D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


sabato 1 marzo 2014

UCRAINA, SIRIA, VENEZUELA: LA SOVVERSIONE ATLANTICA NON CONOSCE SOSTA

il senatore Mcain



di Enrico Galoppini 

Che cos’hanno in comune Venezuela, Ucraina e Siria? Apparentemente nulla, se non di essere degli Stati abitati da esseri umani. Oltretutto, si trovano lontanissimi l’uno dall’altro, in contesti geografici e culturali molto diversi tra loro. Dunque, potremmo già finirla qui. Ed invece no. Venezuela, Ucraina e Siria condividono in questi giorni un destino comune: quello di essere nel mirino della sovversione atlantica.  Ma c’è dell’altro. La concomitanza di questi tentativi di sovversione manu militari i governi locali ha lo straordinario pregio di poter aprire gli occhi, in extremis, anche agli ultimi ciechi che non ce la fanno a vedere come stanno le cose (mentre chi “non vuol vedere” è irrecuperabile).
Dall’America Latina all’Eurasia, al Vicino e Medio Oriente arabo islamico è tutto un susseguirsi, a ritmi vorticosi e sempre più aggressivi, di situazioni analoghe, orchestrate secondo una sequenza ormai consolidata. Si comincia con le richieste di “pacifici manifestanti”, guidati da istruttori delle Ong preventivamente operanti sul territorio, che il governo non recepisce o recepisce in parte, tanto sono pretestuose ed irricevibili. Poi, abbastanza presto, tra i suddetti ci scappa il morto (con modalità mai troppo chiare), subitamente elevato a “martire” dai “media globali”. A quel punto, i “pacifici manifestanti” estraggono le pistole e le mitragliatrici, e se necessario anche le bombe, dimostrando di essere ben altro (paramilitari già addestrati). Scatta la battaglia con le forze dell’ordine....

 
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