D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


giovedì 27 marzo 2014

UNGHERIA / IL GOVERNO ORBAN NAZIONALIZZA SOCIETA’ DI GAS, LUCE E ACQUA TRASFORMANDOLE IN ”NO PROFIT” (TAGLIO BOLLETTE!)

http://www.sapereeundovere.itI nostri lettori sicuramente ricorderanno come in diverse occasioni abbiamo riportato la notizia che il governo ungherese, non contento di aver tagliato per ben tre volte le bollette di luce e gas, adesso sta lavorando a un piano per trasformare queste utilities in societa’ no-profit in modo da ridurre al minimo i costi per le famiglie ungheresi.
A tale proposito proprio in questi giorni la gazzetta ufficiale governativa Magyar Kozlony ha annunciato che la compagnia statale Hungarian Electricity Works acquistera’ una quota del 50% piu uno della societa di fornitura del gas Fogaz, al momento posseduta dal comune di Budapest.
Tale operazione segue un accordo firmato in Dicembre con la societa’ tedesca RWE Gas International per acquistare da essa il 49.83% detenuto in Fogaz per un valore di 131 milioni di euro cosi’ che quando questa transazione sara’ conclusa Fogaz ritornera’ ad essere una societa’ completamente controllata dallo stato.
Questo pero’ non e’ un caso isolato tant’e’ che il governo ungherese ha in cantiere anche la nazionalizzazione di Fovarosi Vizmuvek, la societa’ che gestisce gli acquedotti di Budapest.
Ancora una volta il governo ungherese dimostra di avere a cuore l’interesse dei suoi cittadini e per tale motivo non esita ad andare controtendenza ignorando se necessario i diktat dei parassiti di Bruxelles.
Ovviamente non si puo’ dire lo stesso per l’Italia e non tanto perche’ il governo Renzi vuole svendere quello che rimane delle partecipazioni statali ma soprattutto perche’ va contro la volonta’ degli italiani che in un recente referendum si sono espessi contro la privatizzazione delle societa’ di gestione degli acquedotti tant’e’ che nessuno ha provveduto a rinazionalizzare le societa’ idriche.
In una democrazia questo sarebbe inaccettabile ma l’Italia purtroppo non e’ una democrazia e continuera’ a rimanere tale fino a quando non si caccia via questa classe politica corrotta.
GIUSEPPE DE SANTIS – Londra