D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


martedì 4 giugno 2013

Cosa Sta Succedendo ad Istanbul?

DI TARIHINDE YAYIMLANDI
Istanbul_articolo

Ai miei amici che vivono fuori dalla Turchia: Sto scrivendo per farvi sapere cosa sta succedendo ad Istanbul negli ultimi cinque giorni. Devo scriverlo io stesso perchè la maggior parte delle fonti mediatiche sono state chiuse dal governo e il passaparola ed internet sono gli unici modi che ci sono rimasti per spiegare cosa accade e per chiedere aiuto e supporto. Non hanno fatto altro che stare fermi davanti alle ruspe. Non c'era nessun giornale e nessun canale televisivo a riportare la protesta. C'è stato un completo black out mediatico. Ma la polizia è arrivata con gli idranti e lo spray irritante. Hanno attaccato i manifestanti per cacciarli fuori dal parco. La sera il numero dei manifestanti si era moltiplicato ed anche il numero delle forze di polizia intorno al parco. Nel frattempo il governo cittadino di Istanbul ha chiuso tutte le vie che portavano a piazza Taksim, dove si trova Gezi Park. La metro è stata messa fuori servizio, i traghetti cancellati e le strade bloccate.
Eppure sempre più persone raggiungevano a piedi il centro della città. Venivano da ogni parte di Istanbul. Venivano da contesti diversi, da ideologie diverse e da religioni diverse. Si sono riuniti tutti insieme per impedire la demolizione di qualcosa più grande del parco: Il diritto di vivere come rispettabili cittadini di questa nazione. Si sono radunati ed hanno marciato. I poliziotti li hanno attaccati con spray irritante e gas lacrimogeni ed hanno diretto i blindati contro chi in cambio gli offriva cibo. Due giovani sono stati investiti dai blindati e sono morti. Una giovane donna, una mia amica, è stata colpita alla testa da una bomboletta di gas lacrimogeno. I poliziotti le sparavano in mezzo alla folla, ad altezza d'uomo. Dopo un'operazione durata tre Quattro giorni fa un gruppo di persone non appartenenti a nessuna organizzazione o ideologia specifica si sono ritrovati al Gezi Park di Istanbul. Tra loro c'erano parecchi miei amici e studenti. La loro motivazione era semplice: ostacolare e protestare contro l'imminente demolizione del parco e la costruzione di un ennesimo centro commerciale proprio nel centro della città. Ci sono già molti centri commerciali ad Istanbul, almeno uno in ogni quartiere! L'abbattimento degli alberi avrebbe dovuto iniziare giovedì mattina presto. La gente è andata al parco portando con sè coperte, libri e i bambini. Hanno montato le tende ed hanno passato la notte sotto gli alberi. La mattina presto quando le ruspe hanno iniziato a sradicare gli alberi centenari dal suolo, ci si sono messi davanti per impedire le operazioni. ore la mia amica è ancora in terapia intensiva in condizioni critiche. Mentre sto scrivendo ancora non sappiamo se ce la farà. Questo blog è dedicato a lei. Quelle persone sono miei amici. Sono miei studenti, miei parenti. Non hanno un'"agenda segreta" come vorrebbe far credere lo stato. La loro agenda è lì fuori. E' molto chiara. Il governo sta svendendo tutta la nazione alle corporazioni, per costruire centri commerciali, condomini di lusso, autostrade, dighe e centrali nucleari. Il governo sta cercando (e creando quando quando necessario) qualsiasi scusa per attaccare la Siria contro la volontà dei suoi cittadini. Ed oltre a tutto ciò, il controllo del governo sulle vite dei cittadini è diventato insopportabile in questi ultimi tempi. Lo stato, seguendo la sua agenda conservatrice, ha creato numerose nuove leggi e regole sull'aborto, il parto cesareo, la vendita e il consumo di alcool e persino il colore del rossetto utilizzato dalle assistenti di volo. Le persone che stanno manifestando nel centro di Istanbul stanno chiedendo il loro diritto di vivere liberamente e ricevere giustizia, protezione e rispetto da parte dello Stato. Stanno chiedendo di prendere parte alle decisioni nella città in cui vivono. Quello che invece hanno ricevuto è stato un eccesso di forza ed una immane quantità di gas lacrimogeno sparato dritto in faccia. Tre persone hanno perso la vista. Ciononostante ancora marciano. Centinaia di migliaia di persone si uniscono a loro.Più di duemila hanno attraversato a piedi il ponte sul Bosforo per raggiungere quelli di piazza Taksmin. Non c'era nessun giornale o canale televisivo a riportare gli eventi. Erano intenti a mandare notizie su Miss Turchia e "il gatto più strano del mondo". La polizia ha continuato ad attaccare i manifestanti e sparare così tanto gas irritante che cani e gatti randagi si sono intossicati e sono morti. Le scuole, gli ospedali e persino gli hotel a 5 stelle intorno a piazza Taksim hanno aperto le porte ai feriti. I dottori hanno utilizzato le classi e le stanze degli hotel per prestare i primi soccorsi. Alcuni poliziotti si sono rifiutati di sparare gas su gente innocente ed hanno lasciato il lavoro. Intorno alla piazza sono stati posizionati jammer disturbatori per impedire la connessione ad internet e le reti 3G sono state bloccate. I residenti ed i negozi della zona hanno aperto le connessioni wireless per la gente che è per strada. I ristoranti hanno offerto cibo ed acqua gratuitamente. La gente si è radunata per le strade anche nelle città di Ankara ed Izmir per dare supporto alla resistenza di Istanbul. I media ufficiali hanno continuato a parlare di Miss Turchia e del "gatto più strano del mondo".
Sto scrivendo questa lettera perché sappiate che cosa sta succedendo ad Istanbul.I media ufficiali non vi racconteranno niente di tutto questo. Almeno non nel mio paese. Per favore postate tutti gli articoli che trovate su internet e spargete la parola. L'altra sera mentre postavo articoli su cosa stava succedendo ad Istanbul qualcuno mi ha fatto questa domanda: "Cosa speri di ottenere lamentandoti del nostro paese con degli stranieri?" Questo blog è la mia risposta a lei. "Lamentandomi" del mio paese spero di ottenere: Libertà di espressione e di parola, Rispetto per i diritti umani, Controllo sulle mie decisioni che riguardano il mio corpo, Il diritto di radunarsi legalmente in qualsiasi parte della città senza essere considerato un terrorista. Ma più di ogni altra cosa, spargendo la voce tra voi, amici che vivete in altre parti del mondo, spero di ottenere la vostra attenzione, supporto ed aiuto! Per favore spargete la voce e condividete questo blog. Grazie! Per ulteriori informazioni o cosa che potete fare per aiutare per favore visitate il Call for Urgent Help di Amnesty International. 

TRADOTTO PER ECV DA DIEGO ONORATI