D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


giovedì 20 febbraio 2014

Gino Strada all’attacco: “Parlamento pieno di papponi, pedofili e condannati”

Tirato in ballo da Renzi che ottiene l'ovvio ed ennesimo rifiuto, ricordiamoci come la pensa questa persona , che vive ogni giorno a contatto diretto col risultato degli inciuci politi e lobbysti di tutto il pianeta.....

 Gino Strada all’attacco: “Parlamento pieno di papponi, pedofili e condannati”
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Gino Strada all’attacco: “Parlamento pieno di papponi, pedofili e condannati”

Il fondatore di Emergency in un’intervista al Fatto attacca le istituzioni e scarica Grillo: “Il mio nome per il Quirinale era una provocazione, non penso che il M5S cambi le cose”. E ammette: “Non ho votato per loro semplicemente perché non voto da 35 anni, non voterò mai chi non mi garantisce che non mi porti in guerra”.
Per lui il parlamento è “un luogo inutile pieno di condannati, papponi e pedofili“. E’ la bordata che il fondatore di Emergency Gino Strada lancia alle istituzioni. In un’intervista al Fatto Quotidiano il chirurgo-pacifista è un fiume in piena e ne ha per tutti.
E Gino Strada non risparmia neanche Beppe Grillo: “Lui mi ha candidato al Colle. Ma era una proposta-provocazione. Il presidente lo eleggono i grandi elettori e dentro il parlamento ci sono condannati, papponi e pedofili”. Insomma Strada non ha mai preso sul serio la sua candidatura al Colle si dice deluso dal Movimento Cinque Stelle: “Il M5S è stato un segnale forte per i signori della politica. Non sono però ottimista sul fatto che le cose cambieranno. Bisogna parlare di valori, più delle coglionate dei politici”.
Intanto il fondatore di Emergency da un lato critica il palazzo ma dall’altra invece “sogna” la poltrona da ministro. Vorrebbe il dicastero della sanità: “Se me lo chiedessero seriamente lo farei. Il mio programma è questo: fuori il profitto dalla sanità, nessun soldo pubblico deve più finire nelle tasche del privato”.
Il Movimento Cinque Stelle lo ha già scaricato da tempo e non ha nemmeno votato per il partito di Grillo: “Non voto da 35 anni. Non voterò mai chi non mi garantisce che non mi porti in guerra. A me basta la mia coscienza civile. Stiamo costruendo un Paese privato non una Repubblica. Abbiamo la Costituzione più grottesca del mondo. Siamo in una giungla“. Insomma per Strada Grillo ha fallito e la rivoluzione lui l’attende ancora dalla sinistra: “La parola sinistra è stata stuprata. Bisogna cambiare parola”.