D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


giovedì 10 gennaio 2013

Cuocere la Sicilia a microonde: la nuova ricetta di Masterchef of America


Il-cantiere-del-Muos-a-Niscemi-470x264La ministra Cancellieri è come un rullo compressore senza nessuno alla guida: schiaccia i sassi per istinto e senza bisogno di un perché. Un elemento prezioso per il potere. Così con quella voce da viado distratto, ha minacciato di inviare l’esercito se non sarà tolto il presidio che cerca di impedire il completamento del Muos, il nuovo sistema d’arma che gli Usa stanno costruendo nei pressi di Niscemi. Si, ci vuole l’esercito perché come dice la ministra riscaldata, occorre assolutamente  mandare avanti il progetto “di interesse strategico per la difesa militare della nazione e dei nostri alleati”. 
Sappiamo come questo governo, al servizio di chiunque voglia spadroneggiare, sia sensibile al problema degli armamenti: spese folli per aerei, sommergibili, sistema d’arma imposti dagli Usa e dalla Germania per dragare gli ultimi soldi. Ma davvero qui si sta esagerando. Innanzitutto il Muos ( Mobile User Objective System) non è è affatto un sistema di difesa, ma di offesa servendo essenzialmente alla guida di droni, missili, ordigni di qualunque tipo sugli obiettivi stabiliti. Ed è presumibile che si agganci  a sperimentazioni militari che il parlamento di Strasburgo ha definito pericolose. La sottile differenza forse sfugge alla raffinata intelligenza del ministro, ma è essenziale anche in termini costituzionali. In secondo luogo la base di Niscemi non appartiene alla Nato, ma esclusivamente agli Usa e dunque senza alcuna possibilità di controllo da parte italiana. Perciò l’impianto serve l’interesse strategico di un altro Paese, non dell’Italia e il fatto che gli Stati Uniti siano il nostro maggior alleato costituisce un’aggravante nel momento in cui la base si sottrae agli strumenti dell’alleanza stessa,  configurandosi come una cessione di sovranità militare.
Ma già, cessione più, cessione meno cosa gliene frega a quegli schiacciasassi? Però questo è il meno: il fatto è che la base costituisce in pratica un forno a microonde ( le sue antenne paraboliche potrebbero anche innescare l’esplosione di ordigni in dotazione ad un aereo come sostengono due aziende americane) e una tale densità di emissioni elettromagnetiche è certamente un rischio per la popolazione, come documentato da uno studio del Politecnico di Torino. Naturale che la gente di Niscemi, con il movimento No Muos  non voglia l’impianto. Inoltre è chiarissimo che un simile sistema d’arma sarebbe l’obiettivo prioritario di un ipotetico nemico in caso di guerra. Così la popolazione sarebbe sacrificata in nome di interessi strategici magari del tutto estranei a quelli italiani se non addirittura contrari ad essi.
Ora al di là di queste evidenze mi chiedo come sia possibile che un governo tecnico e dimissionario, in carica per gli affari correnti  possa usare questi toni da pescheria e imporre decisioni di grande delicatezza su una questione di cui il Parlamento non ha mai avuto modo di occuparsi. E più ancora mi chiedo come si possa pensare di fare accordi di questo tipo senza un referendum tra la popolazione, come paradossalmente avviene regolarmente negli Usa quando si tratta di nuove basi militari. Vabbè che gli statuti coloniali sono diversi, ma, via, almeno uno sforzo per nascondere la realtà ci vorrebbe.
Tutto questo ci dice quale sarà la qualità di qualsiasi futuro governo il cui precipuo problema sarà quello di districarsi fra le diverse subalternità che lo spaventoso vuoto di politica sta creando: alla finanza, alla Germania, agli Usa. Con una democrazia ridotta a spaventapasseri per cittadini disposti al ruolo di allodole.