D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


giovedì 18 aprile 2013

I ministri di Hollande in rivolta contro l’austerità

Sembra che in Francia una parte dei socialisti lancino parole di fuoco contro l'austerità che sta affondando il paese, e che ci sia un grande dibattito. E in Italia?



Telegraph - Mentre preme per un nuovo giro di vite fiscale e di austerità per raggiungere gli obiettivi del disavanzo richiesti dalla UE, il presidente francese Francois Hollande si trova ad affrontare una rivolta anti-austerità da parte dei suoi stessi ministri.
Tre membri del gabinetto hanno lanciato insieme una sfida per un cambiamento politico radicale, avvertendo che i tagli sono diventati controproducenti e che stanno portando il paese dentro una spirale recessiva.
“E’ giunto il momento di aprire un dibattito su queste proposte politiche, che stanno portando l’Unione europea verso il disastro. Le misure di bilancio stanno uccidendo la crescita, è un fatto assurdo e pericoloso” ha detto il ministro per l’industria Arnaud Montebourg.
“Qual è il senso del consolidamento fiscale, se l’economia va a rotoli. La disciplina di bilancio è una cosa, il taglio a morte è un’altra “, ha detto.

CRISI FRANCIA – Mr Holland presenterà mercoledì un altro giro di vite del valore di € 12 miliardi, anche se Parigi sta già affrontando la più dura stretta fiscale da dopo la seconda guerra mondiale e la Francia potrebbe essere già entrata in una tripla recessione.
I tagli sono difficili da conciliare con l’impegno elettorale di Mr Holland dello scorso anno di porre termine all’austerità. Hanno provocato delle critiche furiose in tutta la sinistra francese. “L’austerità non è più sostenibile oggi in Europa, con milioni di disoccupati” ha detto il ministro dell’economia sociale Benoît Hamon.
Mr Hollande ha cercato di ristabilire la disciplina, avvertendo che “nessun ministro ha il diritto di mettere in discussione le politiche in atto”. Tuttavia, si trova in difficoltà nel giustificare il passivo allineamento della Francia alle dottrine tedesche.
Per affrontare Berlino, l’anno scorso Hollande ha flirtato con l’idea del “Blocco Latino”, ma alla fine ha fatto marcia indietro, ritornando come i suoi predecessori all’alleanza franco-tedesca. Qualsiasi deviazione dal Fiscal Compact della UE porterebbe a una prova di forza con Berlino.
Mr Montebourg sembra essere uscito completamente dai ranghi, accusando la Germania di distruggere l’euro mantenendo sotto pressione i salari tedeschi per ottenere un vantaggio competitivo, avvisando che è inaccettabile che un paese voglia “imporre” la propria agenda.
Quasi tutte le misure di austerità verranno da aumenti delle tasse, imposte sulle pensioni e da un prelievo “verde”, piuttosto che da tagli di spesa. Il settore statale salirà quest’anno a un record del 56.9% del PIL, mentre la contrazione economica erode il settore privato. La spesa pubblica ha raggiunto livelli scandinavi, senza la flessibilità nordica del lavoro.
Pierre Gattaz, capo della federazione dell’industria, ha dichiarato che lo stato francese è fuori controllo. “I dirigenti aziendali sono in preda al panico, stressati dalla caduta degli ordinativi, dalla pressione fiscale e dalla perdita di competitività”.
I critici dicono che la stretta fiscale francese non sta nemmeno contribuendo a ridurre l’indebitamento. Come lo stesso crollo dell’economia erode il gettito fiscale, la Francia è a rischio crescente di una trappola del debito. Il prossimo anno il debito pubblico francese passerà dal 90.5% al 94% del PIL, con una drastica impennata.

CRISI EURO – Un rapporto preparato per i ministri delle Finanze dell’UEM durante il fine settimana dal Bruegel Forum a Bruxelles sostiene che la strategia sulla crisi della zona euro è fallimentare, un insieme di politiche confuse che cozzano l’una contro l’altra.
L’eccessiva pressione fiscale impedisce alle banche di ritornare a una situazione sana, mentre l’ostruzionismo sull’unione bancaria perpetua la crisi del credito nel blocco del Club Med.
Il tasso di disoccupazione alle stelle sta erodendo le competenze professionali e “sta minando alle fondamenta il potenziale di crescita dell’Europa nel lungo termine.” La bassa crescita sta rendendo “molto più difficile per le economie duramente colpite del sud dell’Europa recuperare competitività e riprendere il controllo delle loro finanze pubbliche.”
Breugel ha detto che l’apparente successo della strategia di “svalutazione interna”‘della UEM – dove gli stati colpiti dalla crisi riducono i costi del lavoro per recuperare la competitività perduta – è un’illusione causata da distorsioni nei dati della produttività. “Quelli che hanno fatto delle buone performances sono veramente molto pochi”, ha detto.
La relazione chiede un cambiamento radicale di politica per rompere il circolo vizioso ed evitare che l’Europa rimanga indietro mentre gli Stati Uniti recuperano. Eppure, in questa lunga saga della UEM, spesso i ministri delle Finanze sono apparsi signorare i pareri dei loro stessi esperti.



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