D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


lunedì 3 marzo 2014

Infezione simile alla poliomelite che paralizza i bambini negli USA

Poliomelite1Negli USA, precisamente in California è allarme rosso a causa di un infezione ancora sconosciuta che paralizza i bambini.
L’infezione, probabilmente causata da un virus, ricorda molto la poliomelite, malattia che è stata quasi completamente debellata in tutto il pianeta ma, ciò non toglie che potrebbero essersi diffusi altri virus che attaccano il midollo osseo proprio come la poliomelite (grave malattia infettiva che colpisce il sistema nervoso centrale).
In Pakistan, Afganistan e Nigeria del Nord, casi di poliomelite sono ancora segnalati di frequente.
La notizia, dell’infezione riferita dalla Nbc News, parla di 5 bambini, ma, il sito della Bbc Health parla invece di circa 20 bambini; dati quindi molto discordanti tra loro.
Per ora, in alcuni casi che sono stati accertati dalla University of California di San Francisco, si parla di bambini di età compresa tra i 2 e i 16 anni colpiti tra l’agosto del 2012 e il luglio 2013 e tutti già vaccinati contro la poliomelite.
Ma altri casi simili sono stati riscontrati in Asia e in Australia.
Secondo gli accertamenti effettuati dalla University of California, 2 dei 5 bambini, esaminati sarebbero risultati positivi ad un agente infettivo chiamato enterovirus 68, virus raro che ha sintomi simili a quelli della poliomelite, negli altri tre casi, si stanno ancora effettuando accertamenti.
Secondo Emanuelle Aubant, neurologo e autore della ricerca, non è il caso di diffondere allarmismo in quanto trattasi di casi rari e i virus, come ben tutti sappiamo possono arrivare, diffondersi e scomparire come sono arrivati.
Essendo il numero dei casi così basso, non sono ancora chiare le cause della patologia e esistono ancora molte cose da chiarire.
I risultati di tale ricerca saranno presentati nel prossimo aprile, alla riunione annuale di Neurologia che si terrà come di consueto a Philadelphia.
Keith Van Haren della Stanford University a Palo Alto ha dichiarato che, questa sindrome sembra essere molto rara e se un genitore si accorgesse di sintomi sospetti, simili a paralisi nel bambino, il piccolo deve essere subito sottoposto a cure mediche e accertamenti.
Il professor Massimo Andreoni infettivologo dell’Università di Torre Vergata, ha dichiarato che il gruppo di casi in California è un dato interessante e che merita attenzione e approfondimenti di studio.

Sabrina Stoppa
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