D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


sabato 23 novembre 2013

SARDEGNA - INCREDIBILE: CAPPELLACCI E GABRIELLI SAPEVANO TUTTO 5 GIORNI PRIMA DEL NUBIFRAGIO. LEGGETE QUI!

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Sardegna/Gabrielli e Cappellacci sapevano tutto

Un meteorologo li aveva avvertiti dell’imminente alluvione 5 giorni prima. Né Protezione Civile, né Regione Sardegna hanno preso provvedimenti. E ora dicono che è stato un «evento imprevedibile».
Sapevano tutto e non hanno fatto niente per prevenire il disastro. È l’ennesima volta che accade in Italia. L’ultima volta era accaduto per il terremoto dell’Aquila. La Protezione Civile e la Regione Sardegna erano state avvertite mercoledì 13 novembre che in Sardegna ci sarebbe stato un nubifragio di proporzioni bibliche. Nulla è accaduto da allora, se non l’arrivo del ciclone “Cleopatra” con i suoi morti e le sue distruzioni. 
A dare l’allarme era stato Antonio Sanò, meteorologo e fondatore del sito “IlMeteo.it”. «Le previsioni basate su calcoli fisico-matematici avevano permesso con almeno cinque giorni di anticipo di indicare un possibile evento alluvionale per la Sardegna per la giornata di lunedì. Purtroppo il dissesto idrogelogico, una scarsa cultura della prevenzione, una sufficienza nei confronti delle previsioni meteo, hanno causato e causeranno alluvioni», ha dichiarato Sanò.
Secondo una fonte interna alla Regione, Popoff è in grado di aggiungere che «Il 17 novembre la Protezione Civile chiamò Cappellacci informando ufficialmente la giunta regionale dell’imminente stato di all’erta rossa, significa anche prevedere dei morti, ma lui, Cappellacci, pensava al PPS da presentare ai sindaci di tutti i Comuni, spiegando l’utilità di costruzioni nella fascia di trecento metri dal mare».
Ma vediamo chi sono le autorità che il meteorologo aveva messo in allarme. 
Franco Gabrielli, capo Protezione Civile ed ex prefetto dell’Aquila dal 6 aprile 2009. Dall’1 maggio 2009 al 31 gennaio 2010 è stato vice commissario vicario dell’Emergenza Abruzzo, al fianco del Commissario Guido Bertolaso. In altre parole, una delle persone responsabili della mancata ricostruzione post terremoto e sodale di un plurinquisito.
Ugo Cappellacci, presidente della Regione Sardegna dal febbraio 2009 e coordinatore regionale di Forza Italia. In questo caso, la lista delle indagini giudiziarie pendenti sul capo dell’uomo di Berlusconi sull’isola è lunga: Il 15 maggio 2010 si apprende che il governatore è indagato per presunta corruzione nell’aggiudicazione degli appalti dell’energia eolica in Sardegna. Si tratta dell’inchiesta che coinvolge l’imprenditore amico di Licio Gelli e Silvio Berlusconi, Flavio Carboni, oltre che l’ex capo della Protezione Civile, il già citato Bertolaso.Cappellacci è indagato per l’indagine Cisi, costola della più importante maxi-inchiesta Fideuram sulla truffa agli enti regionali. Il 15 giugno 2012 viene richiesto il rinvio a giudizio nell’inchiesta sul crac della municipalizzata del centro di Carloforte: Cappellacci dovrà rispondere di bancarotta per una società, di cui era presidente del consiglio di amministrazione, fallita nel 2010 con un passivo accertato di circa due milioni di euro. L’8 marzo 2013 la Procura di Cagliari sollecita il rinvio a giudizio del governatore per l’inchiesta relativa al crac milionario della Sept Italia, azienda specializzata nella produzione di vernici, della quale Cappellacci faceva parte in qualità di membro del consiglio di amministrazione. Il governatore è stato accusato di bancarotta per dissipazione e documentale.
La notte 6 aprile del 2009 L’Aquila venne scossa da un terremoto che causò la morte di 303 persone. Durante tutto il mese precedente al sisma, Giampaolo Gioacchino Giuliani (ex tecnico dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario distaccato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso) aveva provato a lanciare l’allarme, descrivendo, inascoltato, il terremoto nelle fattezze in cui poi si manifestò.