D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


giovedì 28 novembre 2013

Guerre climatiche e disastro della Sardegna: ecco le prove dell’accordo Bush-Berlusconi per la sperimentazione tecnologica dei mutamenti climatici (Nicola Bizzi)



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Le recenti rivelazioni di Rosario Marcianò in merito all’origine artificiale del ciclone “Cleopatra” che ha devastato la Sardegna, supportate da evidenti prove fotografiche e satellitari e rafforzate dalla ammissione implicita di Legambiente, che ha denunciato “l’innaturalità di certe calamità”, ci testimoniano come, fra l’opinione pubblica, stia aumentando la consapevolezza dell’esistenza di un progetto militare finalizzato alla modifica e all’alterazione artificiale del clima.

Si tratta di questioni scottanti, coperte da Segreto di Stato, fino a poco tempo fa appannaggio di pochi “addetti ai lavori” del mondo della contro-informazione, ma che adesso stanno finalmente emergendo in tutta la loro gravità e drammaticità.

Che sia in atto da tempo una vera e propria guerra finalizzata al controllo climatico, guerra che ci riguarda e ci coinvolge ormai in pieno, ci è stato confermato anche dal Generale Fabio Mini, nel corso di un’intervista rilasciata lo scorso Febbraio a Radio Base.

Quindi ci appare ormai una realtà inconfutabile il fatto che il clima mondiale possa essere modificato artificialmente attraverso una nuova generazione di sofisticate armi tecnologiche chiamate ipocritamente “not-lethal-weapons”. Sia gli Stati Uniti che altre nazioni hanno ormai da anni sviluppato le capacità di manipolare a loro piacimento il clima, operando sia su scala mondiale che su aree mirate e delimitate. E stanno emergendo continue prove e conferme della non naturalità di molti altri eventi catastrofici verificatisi negli ultimi anni, come lo tsunami che ha devastato l’Oceano Indiano e la catastrofe di Fukushima.

Ho già spiegato in precedenti miei articoli gli scopi e le funzioni del progetto HAARP (“High-Frequency Active Aural Research”) e potete trovare in rete una vastissima documentazione a riguardo. Le basi del progetto HAARP ufficialmente note si trovano in Norvegia (Tromsoe), Alaska (base militare di Gokona) e in Groenlandia. I dettagli sull’impianto di Gokona possono addirittura essere consultabili sul sito ufficiale http://www.haarp.alaska.edu/, che descrive come – dopo il primo sistema di 48 antenne – sia in ultimazione un impianto di 180 antenne fornite dalla Phazar. 
Sappiamo bene ormai che le antenne di HAARP, agendo sugli strati più alti dell’armosfera, sono in grado di provocare la formazione di tifoni e terremoti in qualunque area del mondo, ma anche di agire sui sistemi informatici, elettronici e di comunicazione e infine di sconvolgere i pensieri umani. L’intensificarsi negli ultimi anni di fenomeni atmosferici anomali di portata devastante in tutto il mondo ci dimostra come queste sperimentazioni siano ormai all’ordine del giorno e che vengano condotte con sempre maggiore frequenza e intensità con metodologia criminale, in spregio delle più elementari norme di sicurezza, della sovranità e delle leggi degli stati coinvolti. Per non parlare delle centinaia di migliaia di vittime civili che certi “scienziati” al soldo delle forze armate statunitensi considerano, evidentemente, solo come “danni collaterali”.

Lo studioso Michel Chossudovsky, esperto nel campo del controllo climatico a scopi militari, in un suo articolo consultabile in rete sull’indirizzo http://globalresearch.ca/articles/CHO409F.html, attribuisce alle sperimentazioni di HAARP anche l’effetto serra: gli Stati Uniti non aderirebbero al Protocollo di Kyoto perché conoscerebbero la reale (e diversa) origine del riscaldamento del globo.

“L’aviazione americana - afferma Chossudovski - è in grado di manipolare il clima. Può addirittura provocare inondazioni, uragani, siccità e terremoti. Il Dipartimento della Difesa ha destinato elevate somme di denaro allo sviluppo e al perfezionamento di queste tecnologie. La manipolazione climatica diverrà parte della sicurezza interna e internazionale e sarà sfruttata in maniera unilaterale… Sarà usata a scopi difensivi e offensivi e anche come deterrente. La capacità di generare precipitazioni, nebbia e temporali e di modificare il clima, e la creazione di un clima artificiale, fanno parte di quelle tecnologie integrate che possono far aumentare la capacità statunitense, o diminuire quella degli avversari, di ottenere conoscenza, ricchezza e potere globale”. 

Per chi ancora dubitasse dell’origine non naturale della catastrofe che ha recentemente colpito la Sardegna, Rosario Marcianò ha diffuso in rete, tramite il sito www.tankerenemy.com, la pagine 38 dell’accordo Italia-USA firmato da Bush e Berlusconi nel 2002 per la sperimentazione tecnologica dei cambiamenti climatici. Vi riporto qui di seguito il testo di questa pagina, ricordandovi che è possibile scaricare il pdf completo del documento su: http://it.scribd.com/doc/9381320/Piano-dettaglio-Accordo-Italia-USA-sul-Clima

“WORKPACKAGE 10: Esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri

Questo Workpackage ha come obiettivi:

1. lo sviluppo di nuovi sistemi per la realizzazione di esperimenti di manipolazione dell’ecosistema che permettano di esporre la vegetazione a condizioni ambientali simili aquelle attese in scenari di cambiamento globale;

2. lo studio, l’analisi e la comprensione dei principali meccanismi di risposta della vegetazione e degli ecosistemi mediterranei ai diversi fattori di cambiamento (temperatura, precipitazioni ed aumento della concentrazione di CO2 atmosferica);

3. la quantificazione degli effetti complessivi del cambiamento sulla produttività e sulla vulnerabilità degli ecosistemi (fertilizzazione da CO2, variazione della disponibilità idrica ed aumento di temperatura).

In dettaglio le attività saranno:

1. l’esecuzione di attività di ricerca eco-fisiologica su diversi siti sperimentali italiani dove vengono modificate artificialmente le condizioni ambientali a cui è esposta la vegetazione

2. l’approfondimento e la migliore conoscenza dei meccanismi di risposta delle piante attraverso la misura diretta dello scambio gassoso in condizioni di pieno campo

3. la verifica in campo di ipotesi sviluppate nell’ambito di esperimenti di laboratorio

4. la progettazione di tecnologie per la manipolazione delle condizioni ambientali con particolare riferimento al controllo della temperatura e della concentrazione atmosferica di CO2.

Italia e Stati Uniti collaborano già da tempo su queste tematiche e hanno sviluppato insieme progetti di ricerca e metodologie sperimentali. Questo WP si inserisce anch’esso fra gli obiettivi del Progetto CARBIUS nella prospettiva di fornire elementi conoscitivi utili per prevedere le future traiettorie della risposta globale degli ecosistemi terrestri al cambiamento globale. Questa risposta sarà studiata ed analizzata in termino di produttività e di vulnerabilità con esplicito riferimento al futuro ruolo dei sink biosferici e alla loro capacità di sequestrare Carbonio.

Responsabile: CNR-IBAF

Partecipanti: DISAFRI.UNITUS, IBIMET

Collaborazioni USA: DOE Oak Ridge National Laboratory, TN – DOE Brookhaven NationalLaboratory, NY – Global Change Research Group, San Diego State University, CA

Durata: 0-24 mesi

Elementi da fornire: Implementazione e miglioramento dei siti di manipolazione sperimentali (CO2POPFACE, Temperatura VULCAN, acqua MIND), parametri per l’implementazione di modelli ecofisiologici, data-base sulla risposta delle specie ed ecosistemi ai cambiamenti ambientali, nuove tecnologie per conduzione di esperimenti di manipolazione su ecosistemi a larga scala.

Se questo documento non vi ha sconvolti abbastanza, vi riporto qui di seguito una serie di considerazioni di Rosario Marcianò, sempre relative al ciclone Cleopatra che ha colpito la Sardegna; considerazioni che condivido in toto e che per questo contribuisco a diffondere:

• Il ciclone si manifesta come un enorme mulinello di forma appunto circolare. Ciclone deriva dal greco “kyklòs”, che vale “cerchio”. Le immagini satellitari mostrano, però, a sud della martoriata isola una formazione a V: è un particolare su cui torneremo. 
• I giorni che hanno preceduto il disastro erano stati funestati da una parossistica attività chimica: composti elettroconduttivi erano stati dispersi da aerei civili e militari. Questi composti costituiscono, per così dire, il substrato su cui si crescono le energie elettromagnetiche. E’ una falda che, soprattutto durante la notte, imprigiona il calore nella bassa atmosfera, creando un effetto serra artificiale. Di conseguenza i meccanismi di scambio termico sopra descritti, possono sfociare in manifestazioni atmosferiche di notevole veemenza.
• A sud dell’isola, le mappe satellitari mostrano un robusto corpo nuvoloso a foggia di V: è una cosiddetta V-Shaped. I meteorologi di regime, in questi ultimi tempi, si sono affrettati a classificare tale fenomeno indotto, riconducendolo a qualcosa di naturale, ancorché insolito e di fatto inspiegato. La configurazione geometrica delle V-Shaped, del tutto assenti, come le “innocue velature”, nei testi di meteorologia non contraffatti”, lascia intrevadere lo zampino dei militari. Le V-Shaped, secondo la climatologia orwelliana, sarebbero temporali autorigeneranti (sic), una specie di moto perpetuo sul mare.
• Esistono strumenti per originare nubi: sono probabilmente un’evoluzione dei Liquid Rocket Engines (J-2X e RS-25), progettati dalla NASA o del Taurus Molecular Cloud, TMC- 65, un dispositivo sperimentato inizialmente dai russi ed impiegato poi dagli Stati Uniti per provocare la pioggia. Il TMC era stato ideato in origine per oscurare i radar.
• Le supercelle temporalesche classiche hanno la forma di incudine e si sviluppano in verticale. Casualmente questi sistemi sono sempre più rari in concomitanza con fenomeni piovosi di elevata intensità.
• É possibile riscaldare alcune parti dell’atmosfera con armi satellitari: alcune particelle pesanti, definite adroni, possono essere accelerate a dismisura da un’apparecchiatura ad hoc, installata su un satellite in orbita, quindi le particelle sono sparate verso la Terra. Quando gli adroni urtano con le particelle d’aria della bassa atmosfera, che è più densa, gli adroni danno origine ad un fascio di fotoni. I fotoni, in meccanica quantistica, sono le particelle vettrici del campo elettromagnetico, quindi il risultato è un potentissimo raggio di energia elettrodinamica che colpisce il pianeta. Il raggio non è visibile, ma interagisce con gli apparati elettrici ed elettronici che incontra sul suo percorso, provocandone in pochi secondi il surriscaldamento e l’autocombustione o addirittura l’esplosione. Un’arma del genere ha un potenziale distruttivo abnorme: un dispositivo simile, se molto potente, potrebbe causare un black out che sarebbe poi attribuito da “scienziati” collusi con il potere e dai media di regime ad una tempesta solare. Quasi certamente questo congegno bellico è il perfezionamento di un’invenzione che si deve allo scienziato serbo, naturalizzato statunitense, Nikola Tesla. Egli chiamò la sua ferale invenzione “raggio della morte”.
• Cunei di nuvole erano già stati rilevati in occasione di altre alluvioni: ad esempio, nel Golfo di Genova, quando la città e parte del Levante ligure furono investite da piogge torrenziali. 
• Gli Stati Uniti dispongono di piattaforme HAARP mobili montate su navi: esse possono essere impiegate pressoché in ogni dove per influire sui fenomeni meteo. 

Considerati questi aspetti – rileva sempre Marcianò – ci sembra improbabile che il flagello che ha devastato alcune zone Sardegna sia da ascrivere a Madre Natura: pare proprio sia stato un attacco sferrato contro una regione il cui vertice politico aveva programmato la cancellazione dell’I.V.A. con la creazione di un’area franca. É stato un altro episodio di guerra climatica che è recepita come tale ormai anche in una parte non irrilevante dell’opinione pubblica, quanto più i mezzi di disinformazione di massa si affannano a negarla.

Ci tengo a sottolineare in particolare questo passo: “un attacco sferrato contro una regione il cui vertice politico aveva programmato la cancellazione dell’I.V.A. con la creazione di un’area franca”.

A questo punto direi che abbiamo sufficienti elementi su cui riflettere…

Qui si configura, oltre al reato di strage, anche una bieca forma di ricatto e di intimidazione che, in confronto, i metodi dei mafiosi sembrano innocenti giochi di bambini.

Nicola Bizzi

http://www.signoraggio.it/