D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


lunedì 10 giugno 2013

Operazione Pasticcini: FAVORISCA I DOCUMENTI. ADESSO BASTA... Andrea Mavilla


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Ciao amici,

in questo preciso istante sono le 3.00 del mattino – 8 Giugno 2013. Non so quando i miei collaboratori pubblicheranno questa lettera.

Il 7 Giugno – 2013, mentre mi uscivo per raggiungere il posto di lavoro, mi trovo davanti un’autovettura dei Carabinieri, la quale si trova parcheggiata in prossimità di un semaforo, con le ruote sul marciapiede riservato alle persone diversamente abili e non contenti in contromano.

Trovandomi davanti questa vergognosa situazione, decido di girare un video per denunciare pubblicamente, quello che tutti voi avete avuto modo di vedere.

Una volta inserito il video On-Line, alle 22.00 … 30 Carabinieri piombano nel mio appartamento.

Dopo alcuni minuti, il mio appartamento diventa il covo del “Boss o Criminale” più spietato e ricercato D’Italia. Vengo minacciato, insultato, denigrato ed abusato. Successivamente viene effettuata una perquisizione “NON AUTORIZZATA”, dove gli stessi devastano stanza dopo stanza.

Successivamente decidono di fermarmi con l’accusa di “diffamazione aggravata in flagranza di reato”.

Ci tengo a comunicarvi che quanto accaduto all’interno della Caserma dei Carabinieri di Bellusco, è attualmente al vaglio della magistratura, in quanto il mio Avvocato ha provveduto ad una denuncia per Abuso di Potere ed Abuso D’Ufficio.

Inoltre quello che sentirete e vedrete “prossimamente” su questo triste episodio, non deve portare tutti VOI ad associare l’intera Arma dei Carabinieri, come “violenta”, ma piuttosto, condannare e punire i singoli soggetti, i quali infangano e sporcano quella stessa divisa.

Colgo l’occasione ringraziando tutti voi, anticipandovi che: questa storia ha rafforzato la voglia di denunciare e documentare queste INGIUSTIZIE. Andrea Mavilla

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