D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


sabato 12 gennaio 2013

Rivoluzione civile, Ingroia: "Saremo presenti ovunque. In Campania e Sicilia oltre il 10%"

Oltre il 10% in Campania e in Sicilia e in crescita in tutte le altre regioni. Antonio Ingroia ieri è “entrato alla Camera”. E lo ha fatto da vincitore, sbandierando nel corso della conferenza stampa i dati di alcuni sondaggi che rimettono al centro il successo di Rivoluzione civile al Sud. Nonostante l’oscuramento, denunciato da Ingroia, Rivoluzione civile cresce. Perché con maggior forza al Sud, tradizionale fortino delle forze conservatrici e del voto di scambio? Perché al Sud la “terza primavera” non è una invenzione sociologica ma una realtà emergente, rispetto alla quale l’ex magistrato sembra aver visto giusto. Al Sud sta succedendo qualcosa. E chi pensa di ignorarlo sta solo peggiorando la situazione. Il fallimento della cosiddetta ricerca dell’equilibrio dello Stato rispetto alla mafia ormai è sotto gli occhi di tutti.
Ed è proprio a partire dalla “trattativa” Stato-mafia che Ingroia torna a puntare il dito contro un sistema politico non in grado di scrollarsi di individuare una via d’uscita. "La politica ancora una volta si autoassolve dicendo una cosa smentita dalle risultanze”, sottolinea. “Ci sono le prove che Dell'Utri e Berlusconi sono stati parte della trattativa". Il riferimento è alla relazione della commissione parlamentare antimafia, "inopportuna nei tempi”. “E' grave- prosegue il candidato premier- che, avendo avuto una grande occasione per additare le responsabilita' politiche, abbia scaricato le responsabilita' sull'anello piu' basso, quello operativo". Insomma, conclude, "ho fatto bene a entrare in politica per fare quello che i politici non hanno mai saputo fare fino ad oggi". Questa, ha concluso, e' "la dimostrazione di una politica incapace di autoprocessarsi e che ha condannato per anni la magistratura a svolgere un ruolo di supplenza".
Anche se tutta l’attenzione dei mass media è per l’entrata in Rc dell’ex grillino Giovanni Favia, è chiaro che il nodo dell’antimafia resta centrale nella strategia politica di Ingroia. E il peso che questo ha per la formazione delle liste lo testimonia. 'La prossima settimana – dice Ingroia – renderemo nota la nostra lista. Io saro' capolista dappertutto alla Camera e in seconda fila ci saranno sempre rappresentanti della societa' civile. In terza fila ci saranno esponenti dei partiti che hanno contribuito alla nascita di questa lista. Ci sara' un mix tra societa' civile e politica con una prevalenza sempre della prima''.
Nessuna visione pan-repressiva, ovviamente. E tanto per puntualizzare, Ingroia sottolinea l’importanza di un “provvedimento di clemenza che dia una soluzione all'emergenza delle carceri”. “purche' non abbia lo stesso scopo delle amnistie fatte da Berlusconi per salvare gli impuniti e i potenti".Come primo atto l’ex pm è pronto ad abolire "per prima cosa tutte le leggi ad personam”, ripristinare il falso in bilancio, intervenire sull'auto-riciclaggio e rendere “finalmente funzionale il reato di scambio politico-mafioso”.