D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


venerdì 11 gennaio 2013

Santoro Ha Resuscitato Berlusconi


Santoro ha resuscitato Berlusconi


Premetto che della puntata di Servizio Pubblico ho visto solo un pezzetto dell’inizio e un pezzetto della fine. E mi è bastato.
Ho provato infatti a guardarlo tutto il tempo, ma dopo nemmeno un minuto, alla frase “volevo andare in giro per il mondo a costruire ospedali per bambini“, ho spento. Era già fin troppo.
Poi quando ho visto su facebook che erano arrivati alla rissa, ho girato e mi son beccato un’imprenditrice che mi parlava come un cassintegrato con argomenti da bar, una mini-rissa tra Berlusconi e Santoro e poi il monologo di Travaglio, che è stata l’unica cosa ad essersi salvata nel marasma che ho visto.
Erano partiti bene, quando li avevo lasciati… nemmeno due ore dopo erano già riusciti a mandare in vacca tutto. Permettendogli di fare i suoi soliti spettacolini: all’atto di pulire la sedia dove si era seduto Travaglio, ho spento. Ma a quanto pare non mi sono perso nulla.
Dai commenti che vedo però su twitter e facebook, c’è chi già esulta per il ritrovato vigore di Berlusconi, che ha sfoderato il vecchio repertorio, ne ha incassate parecchie, ma alla fine è sopravvissuto, grazie anche alla consueta irascibilità di Santoro, che si è fatto sfuggire pure che i patti tra loro erano che non si entrava nei dettagli dei processi al Cavaliere (roba da Violante che in pieno Parlamento dichiara che dal ’94 esisteva un patto per non toccare le televisioni).
Non vincerà, ma questo teatrino gli ha fatto recuperare un sacco di consensi. E se la situazione al Senato per Bersani prima era tragica, ora è disperata, a causa di Lombardia (dove è rinato l’asse con la Lega) e Sicilia (dove ritorna l’asse con gli impresentabili sudisti e clientelari).
Da questo dibattito televisivo il Cavaliere non è uscito vincitore, ma nemmeno perdente: anzitutto perché tutti scommettevano se ne sarebbe andato dopo cinque minuti, e invece ha resistito oltre due ore in trincea (e questo aumenterà la sua aura di “gladiatore”); in secondo luogo perché la squadra d’attacco ha funzionato solo con Travaglio, il resto non è stato affatto incisivo e Santoro ha condotto male la serata.
Ha dato prova di ridicolaggine e ci ha ricordato perché non lo votavamo: ma di certo tutto lo staff di Servizio Pubblico ha reso qualcosa che poteva essere potenzialmente interessante in una noia mortale (molto meglio un confronto tra i due Ber).
Fuori gioco D’Alema e Veltroni, quelli che storicamente lo hanno resuscitato due volte (il primo con la Bicamerale, il secondo col dialogo sulla legge elettorale), Santoro, suo malgrado, ha finito per resuscitarlo una terza: la sua unica fortuna è che, stavolta, il cadavere è conciato troppo male per risalire in vetta.