D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


giovedì 12 settembre 2013

Ogm, l’Italia è una repubblica delle banane. Scoperto altro mais proibito. Cresce indisturbato

mais ogm mon 810 divieto i coltivazione inapplicatoCi sono sviluppi a proposito del decreto interministeriale forse inapplicabile e certo inapplicato che vieta la coltivazione in Italia del mais Ogm Mon 810. Le notizie, pur meritevoli di attenzione, non sono uscite dall’ambito locale e dipingono un quadro che fa dell’Italia una repubblica delle banane, almeno dal punto di vista della legislazione sugli Ogm.
In Friuli sono stati individuati numerosi altri campi di mais Mon 810. Si aggiungono al mais Mon 810 di Giorgio Fidenato. Il suo è il campo più famoso dato che è stato pubblicamente seminato in primavera davanti a giornalisti e fotografi: proprio da quel gesto era nato il decreto ministeriale anti Mon 810.
Tuttavia, nonostante il decreto interministeriale e nonostante una legge regionale del 2011 che vieta le coltivazioni Ogm in Friuli, tutti quei campi sono ancora lì. Indisturbati, a parte un’azione di protesta di attivisti che hanno danneggiato il mais di Fidenato. Il video è dopo il “continua”.
Si può essere d’accordo o meno con quel che fanno gli attivisti e con quel che dice il signore col megafono. A me piace però sottolineare la sovranità alimentare al quale egli si appella. Ladefinizione di questo concetto è assai articolata, ma i principi chiave sono: l’uomo viene prima del mercato.
L’invasione più o meno simbolica del campo di Fidnenato è avvenuta dieci giorni fa. Poco dopo l’eurodeputato Andrea Zanoni, con una certosina consultazione di papiri, ha scoperto che in Friulialtri cinque appezzamenti sono stati seminati a mais Mon 810.
Non risultano effettuati analoghi controlli nelle altre regioni della Pianura Padana dove è diffusa la coltivazione del mais e dove si dice che quest’anno siano stati seminati complessivamente 32.000 ettari di Mon 810. Questo mais – ripeto – continua a crescere anche se il famoso decreto interministeriale proibisce di coltivarlo.
A prescindere dal dibattito Ogm sì-Ogm no, io trovo che questa vicenda dimostri come il diritto in Italia sia ormai diventato un labirinto stregonesco o una roba da repubblica delle banane, se preferite.
Riassunto. L’Ue vieta all’Italia di vietare gli Ogm (anche se la maggioranza della popolazione europea e italiana è contraria agli Ogm) e non riesce a mettersi d’accordo sul diritto di ogni Stato membro di decidere da solo in materia di Ogm sul proprio territorio.
Parallelamente la Regione Friuli adotta una legge che, sebbene in modo contorto, vieta le semine Ogm rifacendosi al fatto che l’Ue prevede una normativa relativa alla coesistenza fra colture Ogm, convenzionali e biologiche. Nonostante questa legge regionale, la Corte europea dà ragione a Fidenato che già negli anni scorsi aveva seminato mais Ogm in Friuli ed era per questo finito sotto processo in Italia.
Così il Parlamento italiano impegna il Governo ad impugnare di fronte alla Ue la cosiddetta“clausola di salvaguardia”, attualmente l’unica via consigliata dagli esperti per impedire la coltivazione di Ogm su un territorio nazionale. Il Governo invece vara solo il famoso decreto pasticciato relativo al divieto di coltivazione del mais Mon 810: con ampia interpretabilità sul fatto che ciò che è stato seminato possa (o meno) continuare a crescere.
La certezza del diritto, dicono, è uno dei pilastri della democrazia. Lo scenario legislativo relativo agli Ogm – ben riassunto dal divieto di coltivare il Mon 810 che non vale una cicca – richiama invece alla memoria l’Azzeccagarbugli e le grida contro i bravi di manzoniana memoria. Più che alla certezza del diritto, qui siamo alla certezza di un rovescio.