D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


sabato 22 febbraio 2014

La Matrix Svelata – Parte 4: influenza e vaccinazione

In questo episodio, Rappoport continua la sua intervista al “propagandista” Ellis Medavoy  sugli inquietanti retroscena della manipolazione di stampa e opinione pubblica da parte di alti funzionari dei servizi segreti americani.
Cosa significa produrre sempre nuovi vaccini?
Cosa si nasconde dietro alla spasmodica corsa a presentare al pubblico farmaci sempre nuovi e vaccini “ancora più efficaci”?
Cosa c’è di vero o di inventato nelle malattie di questi ultimi decenni?
In che modo la lobby del farmaco utilizza i metodi di controllo mentale?
Jon Rappoport ne parla con Ellis Medavoy, ex manipolatore occulto ora in pensione.
Gli articoli precedenti si trovano, in ordine cronologico, nella sezione “Sociale” del Blog.

Influenza e vaccinazione

D: Mi pare che i vaccini siano sempre più presi di mira.
R: Azioni legali, negli Stati Uniti e in Inghilterra.
Una nuova serie di accuse contro la malattia chiamata Sindrome del Golfo, causata in parte dai vaccini.
Sì, un numero sempre crescente di genitori iniziano a rendersi conto degli effetti tossici e si stanno organizzando.
D: Qual è la reazione delle lobby mediche a questo?
R: Creare il bisogno di vaccini sempre nuovi.
Crearne di nuovi, studiare nuove confezioni attraenti delle loro creazioni.
D: Se sei attaccato su quattro fronti, meglio allargare la guerra su dodici…
R: Esatto: lei è un tipo sveglio, forse troppo…
D: Cosa intende per creare “nuove confezioni attraenti”?
R: Le faccio qualche esempio: prenda un tipo che gestisce un servizio scommesse.
Riesce a farsi dare un numero verde e lo pubblicizza nelle radio.
La gente inizia a chiamare e a fare scommesse, poi perdono tutti i soldi.
Due settimane dopo questo tipo cambia nome al suo servizio di scommesse sportive, crea un nuovo messaggio pubblicitario e si fa assegnare un nuovo numero verde.
D: Una comunicazione pubblicitaria nuova di zecca.
R: Proprio così. Un altro esempio: un tipo che ha un business su prodotti per la cura della calvizie.
Si fa assegnare un numero verde, pubblicizza il suo prodotto che fa ricrescere i capelli ed è un prodotto innocuo.
Dopo qualche mese gli ordini per quel prodotto diminuiscono fino ad esaurirsi,  perché questa roba funziona raramente.
L’azienda si trova un nuovo nome, stabilisce procedure un po’ differenti e inizia a pubblicizzare un nuovo numero verde.
D: Sta dicendo che è ciò che accade con i farmaci?
R: Ovviamente.
Una casa farmaceutica inventa un farmaco contro il cancro. Questo farmaco uccide le persone.
Qualche anno dopo l’azienda, senza ritirare il vecchio farmaco dal mercato, inventa una nuova variante e la testa.
Diffondono i risultati che dicono che il nuovo farmaco “è ancora più efficace”, ne fanno una nuova confezione in sostanza.
D: Quindi, nel casi dei vaccini, quando finiscono sotto attacco cosa succede?
R: Arrivano nuovi vaccini, e poi ancora vaccini rinnovati e poi ancora vaccini ulteriormente rinnovati, escono sempre più vaccini.
Qui il ruolo delle “Relazioni Pubbliche” (o propaganda) è quello di rassicurare il pubblico che si tratta di una ricerca benefica, basata su sforzi “umanitari”, per arrestare il diffondersi della malattia.
Il ricercatore che lavora rinchiuso nel suo laboratorio è presentato al pubblico come un eroe.
D: Parliamo delle morti causate dall’influenza aviaria.
Ci sono casi di decessi che sono accaduti nonostante la somministrazione del vaccino, il Tamiflu.
Era il vaccino che avrebbe dovuto contrastare la pandemia, che non è mai esistita.
Pensa che quando ci sono decessi, nonostante l’uso di un farmaco, i fatti pubblicati seguono una  manipolazione e interpretazione prestabiliti?
R: Certo, parole come “resistenza” e “mutazione” sono quelle che escono e sono usate di più. Costruiscono una storia.
D: Come sono usate queste parole?
R: “Il virus ha sviluppato resistenza al farmaco”,  “ il virus ha subito una  mutazione, per questo gli effetti del farmaco non sono più validi”.
D: In questo modo non si può dare la colpa al farmaco se non ha funzionato?
R: Non solo: non si può dare colpa al farmaco se il malato è morto, è colpa del virus.
D: Che ne è delle prove della mutazione di germi e virus?
R: Provi a trovarle.
In genere si diffonde la notizia di una mutazione, senza nessun tipo di prova.
E’ solo un racconto, fanno finta che il virus sia mutato, dalla mattina alla sera.
E’ quella la ragione per cui il farmaco non ha avuto efficacia.
D: Altra domanda: hanno mai trovato il virus nel corpo del malato?
R: In realtà dovrebbe chiedersi: hanno mai trovato anticorpi per quel virus?
D: Gli anticorpi sono segnali di salute, giusto?
R: Sì. Nella maggior parte dei casi non si riesce ad isolare il virus.
Anche quando ci riescono, non riescono a dimostrare che l’alta presenza di virus sia la causa della malattia.
E’ tutto un controsenso e una confusione.
D: Quindi si prende un paziente che non è gravemente ammalato, gli si danno delle medicine, poi muore.
Si diffonde la storia in modo da far sembrare che sia stato il virus o il germe ad avere causato la morte.
Quando invece la sola spiegazione logica è che la morte sia stata provocata dal farmaco.
R: Proprio così. I produttori di farmaci hanno teorie di come i farmaci agiscono sulle malattie.
Dicono che prima succede questo poi quello e poi quell’altro ancora.
Però non hanno una storia passo passo per raccontare in che modo il farmaco ha causato il decesso.
Non vogliono che si venga a sapere.
Invece dicono che non ci sono prove per affermare che la morte è stata causata dal farmaco, dicono che potrebbero esserci altri fattori, in questo modo si sganciano da ogni responsabilità.
Nel caso del Tamiflu, quello che affermano è che il vaccino poteva (al massimo) accorciare la durata dell’influenza di qualche giorno.
Però chi produce il farmaco non vuole che questa notizia si diffonda, quindi preferiscono dire e far credere che il vaccino è stato inefficace perché il virus ha subito una mutazione.
Preferiscono non diffondere l’idea che il vaccino non protegge dall’influenza e che si può morire in ogni caso.
A loro fa comodo perché altrimenti l’opinione pubblica potrebbe dire “questo farmaco non fa quasi nulla, è meglio  lasciarlo perdere”.

Appendice:

Segue, a titolo di esempio, un articolo del giornale australianoSydney Morning Herald, che ricalca in maniera stupefacente lo schema appena descritto da Ellis Medavoy:
Mark Metherell,
23 Dicembre 2005
Il decesso di pazienti mette in allarme
gli esperti dell’influenza aviaria
La morte di due soldati colpiti da influenza aviaria, vaccinati con Tamiflu, ha innescato una serie di interrogativi.
Gli esperti affermano che il virus nel sangue dei due pazienti ha subito una mutazione.
La grande preoccupazione sulle resistenze del virus al Tamiflu, ha portato il governo australiano ad acquistare scorte di un altro tipo di vaccino, il Relenza.
In uno dei casi più recenti, in una ragazzina di 13 anni, il virus prima è mutato poi è diventato più aggressivo e, infine ne ha causato la morte.
I medici, finanziati dal British Wellcome Trust hanno fatto richiesta urgente di studiare nuovi piani per combattere la pandemia.
Affermano che oltre al Tamiflu, c’è bisogno di altri tipi di farmaci.
Uno dei massimi esperti australiani di influenza, Graeme Laver, dice che è preoccupante come la mutazione possa avvenire in tempi rapidissimi.
Afferma l’esperto che la resistenza al virus deve essere stata causata da una rapidissima mutazione, perché una tale resistenza non era stato possibile ricrearla neanche in ricerche in laboratorio.
Sostiene che le prossime epidemie di influenza saranno di un ceppo diverso e che questo potrebbe essere considerato come un elemento favorevole, perché le resistenze ai farmaci sarebbero inferiori.
Così come inferiori potrebbero essere le possibilità di sviluppare una resistenza altrettanto rapida.
Il virus dell’influenza aviaria ha ucciso finora 71 persone in tutto il Sud Est Asiatico.
Il portavoce del ministero della salute, Kay McNiece, ha detto che le notizie di un primo caso di resistenza al Tamiflu, sono state le ragioni per cui il governo australiano ha preso la decisione di ordinare un milione e 800 mila dosi di un altro tipo di vaccino, in alternativa al Tamiflu.
Il nome del vaccino è Relenza.
Il governo australiano aveva acquistato già più di tre milioni di vaccini, stoccati in luoghi segreti, in maggioranza Tamiflu.
I finanziamenti per contrastare la pandemia erano pari a 555 milioni.
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