D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


martedì 18 febbraio 2014

Neve igroscopica a base di uranio e silicio: la nuova frontiera dei killer militari del clima

In varie regioni europee, Italia compresa, è stata segnalata la presenza di una neve artificiale e polimerica, contenente sostanze tossiche e metalli pesanti, e la frequente caduta di misteriosi e pericolosi filamenti
Il sito Tankerenemy ha recentemente riportato una sconvolgente notizia: in seguito alle copiose nevicate che hanno interessato vari paesi europei nelle ultime settimane, è stata in più località segnalata la presenza di una sorta di neve artificiale, con caratteristiche igroscopiche e composta da polimeri.
In Romania, dove questo fenomeno si è verificato più volte, sono state condotte delle analisi di laboratorio su alcuni campioni prelevati al suolo, ed i risultati sono stati a dir poco sconcertanti. Subito è emersa la presenza, in questo fenomeno meteorologico indotto, di veleni e di metalli pesanti di ogni tipo, nitrati, DDT (un pesticita vietato dal 1970 in Europa e in molte altre parti del mondo perché cancerogeno ed estremamente dannoso per gli esseri umani) e persino forti tracce di uranio impoverito.
Da rilevare è che, come molti testimoni hanno riferito, durante la caduta dal cielo di questa "neve" polimerica, i cani, che amano solitamente scorazzare sui campi innevati, se ne tenevano a debita distanza, rifiutandosi in molti casi di uscire all'aperto.
Il Dottor Gheorghe Mencinicopschi, direttore del laboratorio A.C.I. di Bucarest, che ha condotto le analisi, ha confermato pienamente la non naturalità di questi fiocchi che non si sciolgono, non producono acqua e, se messi a contatto con una fiamma, si bruniscono ed emettono un forte odore di plastica bruciata.
Siamo al cospetto di una neve a base di polimeri altamente igroscopici, prodotta sicuramente attraverso un processo chimico, un materiale che molti hanno associato ai ripetuti passaggi di aerei che rilasciano nel cielo scie chimiche bianche e persistenti, scie che, a differenza delle comuni contrails (scie di condensazione), restano visibili talvolta per ore, se non per tutta la giornata. Un materiale di origine militare che, a detta di molti esperti, avrebbe la funzione di catturare l'umidità atmosferica ed indebolire le perturbazioni, facilitando le comunicazioni radar-satellitari delle forze della NATO.
Come ha dichiarato il Dott. Mencinicopschi, nei campioni da lui analizzati sono stati riscontrati "veleni destinati ad incidere per decenni sulla salute delle persone". Il piombo, ad esempio, arrivava a 76,72 mg./litro, un livello otto volte superiore al limite massimo consentito. L'avvelenamento da piombo causa la perdita delle unghie e dei capelli e danneggia il sistema nervoso, soprattutto quello dei bambini. Il cadmio (ingrediente sempre presente nelle scie chimiche) arrivava a 0,075 mg./litro. È un metallo pesante estremamente tossico e tende ad accumularsi nei reni. I nitrati raggiungevano gli 11,35 mg./litro. Un tasso decisamente allarmante, se si considera che una concentrazione di 50 mg./litro può essere sufficiente per uccidere un bambino in poche ore. I nitriti, potenziali causa di neoplasie al sistema linfatico, raggiungevano un livello di 0,16 mg./litro. Da rilevare, infine la presenza di pesticidi neurotossici e cancerogeni come il già menzionato DDT (0,0415 mg./litro) e il Lindano (0,0593 mg./litro) e di elevate tracce di olî lubrificanti (28 mg. per decimetro cubo!).
Parallelamente alla presenza di questa neve polimerica, si sta riscontrando la sempre più frequente caduta dal cielo di insoliti filamenti, chiamati "capelli d'angelo", anch'essi di natura artificiale e polimerica. L'Italia non è affatto esente da questo fenomeno, che è stato recentemente segnalato su molte nostre città, Roma compresa. In certi casi la pioggia di queste "fibre" è stata talmente copiosa che molti cittadini, accortisi dell’anomalia, hanno allertato i Vigili del fuoco. Alcune testate, per lo più locali, hanno prima riportato la notizia con toni interrogativi, poi con incredibile tempestività, hanno riferito le “spiegazioni” fornite dagli “esperti”, secondo i quali si tratterebbe di "tele di ragni volanti". Una spiegazione risibile e del resto seccamente smentita dagli esami di laboratorio, che ne hanno accertato la natura polimerica e artificiale.
Quelle precipitate, come ha rilevato il più occasioni il sito Tankerenemy, "sono dunque fibre polimeriche diffuse con gli aerei impegnati nelle attività di geoingegneria illegale. Molti si chiedono per quale ragione i militari le disperdano: abbiamo in parecchi articoli analizzato la questione ed illustrato la composizione chimica dei filamenti. Essa non coincide con la sericina, la proteina di cui sono formate le ragnatele". 
Le conclusioni dei ricercatori sono a riguardo piuttosto allarmanti: questi filamenti sono impiegati come vettori dei composti chimici, a loro volta usati per creare corridoi elettromagnetici. E le fibre, essendo costituite di materiali biocompatibili, si “legano” al DNA degli esseri viventi, favorendone una ridefinizione genetica secondo nuovi parametri biologici, anzi biotecnologici. 
I polimeri diffusi con queste irrorazioni aeree sono dannosissimi. Si consideri, ad esempio, il caso del metanale, un polimero particolarmente pericoloso che ha bisogno di un catalizzatore che, guarda caso, è costituito dai carbagammati. I carbagammati sono di origine organica, della famiglia degli uretanici. La reazione tra un gruppo amminico e biossido di carbonio permette la biosintesi del carbammato. Costituiscono un gruppo importante di insetticidi: ne sono esempi il feniluretano, l'Aldicarb, il Carbofuran, il Fenoxycarb, il Sevin ed il Ethienocarb. Questi insetticidi agiscono causando inibizione della colinesterasi per inattivazione reversibile dell'enzima acetilcolinesterasi. Alcuni di questi composti sono molto tossici anche per gli esseri umani. 
I poliuretani sono una classe di polimeri la cui struttura è formata da gruppi carbammato multipli. Questi materiali possiedono un'ampia varietà di proprietà e sono commercialmente disponibili come schiume, elastomeri e solidi. E alcuni carbammati, come neostigmina, rivastigmina e meprobamato, sono usati in farmacoterapia come inibitori dell'enzima colinesterasi. L'uretano etilico (C2H5-O(CO)-NH2) è dotato di proprietà anestetiche generali ed anche mutagene. È stato usato in passato nella terapia del mieloma multiplo, perché dotato di proprietà alchilanti del DNA Oggi è stato del tutto abbandonato, poiché troppo tossico e riconosciuto anche dotato di proprietà cancerogene, soprattutto per il polmone e lo stomaco.
La formazione di un carbammato costituisce un utile gruppo protettivo adoperato nella sintesi chimica delle proteine per proteggere gruppi amminici che non si vuole far reagire. È stabile nelle condizioni di reazione e può essere successivamente facilmente rimosso per idrolisi. In sintesi, carbammati sono convenientemente sintetizzati per reazione di alcoli o fenoli con un isocianato o, in alternativa, per reazione di un gruppo amminico con un estere dell'acido cloroformico. 
L'inibizione della colinesterasi è stata associata all'esposizione a pesticidi oranofosfati e carbamati, fin dalla loro creazione durante la Prima e Seconda Guerra Mondiale. Tipicamente, essi provocano gravi disturbi neurologici che conducono alla paralisi non solo negli insetti, ma anche negli esseri umani. L'esposizione avviene solitamente attraverso l'uso improprio di dispositivi per la diffusione di pesticidi oppure attraverso l'irrorazione aerea (scie chimiche). Gli effetti dell'inibizione della colinesterasi per esposizione cronica o esposizione intensa e reiterata si traducono in un'inibizione delle attività dell'enzima acetil-colinesterasi (AchE). L'integrazione di nanoparticelle in vari materiali nanocompositi, come gli idrogel aerei ed altre simili sostanze usate nelle irrorazioni aeree, nella modificazione del tempo atmosferico e nella dispersione di nanosensori, comportano nell'individuo l'inibizione della colinesterasi fino al 96.2% nonché la presenza in quantità rilevabile di materiali nanocompositi. Ciò a conferma delle scoperte pubblicate dalla Ocean University (Cina) nel numero di Giugno 2009 della rivistaChemical sensitivities (Sensibilità chimica), secondo cui le nano particelle sono 100 volte più tossiche di una singola molecola di pesticida, come il Malathion, il Propoxopur o il Benomyl.
La verità è questa, come rileva sempre il sito Tankerenemy: quanto si legge sui siti istituzionali è una ragnatela di sciocchezze e di bugie, un intrico in cui sono rimasti impigliati i negazionisti e le istituzioni tutte, comprese quelle agenzie di monitoraggio ambientale che dovrebbero, in teoria, tutelare la nostra salute.
Ci stanno già da tempo trasformando in tante cavie da laboratorio, con la piena complicità delle nostre istituzioni politiche.
Nicola Bizzi

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