D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


martedì 18 giugno 2013

INCENERITORE DI RIFIUTI: LE CARTE TRUCCATE DEL CLAN MARCEGAGLIA E DELLA POLITICA

documenti scottanti!

di Gianni Lannes




Tra i tanti, c’è un documento che inchioda i prenditori Marcegaglia, l’ex governatore Raffaele Fitto, il presidente Nicola Vendola, l’ex sindacoFrancesco Paolo Campo (capogruppo del partito democratico in provincia di Foggia), l’attuale sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, e tanti altri.


Si tratta di una lettera a firma di Antonio Marcegaglia. Il protocollo di ingresso al comune di Manfredonia reca la data del 7 maggio 2002 (numero 15586). Nella missiva l’allora capo della società ETA (all’epoca una società a responsabilità limitata) indica al primo cittadino di Manfredonia il percorso da seguire per realizzare illegalmente un inceneritore di rifiuti mascherato, dopo che il progetto era già stato bocciato per ben due volte, grazie l’attivismo del movimento Medicina Democratica e dello scrivente. In sostanza, un privato detta legge a mille chilometri dalla sua residenza lombarda.

Ecco l’incipit della nota sottoscritta dal fratello di Emma Marcegaglia:

«Il sottoscritto Dott. Antonio Marcegaglia, nato a Mantova il 12/12/63, residente a Gazoldo degli Ippoliti, Via Marconi 174, nella sua qualità di Presidente e legale rappresentante della E.T.A. – Società Tecnologia Ambiente S.r.l. – con sede legale in Crotone … elettivamente domiciliata per ogni comunicazione di legge in Lainate, Via Alessi 2, presso Euroenergy Group S.r.l.. Premesso che 1) In data 19 marzo 1999, la E.T.A. S.r.l. ha sottoscritto il secondo protocollo aggiuntivo al Contratto d’Area di Manfredonia; 2) Che la citata società è nella disponibilità delle aree site nel Comune di Manfredonia e censite al N.,C.E.U. al foglio 135 part.lle nn. 155, 157, 159 e 161 e al foglio 138 particelle nn. 169 e 51… 3) Che gli interventi in oggetto ricadono in zona omogenea agricola E 7…».



Già l’atto di compravendita dei suoli dell’8 ottobre 2004 per mano del noto notaio Filippo Rizzo Corallo di Manfredonia (5 anni dopo la sottoscrizione del contratto d’area per ottenere il denaro pubblico, ossia 15 milioni di euro) attesta e certifica il falso in atto pubblico commesso dal Marcegaglia, a cui sono seguiti una serie innumerevole ed impunita di atti truccati da parte del Comune di Manfredonia e della Regione Puglia (prima Fitto poi Vendola). In altri termini, coperture a tutti i livelli. Il decreto del presidente della giunta regionale (D.P.G.R. numero 111) porta la data del 25 febbraio 2004. Se l'aritmetica non è un'opinione e qualche funzionario ubbidiente ai voleri della casta non ha retrodatato gli atti, era impossibile per legge varare un accordo di programma con l'ETA dei Marcegaglia, giustificandolo per dare lavoro a livello locale. Tra l'altro in seguito sono subentrate ditte da fuori regione. Qui, non torna niente. Bastava un semplice controllo che è stato volutamente omesso dalla Regione. Per favorire con quattrini pubblici chi? Mister Vendola già interpellato nel 2009 e nel 2010, ai tempi del giornaleITALIA TERRA NOSTRA, non ha mai risposto, ma ha soltanto minacciato denunce. Nessuna dialettica, niente dialogo, ma imposizione e intimidazione da chi si sente potente, in violazione, oltretutto, della Convenzione europea di Aarhus.

Un dato è certo: a discapito della salute dell'intera popolazione di Capitanata e dell'agricoltura di questa meravigliosa terra. Allora, chi curerà i bambini ammalati di leucemia? Chi acquisterà prodotti naturali imbottiti di diossine, furani, nanoparticelle ed altre schifezze chimiche? Perché autorizzare la Marcegaglia a sottrarre acqua dalla falda per il funzionamento del sedicente "termovalorizzatore", quando ai contadini è vietato aprire pozzi per irrigare il suolo? Perché nessun sindaco della provincia di Foggia né tantomeno l'ente provincia dove siede a capo Antonio Pepe, ha opposto seriamente un'opposzione a questo progetto di morte?

Infatti, il 24 giugno 2003 veniva sottoscritto tra il presidente della regione Puglia, e dal sindaco di Manfredonia, “l’accordo di programma per la realizzazione da parte della ditta ETA srl di un impianto per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nell’ambito del territorio comunale in località contrada Paglia”. Dopo questa approvazione la potenza del cancrovalorizzatore è stata inopinatamente aumentata fino a toccare ufficialmente addirittura 61,9 megawatt termici (per cui è prevista la valutazione di impatto ambientale, tranquillamente elusa grazie al prodigioso intervento della giunta Vendola). Ma questa è un’altra vicenda di una storia costellata da gravissime violazione di legge da parte di chi rappresenta ai massimi livelli le istituzioni.

Oltretutto, accanto all’area dell’inceneritore è sorta con finanziamento pubblico (9 milioni di euro) la fabbrica del combustibile da rifiuti Cogeam(Marcegaglia e soci), inaugurata dall’assessore Michele Losappio ben 4 anni fa e mai entrata in funzione. éPrima è stata espropriata la terra ai contadini con tanto di firma del presdiente vendola. Il nulla osta del 27 ottobre 2008 (potocollo numero 3531/CD), a firma del commisairo delegato per l0inifinuta emergenza ambientale, ovvero lo stesso Nichi vendola, fa riferimento alla "Costruzione del sistema impiantistico complesso per ilr ecupero energetico dei rifuuti urbani, a serbvizio dei baicni FG/1, Fg/2; FG/3, FG/$, FG/5 costituenti l'intera provincia di Foggia. Costituito da imopajnto di produxione ddi C.D.R. nel comune di Manbfredonia, loc. paglia, approvato con decreto 200/CD del 16/10/2007...".

Fuori tempo massimo - stabilito dalle normative in materia - il governatore ecologista Vendola con il provvedimento del 27 ottobre 2008 ha dato il via libera alla fantomatica "Società Progetto Ambiente di Foggia S,r,l,", con sede però a Massafra in provincia di Taranto. Strano: all'estremo lembo della Puglia. Singolare coincidenza: in contrada Forcellara San Sergio nel tarantino, ha sede anche la Cogeam.

Non a caso i verbali di esproprio della terra in favore del Consorzio Stabile Gestioni Ambientali (CO.Ge.Am) sono stati avviati mediante un atto ufficiale del commissario delegato Nicola Vendola (numero 48/CD) del 31 gennaio 2007. Socio particolare della Cogeam è la Tradeco di Carlo Dante Columella (da Altamura), assai vicino a Vendola.



Quanto è piccolo il mondo. Il 29 giugno 2004 presso lo studio del notaio Aldo Graffeo in Gallarate è presente Antonio Paride Masi (nato a Casarano in provincia di Lecce il 15 dicembre 1966), in qualità di presidente del consiglio di amministrazione della società ETA di proprietà Marcegaglia. E così la società a responsabilità limitata si trasforma in una società per azioni.



Silvio e Nichi, chi l'avrebbe mai pensato? Atti fuorilegge legalizzati con decreto ad personam. 4 anni fa l'allora presidente del consiglio Berlusconi, su proposta del capo del Dipartimento di Protezione Civile, tale Guido Bertolaso, aveva prorogato fino al 31 dicembre 2009 la gestione stralcio della cosiddetta emergenza rifiuti in Puglia, rinnovando al presidente Vendola l'incarico di commissario. Ma poi, perché Vendola ha accolto a più riprese in Puglia - ufficialmente in fase critica - i rifiuti incontrollati della Campania? C'è abbastanza materia per un fattivo interessamento della Procura Nazionale Antimafia. Vero Nichi ed Emma?


don Verzé, vendola & l'assessore Pelillo


Per la cronaca: Berlusconi, Vendola e Ligresti hanno ricevuto dal famigerato don Luigi Maria Verzè, l'identico premio, vale a dire il cedro d'oro.

Vendola - giacca e cravata all'ultimo grido - ha dichiarato che la colpa della diossina in Puglia è ascrivile ai "contadini che bruciano i copertoni".  Davvero? E l'Ilva o l'Enel di Cerano?

Vendola non è possibile attentare alla vita di 700 mila persone, uccidere un antico territorio come la Daunia e pensare di farla franca!


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 Manfredonia (loc. Paglia): incenritore e fabbrica ecoballe Marcegaglia - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)