D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


martedì 1 ottobre 2013

FACEBOOK, IL GRANDE EGGREGORE PARASSITA


Facebook è diventato un impressionante "eggregora", un cancello infernale che divora il tempo delle persone e da cui si ha bisogno di staccarsi. Per cancellare un profilo significa fare a pezzi quelle fibre che ti tengono a terra lì,o almeno occorre imparare ad usarlo in modo diverso. E ora è diventato più potente.A mio parere c'è un problema di fondo: il legame tra la persona  e la comunità stessa.

Quanti di voi possono negare di aver più volte provato una irragionevole produzione di sentimenti forti e contrastanti durante le interazioni su Facebook ?
Possiamo usare lo strumento in un modo saggio oppure farci usare dallo strumento. A noi la scelta, che forse purtroppo abbiamo già ,fatto, se scelta si puo' chiamare.
Il pensiero psicotico all'interno della Piattaforma è incessante dovuto al "dialogo interiore" leggendo un commento o reagendo ad un post ect.
E il pensiero psicotico incessante inibisce l'Atto, riducendo la nostra energia ad un temporaneo deposito da versare all'interno dell'Eggregore Facebook.

Il problema, diversamente dai precedenti social network, si pone perchè  Facebook ha raggiunto una copertura quasi totale nel mondo con la creazione di identita' e pensieri; questo non in termini di numero di persone collegate ad esso, ma in termini di attività (mentale) che gravita intorno ad esso.
L'uso ossessivo-compulsivo ( il pensiero psicotico è incessante dovuto al "dialogo interiore" leggendo un commento o reagendo ad un post ect.) crea inconsciamente e aumenta il volume dell' egregora in modo che diventi una propria identità e come tutto ciò che vive in questo mondo, esso deve essere nutrito.Questo fenomeno è diventato sempre più grande per via dei telefoni cellulari. Ciò ha aumentato e intensificato il numero di messaggi e commenti. In realtà il problema non è il contenuto del commento, ma è l'atto stesso di commentare. Il commento è caricato con l'energia vitale che è rivestito con lo stato della persona.E mentre lo si legge questa energia vitale è in trasformazione e si trasferisce nel lettore!

Lessi che le emozioni, nel loro vero significato (emovere - per portare fuori o emos - azione di sangue) non sono altro che sensazioni fisiche. 
Essi sono la risposta del corpo al nostro modo di pensare. Il nostro modo di pensare, che si basa sulla valutazione di ciò che sta accadendo a sua volta dipende dal nostro sistema di credenze.

Il condizionamento ricevuto crea un apparato artificiale, che per la facilità d'uso e consuetudine è stato chiamato "mente", che ci suggerisce cosa fare.
 La "mente" interpreta costantemente le stimolazioni esterne.Ed è per questo che , spesse volte, la mente mente.

Avete mai visto cosa fanno le persone con il loro telefono in metropolitana? 
Il telefono è sempre a portata di mano, in tasca o in borsa e ogni volta che non sai cosa fate ti basta tirarla fuori e semplicemente guardarlo.Più il tempo che dedichi al dispositivo più l' egregora si carica.
Cosa notate ? E' non è un movimento compulsivo  e automatico ?


Il genio sta nel  fatto che  il fenomeno dell' eggregora mentale è stato collegato alla rete sociale
C'è un legame tra la, energia psichica o mentale vitale (è tutto la stessa forza in ogni caso) che viene utilizzato in vari modi e l'account stesso.Ad un certo punto, a causa dello sviluppo che questo significa ha avuto finora, potrebbe essere necessario cancellare il suo account e non solo usarlo con parsimonia per interrompere o fermare ogni dispersione. Tutto dipende dal grado di dipendenza e, ovviamente, il vostro scopo nella vita. Facebook (FB da il via) è praticamente perfetto come è ora: che è la forma evidente l'attività intorno ad esso e l'attrazione che ha generato nel mondo.
Le foto, le immagini, il pensiero,i tuoi sfoghi e gusti, quello che è il tuo stato ... è incredibile!!Se si riesce a vedere queste cose per bene ti rendi conto che si tratta di qualcosa di estremamente meticoloso e perverso lì per alimentare il vostro ego e la vostra personalità anche di più.Tutto ruota intorno alla necessità di attenzioni e considerazione, sia interni (il profilo delinea la considerazione che avete per voi stessi o quello che si vorrebbe avere) ed esterna della necessità di essere notato.Perché cambiare la tua immagine del profilo? Avete mai pensato? Ognuno mette le loro migliori foto in modo che qualcuno possa dire: "Sei bellissima".E ogni azione che si fa a caricare un post un aggiornamento e ogni aggiornamento può essere apprezzata con un "mi piace" e giudicato con un commento.

E l'apparenza regna sovrana in un mondo in cui l'ego è misurato dal conteggio dei "like" e dei commenti, tanto da arrivare a usare script e "scambi di iscrizione" per aumentare in maniera truffaldina quel conteggio messo in bella mostra come se più alto sia il numero più considerazione di se si ha.
Facebook non ha un impatto "solo" nel creare una mega banca dati sulla "gente del mondo", ma il sistema è strutturato in modo che le sue regole sono imposte su di voi e non vi rendete conto che cosa sta facendo a livello psicologico, sociale ed emotivo (è vero cibo!).FaceBook, per la maggior parte delle "personalita' a stampino" si comporta come un parassita che porta lontano da te "le cose", specialmente l'Atto...e ti dà l'illusione di ricevere visiblita', approvazione e coinvolgimento.





In un articolo apparso su The Atlantic  
Danvers, cittadina delMassachusetts nota per essere stata, alla fine del Seeicento, teatro del famoso processo alle «streghe di Salem» si parla di una particolare isteria di massa dovuta a Facebook.  
Gli studenti della Essex Agricultural and Technical School, che hanno cominciato a mostrare tutti gli stessi sintomi di una malattia inesistente ma che, attraverso la «psicosi» generatasi su Facebook, tutti hanno pensato di aver contratto, sviluppando sintomi reali.
Un caso simile è avvenuto nel 2011 anche a Le Roy, cittadina nello stato di New York, diventato uno dei primi esempi di come l’isteria di massa trovi terreno fertile proprio sui social media.
Entrambi i casi sono finiti nei libri di psicologia e sociologia.


E, chiedo di nuovo, quanti di voi possono negare di aver più volte provato una irragionevole produzione di sentimenti forti e contrastanti durante le interazioni su Facebook ?
Possiamo usare lo strumento in un modo saggio oppure farci usare dallo strumento. A noi la scelta, che forse purtroppo abbiamom già ,fatto, se scelta si puo' chiamare.
Di nuovo, il pensiero psicotico è incessante dovuto al "dialogo interiore" leggendo un commento o reagendo ad un post ect.
E il pensiero psicotico incessante inibisce l'Atto, riducendo la nostra energia ad un temporaneo deposito da versare all'interno dell'Eggregore Facebook.

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