D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


giovedì 29 agosto 2013

Questa merda non è politica

-di Rita Pani-
Non sopporto più la stupidità che vuole farsi scienza. Meno sopporto chi vorrebbe dimostrare il suo coraggio e il suo valore con falsi attacchi al sistema, che nulla fanno se non legittimare la stupidità che dilaga.
Allora mi sento di ricordare il fondamento del declino, giacché pare che l’ovvio sia stato dimenticato. Il pdl NON è un partito politico. I suoi affiliati NON sono politici. Quell’associazione di capitalisti, malavitosi, ladri di polli, e puttane (nel senso più largo e puro del termine) nasce per assecondare l’interesse privato di questa associazione, e il suo capo/padrone. I servi che oggi si dannano davanti alle telecamere in difesa del padrone inseguono il loro tornaconto personale, piccolo o grande che sia. L’interesse economico di false imprese nate per succhiare danaro pubblico e privato, l’interesse personale di chi ha sistemato la famiglia fino alla terzo grado di parentela nella pubblica amministrazione (succhiando ancora danaro pubblico), chi si è arricchito ripulendo la merda del padrone, chi si è elevato socialmente passando dalla quarta fila di un balletto sgangherato alla poltrona da ministro.
Tutto questo, NON può essere confuso con la politica, sebbene tutto questo stia finendo di uccidere un paese già morto.
NON sopporto più che le pagine dell’informazione politica siano piene di chiacchiere da ombrellone, sulle sorti di un “gangster de noantri” e che altri propongano soluzioni “politiche” a una politica che ormai non esiste più.
“Se cade il Re” … Il problema della caduta del Re sarebbe solo quella della perdita del danaro. Non ci sarebbero più i soldi per finanziare gli spettacolini chiamati comizi, con il pubblico pagato, anziché essere pagante. Non ci sarebbero più le “convention” nei palazzi ricchi di marmi e arazzi. Non ci sarebbe più la sicurezza di poter ancora lucrare sulla vita di tutti noi, destinati a morire di fame, e perché no, di guerra. Dovesse cadere il Re, finirebbe un sistema malavitoso che fino ad oggi ha solo garantito l’arricchimento e il privilegio di un’associazione di malavitosi, che annovera tra i suoi iscritti/soci, purtroppo, sempre più gente che non ha saputo resistere e ha partecipato alla spartizione del bottino.
E questa – devo dirlo ancora – NON è politica.
L’appello che mi sovviene è sempre il solito: avere il coraggio di spezzare le catene e riappropriarsi della propria dignità, soprattutto da parte di chi divulgando le notizie sul Clan come se fosse politica, insegnano ai cittadini meno scaltri che tutto questo è politica.
Il coraggio di abbandonare il Parlamento, dichiarando a chiare lettere che non si è disposti a partecipare a questa guerra tra bande.
Il coraggio di vivere l’emergenza che ne seguirebbe, che a differenza di questa che già viviamo potrebbe avere anche una fine.
E ora che l’ho scritto, non mi sento meglio, perché so che al brusio di “eh sì eh già” non seguirà nulla, e due minuti dopo, si tornerà a credere che tutta ‘sta merda sia politica per davvero.

Rita Pani (APOLIDE)