D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


giovedì 24 ottobre 2013

All'improvviso...SLA - Richiesta di aiuto per Stefano



http://maledettasla.blogspot.it/2013/10/salve-tuttie.html




Salve a tutti/e...

Salve a tutti/e.
Mi chiamo Stefano, sono un ragazzo di 40 anni, abito a Genova, sono divorziato con una figlia di 16 anni a carico, disoccupato, orfano di madre (stroncata dalla leucemia 7 anni fa) ed affetto da SLA manifestatasi nel 2010.

Fino a 37 anni mi sentivo invincibile ed amavo la vita; ero bello, giovane, forte, intelligente e soprattutto avevo tutta la vita davanti!!!!

Negli ultimi 3 anni invece ho imparato che la VITA a volte sa essere crudele ed ingiusta e con me sembra essersi particolarmente accanita. Ad agosto 2010 sono stato colpito da una malattia classificata come "degenerativa" e "rara"... Ho cosi imparato che la S.L.A. (Sclerosi Laterale Amiotrofica) non è solo un acronimo, come pensiamo tutti fino a che non ci tocca da vicino. La SLA è una presenza costante e quotidiana che lentamente ma inesorabilmente toglie un pezzettino di vita, riduce la forza dei muscoli, immobilizza i nervi, diminuisce le capacità organiche e biologiche sempre più, a poco a poco, in un lento stillicidio che conduce più velocemente alla morte....

Da quando ho avuto il primo anomalo sintomo (un banalissimo crampo ad un polpaccio) sono stato visitato e sottoposto ad inutili esami e consulti medici in tutto il Nord Italia.....nulla hanno portato, se non alimentare false speranze e dilapidare i risparmi che avrebbero dovuto servire per dare un futuro a mia figlia e ad avere una vita normale, come quella di chiunque di voi.

Oltretutto nella sfortuna della malattia, ho anche la sfortuna di vivere in Italia.
Nel nostro Belpaese i malati sono "un peso", "una spesa inutile che non porta profitto", abbandonati a se stessi, imprigionati da strutture ambientali concepite esclusivamente per persone abili, in cui devono arrangiarsi con le proprie forze o quelle della propria famiglia!

Terapeuticamente, oggi, la mia unica concreta speranza è quella di rivolgermi all'estero.

AIUTATEMI a provarci!!!
AIUTATEMI a credere ancora nella vita!!
DATEMI LA POSSIBILITA' di crescere mia figlia...ancora per un pò!!!