D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


giovedì 4 aprile 2013

I trattamenti radioterapici creano cellule tumorali 30 volte più potenti rispetto alle normali cellule tumorali


I trattamenti radioterapici creano cellule tumorali 30 volte più potenti rispetto alle normali cellule tumorali 
  
Scritto da Wolfman    

In una ricerca rivoluzionaria appena pubblicata su Stem Cells, una rivista del settore riservata agli specialisti, i ricercatori del Jonsson Comprehensive Cancer Center Department of Oncology della UCLA, hanno scoperto che, benchè uccidano mediamente una metà delle cellule tumorali ad ogni trattamento, le cure con le radiazioni per il tumore al seno trasformano le cellule tumorali superstiti in cellule tumorali staminali che sono molto più resistenti al trattamento delle normali cellule tumorali. Questa nuova ricerca assesta un altro colpo al fallimentare protocollo di cura ufficiale appoggiato dai media ufficiali allineati; 
protocollo che cerca di tagliar via, avvelenare o bruciare i tumori, 
cioè i sintomi del cancro, invece di curare le cause dei tumori, cioè il cancro.

Il dottor Frank Pajonk, il qualificato autore, che è associate professor of radiation oncology presso il Jonsson Center, riferiva in uno studio precedente che «utilizzando le stesse procedure che nella medicina rigenerativa sono adottate per trasformare cellule normali in cellule staminali pluripotenziali (iPS, della terminologia anglosassone), tramite un’attivazione indotta per radiazione», sono state prodotte delle cellule staminali tumorali (iBCSC, della terminologia anglosassone), del tumore al seno. Pajonk, che è uno scienziato che opera anche all’Eli and Edythe Broad Center of Regenerative Medicine sempre dell’Università della California di Los Angeles (UCLA), ha aggiunto: «Èdegno di nota il fatto che le cellule di questi tumori utilizzino, per opporsi al trattamento con le radiazioni, gli stessi percorsi usati per la riprogrammazione cellulare».

In questo nuovo lavoro, Pajonk ed il suo team hanno irradiato normali cellule tumorali non-staminali e le hanno inserite nelle cavie. Attraverso un sistema di imaging unico al mondo hanno potuto assistere (direttamente) alla trasformazione delle cellule normali in iBCSC per reazione al trattamento con le radiazioni. Pajonk riferisce che la nuova produzione di cellule così ottenuta è incredibilmente simile a cellule staminali del tumore al seno, non irradiate. La squadra di ricercatori ha anche potuto calcolare che queste cellule tumorali staminali indotte hanno una capacità di produrre tumori che è di 30 volte superiore a quella delle normali cellule tumorali (del tumore al seno) non irradiate.

Nonostante la mole sempre crescente di prove, la medicina ufficiale continua a basarsi sulla chirurgia, la chemio, le irradiazioni ed ignora qualsiasi soluzione naturale

Alla faccia dei miliardi di dollari spesi per la cura del cancro, questa quarantennale guerra al cancro ad essere onesti, è stata persa. 100 anni fa, in qualunque parte del mondo, la previsione era che forse avrebbe sviluppato il cancro da 1 persona su 50 ad 1 su 100.
Ora la stima è che nell’arco della propria vita verrà diagnosticato un cancro ad 1 uomo su 2 e a 1 donna su 3.
Nonostante sempre più persone al mondo ogni anno si ammalino di cancro e ne muoiano, la medicina ufficiale continua a basarsi su trattamenti fallimentari che, il più delle volte, non solo non curano ma aiutano il cancro a diffondersi ed a ripresentarsi ancora più aggressivo di prima.
Va sottolineato che due su tre dei più diffusi trattamenti ufficiali contro il cancro, e cioè le radiazioni e la chemio, sono essi stessi altamente cancerogeni.

Si potrebbe ritenere che questa nuova ricerca fornisca una solida ragione per ripensare al l’uso delle radiazioni. Invece, gli autori prendono in considerazione i risultati quale stimolo per continuare ad aumentare l’uso delle radiazioni trovando modi che controllino la differenziazione cellulare. Quello che gli scienziati sembrano rifiutarsi di vedere è che sono già state trovate delle alternative naturali che impediscono lo sviluppo di cellule cancerogene staminali.

Solo come esempio, Natural News ha riferito nel maggio del 2010 come una ricerca dell’Università del Michigan avesse trovato un composto nei cavoli e nei germogli di cavolo che ha la capacità di avere come bersaglio le cellule cancerogene staminali. (Breast cancer breakthrough: broccoli component zaps cells that fuel tumor growth) 

I ricercatori si rifiutano di prender atto che le cellule del cancro combattono contro i trattamenti innaturali. Si rifiutano anche di tener conto del crescente numero di prove che indicano come il miglior modo per battere il cancro – così come per evitarlo – consista nel costruire e potenziare le nostra prima linea di difesa: il sistema immunitario.

E la via più sicura ed efficace per potenziare il nostro sistema immunitario e combattere in generale il cancro è quella di operare secondo natura. È anche la via di gran lunga meno costosa, ed è probabilmente qui che si cela l’arcano. Non si può brevettare la natura e trarne guadagno così come invece puoi fare dai trattamenti e dai farmaci ufficiali.

(Nota: Né NaturalNews né l’autore fanno uso di animali ai fini della ricerca medica)

Tony Isaacs, autore di scritti sulla salute naturale, è consulente e ricercatore che gestisce il sito The Best Years in Life dedicato a quelli che vogliono vivere più a lungo, in modo più salutare e felice e vivere delle vite naturalmente più felici e salubri evitando le ricette mediche ufficiali e la gestione ufficiale della malattia. Il signor Isaacs è autore di libri ed articoli sulla salute naturale, sulla longevità e la lotta al cancro, fra i quali Cancer’s Natural Enemy (Il nemico naturale del cancro), e sta lavorando ad un libro di argomento primario la cui uscita è prevista per la fine di quest’anno. Suoi contributi vanno anche al gruppo di rilevanza mondiale S.A N.E.Vax. Inc che è fortemente impegnato a scoprire la verità sui pericoli della vaccinazione HPV (papillomavirus, ndt).

naturalnews.com

Fra le altre fonti citiamo:

www.cancer.ucla.edu/Index.aspx?page=644
www.sciencedaily.com/releases/2012/02/120213185115.htm
www.naturalnews.com/cancer_cells.html
www.naturalnews.com/stem_cells.html















Scritto da Wolfman

In una ricerca rivoluzionaria appena pubblicata su Stem Cells, una rivista del settore riservata agli specialisti, i ricercatori del Jonsson Comprehensive Cancer Center Department of Oncology della UCLA, hanno scoperto che, benchè uccidano mediamente una metà delle cellule tumorali ad ogni trattamento, le cure con le radiazioni per il tumore al seno trasformano le cellule tumorali superstiti in cellule tumorali staminali che sono molto più resistenti al trattamento delle normali cellule tumorali. Questa nuova ricerca assesta un altro colpo al fallimentare protocollo di cura ufficiale appoggiato dai media ufficiali allineati;
protocollo che cerca di tagliar via, avvelenare o bruciare i tumori,
cioè i sintomi del cancro, invece di curare le cause dei tumori, cioè il cancro.

Il dottor Frank Pajonk, il qualificato autore, che è associate professor of radiation oncology presso il Jonsson Center, riferiva in uno studio precedente che «utilizzando le stesse procedure che nella medicina rigenerativa sono adottate per trasformare cellule normali in cellule staminali pluripotenziali (iPS, della terminologia anglosassone), tramite un’attivazione indotta per radiazione», sono state prodotte delle cellule staminali tumorali (iBCSC, della terminologia anglosassone), del tumore al seno. Pajonk, che è uno scienziato che opera anche all’Eli and Edythe Broad Center of Regenerative Medicine sempre dell’Università della California di Los Angeles (UCLA), ha aggiunto: «Èdegno di nota il fatto che le cellule di questi tumori utilizzino, per opporsi al trattamento con le radiazioni, gli stessi percorsi usati per la riprogrammazione cellulare».

In questo nuovo lavoro, Pajonk ed il suo team hanno irradiato normali cellule tumorali non-staminali e le hanno inserite nelle cavie. Attraverso un sistema di imaging unico al mondo hanno potuto assistere (direttamente) alla trasformazione delle cellule normali in iBCSC per reazione al trattamento con le radiazioni. Pajonk riferisce che la nuova produzione di cellule così ottenuta è incredibilmente simile a cellule staminali del tumore al seno, non irradiate. La squadra di ricercatori ha anche potuto calcolare che queste cellule tumorali staminali indotte hanno una capacità di produrre tumori che è di 30 volte superiore a quella delle normali cellule tumorali (del tumore al seno) non irradiate.

Nonostante la mole sempre crescente di prove, la medicina ufficiale continua a basarsi sulla chirurgia, la chemio, le irradiazioni ed ignora qualsiasi soluzione naturale

Alla faccia dei miliardi di dollari spesi per la cura del cancro, questa quarantennale guerra al cancro ad essere onesti, è stata persa. 100 anni fa, in qualunque parte del mondo, la previsione era che forse avrebbe sviluppato il cancro da 1 persona su 50 ad 1 su 100.
Ora la stima è che nell’arco della propria vita verrà diagnosticato un cancro ad 1 uomo su 2 e a 1 donna su 3.
Nonostante sempre più persone al mondo ogni anno si ammalino di cancro e ne muoiano, la medicina ufficiale continua a basarsi su trattamenti fallimentari che, il più delle volte, non solo non curano ma aiutano il cancro a diffondersi ed a ripresentarsi ancora più aggressivo di prima.
Va sottolineato che due su tre dei più diffusi trattamenti ufficiali contro il cancro, e cioè le radiazioni e la chemio, sono essi stessi altamente cancerogeni.

Si potrebbe ritenere che questa nuova ricerca fornisca una solida ragione per ripensare al l’uso delle radiazioni. Invece, gli autori prendono in considerazione i risultati quale stimolo per continuare ad aumentare l’uso delle radiazioni trovando modi che controllino la differenziazione cellulare. Quello che gli scienziati sembrano rifiutarsi di vedere è che sono già state trovate delle alternative naturali che impediscono lo sviluppo di cellule cancerogene staminali.

Solo come esempio, Natural News ha riferito nel maggio del 2010 come una ricerca dell’Università del Michigan avesse trovato un composto nei cavoli e nei germogli di cavolo che ha la capacità di avere come bersaglio le cellule cancerogene staminali. (Breast cancer breakthrough: broccoli component zaps cells that fuel tumor growth)

I ricercatori si rifiutano di prender atto che le cellule del cancro combattono contro i trattamenti innaturali. Si rifiutano anche di tener conto del crescente numero di prove che indicano come il miglior modo per battere il cancro – così come per evitarlo – consista nel costruire e potenziare le nostra prima linea di difesa: il sistema immunitario.

E la via più sicura ed efficace per potenziare il nostro sistema immunitario e combattere in generale il cancro è quella di operare secondo natura. È anche la via di gran lunga meno costosa, ed è probabilmente qui che si cela l’arcano. Non si può brevettare la natura e trarne guadagno così come invece puoi fare dai trattamenti e dai farmaci ufficiali.

(Nota: Né NaturalNews né l’autore fanno uso di animali ai fini della ricerca medica)

Tony Isaacs, autore di scritti sulla salute naturale, è consulente e ricercatore che gestisce il sito The Best Years in Life dedicato a quelli che vogliono vivere più a lungo, in modo più salutare e felice e vivere delle vite naturalmente più felici e salubri evitando le ricette mediche ufficiali e la gestione ufficiale della malattia. Il signor Isaacs è autore di libri ed articoli sulla salute naturale, sulla longevità e la lotta al cancro, fra i quali Cancer’s Natural Enemy (Il nemico naturale del cancro), e sta lavorando ad un libro di argomento primario la cui uscita è prevista per la fine di quest’anno. Suoi contributi vanno anche al gruppo di rilevanza mondiale S.A N.E.Vax. Inc che è fortemente impegnato a scoprire la verità sui pericoli della vaccinazione HPV (papillomavirus, ndt).

naturalnews.com

Fra le altre fonti citiamo:

www.cancer.ucla.edu/Index.aspx?page=644
www.sciencedaily.com/releases/2012/02/120213185115.htm
www.naturalnews.com/cancer_cells.html
www.naturalnews.com/stem_cells.html

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