA (European Automobile Manufacturers Association) per l’anno 2012. Fa parte del Consiglio di Amministrazione di Philip Morris International Inc.. È inoltre membro del Consiglio di Amministrazione del Peterson Institute for International Economics e co-presidente del Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti. È membro permanente della Fondazione Giovanni Agnelli e partecipa regolarmente alle riunione dell’Aspen Institute Italia e dell’European Ambrosetti House.

Il partito del Monti ad vitam aeternam (per la vita eterna) non si nasconde dietro a un dito e ribadisce che il comando spetta a loro, gli illuminati, i saggi provibiri del Nuovo Ordine Mondiale.

Noi, dinanzi a ciò, rifiutiamo la realtà oggettiva, trincerandoci nelle nostre indotte convinzioni, ripieni di falsa speranza per un mondo migliore, con l’illusione che le cose possano tornare a posto, come prima, magicamente, trascurando che il “prima” era solo una preparazione di quello che sta avvenendo oggi.

I nostri sensi – in barba al problema della conoscenza – ci informano abbastanza fedelmente sulla realtà. Nessuno, che abbia dimenticato a casa l’ombrello, ha dubbi sull’esistenza della pioggia. Ciò malgrado in molti casi – quando non si tratta di queste evidenze sensoriali – l’uomo è capace di preferire i propri sogni, i propri pregiudizi e la propria fede al messaggio della realtà.

Noi tutti siamo ciechi davanti al potere.

“C’era un vecchio con una benda nera su un occhio, un ragazzino che sembrava strabico [...] una giovane dagli occhiali scuri, altre due persone senza alcun segno visibile, ma nessun cieco, i ciechi non vanno dall’oculista“.
Josè Saramago – Cecità

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