D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


lunedì 17 febbraio 2014

Avviato il processo di distruzione delle armi chimiche nel mare di Creta



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<<Il processo di distruzione dell’arsenale chimico siriano è stato avviato>>, afferma l’eurodeputato
 Krìtonas Arsenis, definendo <<fumo negli occhi>> le rassicurazioni di segno opposto del governo in 
proposito.
Con un nuovo intervento il parlamentare europeo indipendente pretende l’immediata cessazione del
 processo e accusa il governo di aver nascosto la realtà ai cittadini di Creta. In particolare si riferisce
 alle dichiarazioni del ministro degli Esteri Evànghelos Venizelos e del Vice Ministro Dimitris Kourkoulas.
Pochi giorni fa D. Kourkoulas aveva risposto a una domanda del deputato di Chanià (Creta) Manousou 
Voloudaki, sostenendo che <<lo smaltimento delle armi chimiche siriane verrà effettuato su una nave
 degli Stati Uniti in acque internazionali nel Mediterraneo; le armi verranno poi trasportate sulla costa, 
probabilmente in Germania, al fine di distruggerle>>.
Krìtonas Arsenis ha invitato ancora una volta il governo a intervenire immediatamente per fermare la
 distruzione delle armi chimiche siriane nelle acque vicino Creta. <<La procedura può già essere stata 
avviata, e durerà 20 giorni. Ogni giorno che passa ci sono rischi per la salute, l’ ambiente e il 
turismo >>, afferma l’eurodeputato, aggiungendo: <<eppure il governo, invece di assumere 
il ruolo di garante della sicurezza e della trasparenza del processo di distruzione ed in
 particolare del cambiamento del luogo di esecuzione, non fa altro che confortare, rassicurare
 e disinformare>>.
Per quanto riguarda le dichiarazioni di Dimitris Kourkoulas e le affermazioni che garantivano che le armi
 chimiche non sarebbero state distrutte al largo di Creta, Krìtonas Arsenis si chiede : <<Il governo 
non era al corrente del fatto che i rifiuti chimici sarebbero stati distrutti al largo delle coste di Creta, 
dopo appena quattro giorni? Perché il governo si serve della compiacenza e fuorvia l’opinione pubblica 
sulla questione? Ogni qual volta si assiste ad una nuova dichiarazione del signor Venizelos nascono
 sempre piú domande circa i motivi dell’inerzia quasi provocatoria del governo. L’unica dichiarazione 
ufficiale si riferisce ad affermazioni ricevute da Organizzazioni Non Governative dopo una riunione con
 i rappresentanti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Delle tre organizzazioni nominate dal signor 
Venizelos, il WWF non aveva partecipato ad alcuna riunione, mentre non era neanche presente l’ONG
 Oceanica>>.
Krìtonas Arsenis sostiene che <<davanti a questa “inerzia” senza precedenti del governo Samaràs e
 del Ministro degli Affari Esteri, i quali non solo si rifiutano di sfruttare la Presidenza greca per pretendere
 l’annullamento del piano di distruzione di armi chimiche nel mare di Creta, ma non si sono neanche
 interessati di informare pienamente i nostri concittadini in merito alla questione>>, in qualità, quindi, di
relatore della sessione della 68ª Assemblea generale dell’ONU, l’eurodeputato ha posto la questione al 
Presidente dell’Assemblea generale, John W. Ashe. Si noti che John W. Ashe non era a conoscenza 
delle reazioni dei residenti né della mancanza di informazioni e si è impegnato a informare il Segretario
 Generale dell’ONU Ban Ki-moon e i suoi rappresentanti che gestiscono il problema.
Inaugurazione dell’industrializzazione degli oceani
Secondo un articolo di Ada Psaràs pubblicato su Ef.Syn. [il Giornale dei Redattori, n.d.t.] la 
neutralizzazione delle sostanze chimiche verrà effettuata a bordo della nave Cape Ray in acque 
internazionali, aggirando così le leggi riguardanti la salvaguardia marina. Questa anteprima mondiale 
trasformerà l’alto mare in una zona libera da qualsiasi controllo democratico e da eventuali vincoli
 ambientali e sociali. <<Attraverso questa procedura in mare aperto si apriranno le porte per
 l’industrializzazione degli oceani>>, sostiene nell’articolo, Thasos Fotinòs, responsabile del settore 
Ecologico della Sinistra Democratica, DIMAR.
Nell’articolo afferma che la nave Cape Ray (di tipo Ro-Ro) fa parte della flotta americana che trasporta
 attrezzature militari. Questo tipo di nave è particolarmente vulnerabile agli incendi e alle infiltrazioni 
d’acqua e i miglioramenti apportati alla nave non garantiscono una sufficiente galleggiabilità in caso
 di gravi danni strutturali. La Cape Ray è stata costruita 36 anni fa. In media un Ro-Ro va in disuso 
dopo 30 anni di servizio.
Inoltre, si nota che il Sistema di Installazione del Campo di Idrolisi (Field Deployable Hydrolysis System,
 FDHS) per il trattamento delle sostanze delle armi chimiche sviluppato dal Dipartimento della Difesa 
degli Stati Uniti in collaborazione con il settore dell’industria, è in fase di pilotaggio. È stato completato 
questa estate ed è stato costruito per essere utilizzato sulla terraferma e non in mare.
Ė ancora da dimostrare la capacità del sistema di poter elaborare di continuo ed in modo sicuro
 500-600 tonnellate di sostanze tossiche e, sempre secondo il “Giornale dei Redattori”, utilizzarlo per la
 prima volta su scala industriale su una barca è un’impresa avventurosa con molti rischi per l’equipaggio,
 i tecnici e l’ambiente. Questo metodo produce 800 tonnellate di fanghi residui per 500 tonnellate di 
prodotti chimici, anche se non è noto come e dove verranno distrutti questi fanghi. Inoltre prendendo in
 considerazione le attrezzature della nave (filtri d’aria) diventa chiaro che ci sarà una fuoriuscita di gas
 dal processo di idrolisi.
Viene inoltre sottolineato che per quanto riguarda la parte legale gli Stati Uniti non hanno ratificato la
 Convenzione sul Controllo dei Movimenti oltre frontiera dei rifiuti pericolosi e sulla loro eliminazione. Per
 essere imbarcati legalmente dalla Siria sulla Cape Ray, secondo le normative degli Stati Uniti, ci 
dovrebbe essere un accordo specifico tra lo Stato che li esporta e lo Stato che li importa (articoli 4 e 11 
della Convenzione di Basilea). Lo smaltimento delle sostanze chimiche imbarcate sulla Cape Ray avverrà 
in acque internazionali, aggirando così le leggi riguardanti la salvaguardia marina.
Fonte: tvxs.gr
Traduzione di Ioli Baroncini per AteneCalling.org
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