D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


mercoledì 10 luglio 2013

- Arrivano i No Muos: i Marines battono in ritirata -














Con un blitz a sorpresa oggi i No Muos hanno interrotto e bloccato a Gela la festa dei Marines statunitensi per l'anniversario dello sbarco alleato in Sicilia durante la seconda guerra mondiale. Festa del tutto fuoriluogo, dato il momento legato alla brutta faccenda del Muos che vede gli USA continuare con assurdità ad insistere sulla costruzione del mostro militare nonostante la totale contrarietà dei Siciliani del Governo regionale e persino del Tar di Palermo.
Per la rievocazione storica erano presenti numerosi militari che con i loro mezzi avrebbero dovuto ripetere lo sbarco via mare e la sfilata per la città. Ma i No Muos, pacificamente, hanno avuto la meglio ed invadendo la spiaggia hanno impedito le manovre militari che hanno dovuto battere in ritirata e rinunciare all'ingresso dei mezzi militari in acqua.
Colti di sorpresa, autorità, militari e forze dell'ordine sono andate nel panico, e la faccia cupa dell'ambasciatore americano Thorne ha reso perfettamente chiaro il successo raggiunto del Movimento No Muos.
Giusto per evitare fraintendimenti, chiariamo subito che il Movimento No Muos ha voluto ribadire anche in questa occasione la sua netta posizione antifascista.
Non va dunque frainteso il loro gesto odierno, nè interpretato con chiavi di lettura di comodo. E' del tutto evidente che il problema per i manifestanti non sia lo sbarco avvenuto settant'anni fa....


Di seguito il comunicato dei No Muos:

"A settant'anni dallo sbarco alleato in Sicilia, che determinò la caduta del Nazifascismo in Italia e in Europa, i Siciliani continuano a pagare un debito infinito ai Padroni della guerra.
La politica americana di invasione, volta a mantenere il controllo di una pace guardiana, ha fatto della nostra isola un protettorato del Pentagono.
Risultato ne è la costante militarizzazione del territorio, di cui il M.U.O.S rappresenta l'ultimo e più sfacciato atto.
Noi occupanti di un teatro distrutto dalla guerra rifiutiamo una pace che fa del militarismo l'asse portante dei suoi affari.
Una pace al servizio degli interessi di mafia, banche, governi.
Rifiutiamo una pace atta a mantenere sfruttamento, ignoranza, miseria: una pace che prepara la guerra e nega emancipazione e dignità ai Siciliani e all'umanità tutta."

Insomma, viene ribadito a chiare lettere anche oggi il messaggio di fondo della protesta dei No Muos:
La Sicilia ai Siciliani, yankee go home!

[ca]

(Foto di Marco D'Antonio)