D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


mercoledì 30 ottobre 2013

La TV Fa Venire L’Ansia



La scelta dei temi 
Il primo degli elementi sotto accusa è costituito dai temi trattati, che 
degli intervistati. Scandali, efferati delitti, accuse e litigi che minano ogni fiducia
 nei confronti della politica e dell'economia del paese: sono solo alcune delle 
tematiche che quotidianamente vengono evidenziate in Tv.

Il tono della trattazione 
Ma per l'84% degli esperti non sono solo gli argomenti di cui si parla a generare 
 l'allarmismo (58%), ormai utilizzati in ogni tipo di trasmissione, dalle news ai contenitori di costume. A questo si aggiungono poi i toni dei diversi servizi: a 
qualsiasi ora del giorno, infatti, anche quelli più normali vengono annunciati 
come se si stesse dando la notizia di una meteora che sta per colpire la terra. Insomma per il 51% i toni isterici che ormai dominano nel piccolo schermo rappresentano una delle maggiori cause dell'ansia che sempre più spesso 
prende chi resta troppo tempo davanti alla Tv. 

Sfumano le funzioni di informazione e intrattenimento 
continuare ad utilizzare certi toni rischia di far mettere sullo stesso piano notizie 
e temi di importanza diversa, causando alla lunga una sorta di atarassia dell'informazione, dove il modo in cui viene data una notizia diventa più 
pregnante della notizia stessa. 

Sindrome da accerchiamento 
Di fatto per il 63% degli intervistati la Tv sta sempre più diventando una fonte 
di stress (anche dal punto di vista acustico), genera ansia (55%) e aggressività 
(49%), ma fa venire anche l'idea di essere continuamente fregati(43%), tanto 

Classifica dei generatori d’ansia 
Sicuramente in una sorta di classifica del grado di ansia catodica i Talk show 
sono al primo postocome sottolinea il 58% degli esperti e conferma l'analisi 
dei programmi andati in onda nelle ultime 4 settimane. In media, infatti, ogni 
6 minuti di messa in onda vengono utilizzati toni e termini che alzano il livello 
di ansia e aggressività, oltre al fatto che gli stessi temi trattati bombardano lo spettatore con tutto ciò che di più stressante avviene quotidianamente, che si 
tratti di politica, di scandali o di fatti di cronaca nera. Subito dietro ai Talk 
show ci sono naturalmente i telegiornali (52%): sicuramente gli argomenti ansiogeni sono più concentrati, ma i toni e il lessico utilizzato sono più controllati
 e meno allarmistici (in media si raggiungono alti livelli di stress ogni 12 minuti).
 Lo stesso vale per le trasmissioni sportive, dove l'ansia catodica sembra
 la costante per cercare di fidelizzare gli spettatori (45%, con i picchi di ansia 
catodica che hanno una frequenza media di uno ogni 15 minuti). Seguono le trasmissioni di servizio, dove si vogliono tutelare i consumatori o 
dirimere controversie (41%, con i picchi di ansia catodica che hanno una 
frequenza media di uno ogni 20 minuti). Ma ad essere messe sotto accusa 
 i contenitori pomeridiani (38%, dove i toni e gli atteggiamenti di conduttori
 e partecipanti fanno impennare il livello d'ansia in media ogni 21 minuti). 
Seguono i reality (36%), che seguono lo stesso principio delle trasmissioni 
sportive e dove i toni e gli atteggiamenti di conduttori e partecipanti fanno 
impennare il livello d'ansia in media ogni 24 minuti.