D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


giovedì 18 aprile 2013

L’accordo è B. senatore a vita? Per questo non votate Rodotà? Lettera ai parlamentari Pd


di Paolo Flores d’Arcais e Barbara Spinelli
Cari parlamentari del Pd, non possiamo crederci! Non possiamo credere che abbiate anche un pallido dubbio, tra Stefano Rodotà e un candidato (chiunque esso sia) da scegliere in comune con Berlusconi, e dunque di suo gradimento.

Non potete fingere di non sapere che la bussola per Berlusconi è – è sempre stata, fin dal momento della “discesa in campo” – una sola (e duplice): la garanzia di impunità nei suoi processi e la garanzia di mantenimento del suo monopolio mediatico. Qualsiasi candidato Berlusconi sia disposto a votare, è un candidato che evidentemente lo rassicura su queste due questioni cruciali. E Berlusconi non si lascia rassicurare da qualche chiacchiera, ma solo da solidissimi accordi, resi catafratti da qualche inaggirabile pegno. Ma un candidato rassicurante per Berlusconi e il suo conflitto di interessi e i suoi conflitti con la legge, NON è rassicurante per la democrazia italiana, che ha invece bisogno di un Presidente che sia Custode intransigente della Costituzione e dei suoi principi di giustizia e libertà.

Siamo perciò sempre più sbigottiti che tra voi ci sia qualcuno pronto a compiere questo vero e proprio “scelus”, quando avete l’alternativa di un nome come Stefano Rodotà, che oltre alle adamantine qualità etiche e politiche da tutti riconosciute è stato anche il presidente del Pds, da cui il Pd è nato, dunque una figura che non è “di Grillo” ma semmai è “vostra” (se per un uomo di integrale autonomia culturale e civile come Rodotà avessero un senso, che invece non hanno, tali classificazioni di appartenenza).

Diteci, di grazia: in nome di quale storia, di quale tradizione, di quale ragionamento logico, di quale inafferrabile identità non riuscite a digerire il nome di Rodotà? Come mai non vi degnate di spiegare il motivo di un No così granitico (anche le schede bianche sono un No) ai vostri elettori e agli italiani tutti?

Siamo sempre stati scettici rispetto alle voci di accordi “ob scaena”, compresi quelli di una nomina di Berlusconi a senatore a vita, o di ricatti da Berlusconi esercitabili nei confronti di qualche dirigente Pd. Ma ora siamo totalmente disarmati, poiché viene meno ogni altra ragione logicamente plausibile per spiegare un atteggiamento di sudditanza verso il Caimano, e suicida rispetto al futuro del Pd e della sinistra intera: la nostra incredulità deve cedere il passo e riconoscere la fondatezza dei peggiori sospetti.

Solo il vostro comportamento può dissiparli, il vostro voto a Rodotà. Altrimenti diventeranno i sospetti e anzi le certezze di milioni di italiani che smetteranno di votarvi.

(18 aprile 2013)